venerdì 30 novembre 2012

Il sentiero delle cince



Il Sentiero delle cince  parte da  Sankt Moritz, in Alta Engadina, nel cantone svizzero dei Grigioni, in direzione di Pontresina, e si inoltra in un bosco dove le cince, forse abituate da secoli all'uomo, vengono a mangiare dalle vostre mani. Me ne ha parlato la mia amica Chiara che fa l'ornitologa, e io ci voglio assolutamente andare.
Questa è la mano di Chiara con tre cince more.

giovedì 29 novembre 2012

Pacifisti americani (nel 2003)/2

ECCO il secondo e ultimo articolo di quelli che pubblicai su Carmilla on line nel 2003 (il primo è QUI). Lo stile è sempre più naif, però compare un personaggio mitico, Jun San, "la donna che cammina lontano".  Dopo il primo incontro di cui parlo nell'articolo, la ritrovai qualche mese più tardi, quando venni invitata a tornare. Jun San allora mi chiese se volessi guidare un tratto della sua marcia per la pace: spesso invitava gli ospiti a farlo. E così mi ritrovai a marciare con la bandiera della pace in testa a un gruppo di una trentina di persone, per qualche chilometro. Prima di partire mi spiegarono che dovevo stare attenta a non camminare troppo veloce, per non lasciare indietro gli altri, né troppo adagio, per evitare che mi venissero addosso. Insomma, forse non fu facilissimo, ma in quei momenti ero al settimo cielo, e sapevo che ne sarei stata orgogliosa per sempre. Eppure non scattai neanche una foto. Non della marcia, almeno. Però questa sono io con Jun San.

martedì 27 novembre 2012

Come si risponde al Ku Klux Klan

Nel 1970, poco dopo la sua elezione a procuratore generale dell'Alabama, il ventinovenne Bill Baxley riaprì il caso dell'attentato alla chiesa battista che era costato la vita a quattro bambine di colore nel 1963. L'impegno di Baxley per risolvere quel caso, che in precedenza era stato chiuso frettolosamente, gli attirò molta ostilità da parte dei Klansmen locali. Nel 1976 ricevette una lettera di minacce dal suprematista bianco Edward R. Fields, fondatore dello "National States' Rights Party" e "grande drago" del Nuovo Ordine dei Cavalieri del Ku Klux Klan.

La risposta di Bill Baxley, scitta sulla carta intestata ufficiale, è riprodotta qui sotto.

L'anno successivo
un membro degli United Klans of America di nome Robert Chambliss venne riconosciuto colpevole dell'attentato. Rimase in carcere fino alla morte, avvenuta nel 1985.


lunedì 26 novembre 2012

Le mie dieci attrici preferite

Jeanne Moreau in Jules et Jim


 Susan Sarandon in Thelma & Louise


Audrey Hepburn in Breakfast at Tiffany's (Colazione da Tiffany)


Holly Hunter in The Piano (Lezioni di piano)


Joan Crawford in Johnny Guitar


Silvana Mangano in Morte a Venezia (foto di Mario Tursi)


Anna Magnani in The Rose Tattoo (La rosa tatuata)


Whoopi Goldberg in The Color Purple (Il colore viola


 Ingrid Bergman in Notorious


 Jodie Foster in The Accused (Sotto accusa)

E per evitare la tremenda costernazione con cui l'altra volta mi sono autoimposta di ridurre a dieci (anzi, undici) i miei attori preferiti, ecco le altre mie predilette, tutte a pari merito:
Bette Davis in All About Eve (Eva contro Eva)
Meryl Streep in Silkwood
Katharine Hepburn in Guess Who's Coming to Dinner (Indovina chi viene a cena)
Julianne Moore in Far from Heaven (Lontano dal paradiso)
Emma Thompson in The Remains of the Day (Quel che resta del giorno)
Kate Winslet in Revolutionary Road
Jamie-Lee Curtis in A Fish Called Wanda (Un pesce di nome Wanda)
Faye Dunaway in Chinatown
...
...

domenica 25 novembre 2012

La prima proposta di Mr. Darcy

L'eroe più romantico della letteratura, il Mr. Darcy di Orgoglio e Pregiudizio, si è incarnato in parecchi attori, da Laurence Olivier nel 1940 fino a Elliot Cowan nel 2008. Ma i più importanti direi che sono tre: il grande Olivier, Colin Firth (1995) e Matthew Macfadyen (2005).

Eccoli tutti e tre nella stessa scena, quella della prima proposta di Mr. Darcy a Miss Bennet (interpretata rispettivamente da Greer Garson, Jennifer Ehle e Keira Knightley). Qual è il vostro preferito?







Pride and Prejudice (Love Declaration by Mr. Darcy) from Aimee Segun on Vimeo.

venerdì 23 novembre 2012

Zadie Smith su Amy Winehouse

Photo: Dominique Nabokov
"La bella voce usciva dagli altoparlanti al caffè del parco. Da tempo Natalie Blake e la sua amica Leah Hanwell avevano deciso che era una voce tipica di Londra – soprattutto delle zone settentrionali e nordoccidentali – come se la proprietaria fosse la santa patrona dei loro quartieri. Una voce è qualcosa che si può possedere? (...)
Qualche tempo dopo, Natalie vide la cantante intervistata in televisione: «Da bambina non mi sentivo affatto speciale. Credevo che tutti sapessero cantare.» La sua voce era lo stesso miracolo che una volta Natalie aveva sentito attraverso la finestra di un pub, a Camden. Ma la donna che la possedeva o non la possedeva stava scomparendo. Natalie fissò la ragazza-bambina con le gambe a x, che non c’era quasi più, ormai prossima al nulla."

 Zadie Smith, NW, traduzione mia



 

giovedì 22 novembre 2012

Africa for Norway: manda anche tu un termosifone in Norvegia

Ho appena visto l'articolo sul Post, e non potevo fare a meno di riprenderlo.

Radi-Aid è una finta campagna di beneficenza organizzata dai paesi africani per inviare termosifoni in Norvegia. Il video, realizzato dal SAIH e finanziato dall’Agenzia Norvegese per la Cooperazione e lo Sviluppo, cerca di sfatare gli stereotipi delle iniziative benefiche per l'Africa. Che sì, è un continente con molti problemi, ma che non può sempre e solo essere identificato con la fame, le guerre e l'AIDS. Soprattutto da chi vuole aiutarlo.

martedì 20 novembre 2012

Nudisti a San Francisco

Visto che la legge approvata l'anno scorso, che ordinava ai nudisti di mettersi un asciugamano sotto le natiche quando si sedevano al ristorante o sulle panchine pubbliche, non ha fermato le proteste contro gli uomini nudi che si aggirano per il quartiere Castro, il  supervisor di San Francisco Scott Wiener (il nome è tutto un programma, dato che wiener, un tipo di salsiccia, in slang significa anche "pene"), ha fatto votare una legge che introduce nel codice di polizia la proibizione "della nudità su strade pubbliche, marciapiedi, aiuole spartitraffico, parchi e piazze, e sui mezzi di trasporto pubblico, nelle stazioni, sulle banchine e alle fermate, tranne quando si tratti di sfilate, fiere e festival autorizzati."

Ieri, dopo aver letto questa notizia, ho inviato il link a Eleonora, la mia amica che alcuni di voi ricorderanno come l'autrice del disco orario artigianale a Santa Barbara. Durante il suo viaggio a San Francisco, infatti, Eleonora aveva incontrato e fotografato un allegro gruppetto di nudisti nel quartiere Castro. Quando ha visto l'articolo, Eleonora mi ha scritto: "Ma è Woody!" L'uomo che compare nella foto pubblicata sul sito di NPR è proprio Woody Miller, uno dei "naturisti" che Eleonora aveva conosciuto quel giorno.
E così non ho potuto fare a meno di invitarla a scrivere qualcosa sul suo incontro con Woody. (E mi scusino le persone sensibili, ma non potevo resistere, la foto è troppo bella. Douche, naturalmente, è un insulto. Woody è quello a destra.)

"Abbiamo incontrato Woody nel settembre 2012, al capolinea della F Line, Castro. Era a pochi passi dalla ex casa-bottega di Harvey Milk con un paio di amici (Anche senza la t-shirt 'Romney is a douche' non avremmo avuto dubbi sul voto anti repubblicano di uno di loro).
Il sole scaldava ancora, quando decideva di affacciarsi, ma un paio di jeans e un maglioncino leggero erano l'outfit ideale. Non per Woody che pareva perfettamente a suo agio con la temperatura, il suo nudismo e gli altri che passeggiavano (vestiti). Non c'era nulla di strano, sconveniente o imbarazzante in quel frammento di vita. Nemmeno l'ombra di un giudizio su quel corpo esposto alla luce del sole o alle folate di vento, e tanto io quanto lui eravamo parte di un arredo urbano abituato al passaggio di abitudini e gusti. Tutti umani."


lunedì 19 novembre 2012

Pacifisti americani (nel 2003)/1

Dopo aver parlato ieri della faccia brutta dell'America, sono andata a cercare qualcosa di più incoraggiante. 
Dopo le mie avventure adolescenziali (su cui prima o poi scriverò ancora), tornai negli Stati Uniti solo nel 2003.
L'amministrazione Bush si stava preparando a invadere l'Iraq, e io ero appena stata alla manifestazione di Roma, tre milioni di persone contro la guerra.
Le mie impressioni e riflessioni vennero pubblicate su Carmilla on line. Le trovate QUI, scritte in un allegro stile naif e accompagnate da un'imbarazzante foto in cui dovevo avere all'incirca dodici anni.
Ah, dimenticavo: la bandiera della foto è mia, regalo di un amico americano. Ce l'ho ancora appesa in casa.
 

domenica 18 novembre 2012

Ai californiani piace la pena di morte

Dopo la rielezione di Obama, i giornali hanno riportato le altre novità introdotte negli Stati Uniti da vari referendum: matrimoni gay in Maryland e Maine, legalizzazione della marijuana per uso ricreativo in Washington e Colorado, obbligo dell'uso di preservativi nei film porno nella contea di Los Angeles.

Io però qualche tempo fa vi avevo parlato di un altro referendum importante, quello per l'abolizione della pena di morte nella "progressista" California. Ho aspettato un po' a scrivere del risultato, per tentare di smaltire l'incazzatura. Ma credo che aspettare non serva a niente: il mio profondo disgusto per il 52,3 per cento dei californiani che hanno votato no all'abolizione della pena di morte rimarrà inalterato. Non è servito raccontargli che il sistema era troppo costoso: neanche il pensiero dei loro preziosi portafogli è riuscito a far ragionare quei subumani. 

5,302,892 /47.7% Yes votes
5,810,448 / 52.3% No votes 

Prigione di San Quentin, California, camera della morte ("the lethal injection facility"). (Photo Credit/Eric Risberg, File) (AP File Photo)



venerdì 16 novembre 2012

Un voto per la pace

 

Questa bella foto si trova sulla pagina fb del gruppo Israel-Loves-Iran, "A bridge in the Middle East between the people." Un'idea che in questi giorni appare lontanissima. Eppure questi sognatori hanno persino avviato una raccolta di fondi su Indiegogo per lanciare... una campagna pubblicitaria per la pace. Vogliono tappezzare Israele di poster con facce di palestinesi, iraniani, siriani, turchi, egiziani che dicono "Israelis We ♥ You", per convincere gli israeliani a votare per chi appoggia la pace alle prossime elezioni del 22 gennaio. 

La campagna, come purtroppo si può immaginare, per ora non sta andando benissimo. Però è bello ricordare che c'è anche chi vuole la pace. A proposito, agli inizi di questo blog avevo parlato di un collettivo di fotografi israelo-palestinesi, Activestills. Qui sotto potete vedere una loro foto recente:

Protest against the attack on Gaza, Tel Aviv, Israel, 15.11.2012

Protest against the attack on Gaza, Tel Aviv, Israel, 15.11.2012

Israeli activists take part in a protest against the Israeli attack on Gaza, in center Tel Aviv, November 15, 2012.
Photo by: Oren Ziv/ Activestills.org

mercoledì 14 novembre 2012

Un poster da regalare

 RICERCA DELLA COMODITÀ IN UNA POLTRONA SCOMODA 


Appena l'ho visto ho capito che sarebbe stato mio. È del grande Bruno Munari, e lo trovate sul sito dell'ottima casa editrice Corraini.


Quote of the day: Ai Weiwei sulla Cina


"Oggi i paesi occidentali sono molto cauti sui diritti umani e sulla situazione politica. Hanno bisogno di soldi. Ma ogni centesimo preso in prestito o ricavato dalla Cina è il diretto risultato della mancanza di diritti dei suoi cittadini. Con la globalizzazione e internet lo sappiamo tutti. Non fate finta di non saperlo. Vergogna a quei politici occidentali che sostengono di non essere responsabili. La situazione sta peggiorando, e continuerà a peggiorare."

Intervista ad Ai Weiwei su Newsweek, 21 novembre 2011



martedì 13 novembre 2012

Cartoline da Berlino/3: Un museo e un mercato

Dopo l'installazione della mostra non ci è rimasto molto tempo per esplorare la città. Dobbiamo tornarci al più presto, magari in estate, quando il cielo sopra Berlino cambia colore per un po'.

Sabato lo abbiamo dedicato al museo di arte contemporanea, l'Hamburger Bahnhof Museum, un bell'edificio ricavato da una stazione ferroviaria. Tra le cose che mi sono piaciute di più, la mostra Architektonika 2 e la ricca collezione permanente, fra cui spiccano opere di Cy Twombly, Andy Warhol e Anselm Kiefer (ci sono anche molte cose di Joseph Beuys, per chi lo apprezza). 

Una sala del museo

Una grande stanza piena di Dieter Roth

Domenica mattina, prima di ripartire, siamo riusciti a fare un salto al famoso mercato delle pulci di Mauerpark, più turistico che pulcioso ma comunque divertente.

Mauerpark

lunedì 12 novembre 2012

Postcards from Berlin/2: "Seductions": Jonathon Keats at Team Titanic gallery

The opening was last Friday, November 9th. Mr. Keats and The Team worked hard, and the result was great. Four shows were installed (the original plan was to have three, but Mr. Keats and the Team decided that the plants needed some pornography as well), and the opening night was packed with people drinking asteroidal mineral water. 
Here are some pictures of the four installations. For links to the projects, see this post. For Cinema Botanica, you can see this article and the trailer.
With many thanks to the Team Titanic gallery and its three wonderful curators who made this possible.

 
  Acrobats installing the Alien Mineral Water Bar

 The bar takes shape and Mr. Keats takes on a strange reflection


The price list

Working on the altar for Pornography for God


 The poster

 The finished altar







Quantum Entanglements: Marriage for Everyone by Law of Nature




Plants enjoying their pornography


People enjoying the opening

venerdì 9 novembre 2012

Postcards from Berlin/1: Exploring the city and installing the show




First thing you notice, Berliners love graffiti. They're everywhere. And they're big. This one is in Kreutzberg.




While exploring Kreutzberg, I found this wonderful little bookstore. They had a nice copy of Il mio mondo è qui, the Italian edition of Dorothy Parker's Here Lies translated by Eugenio Montale in 1941. But I thought that 59 euros was a little too much for it.



More graffiti at the East Side Gallery, "the largest open air gallery in the world". A 1.3km-long section of the Wall is covered in graffiti, as a  "memorial for freedom".  



And then back to the gallery to start installing the show. Here's the artist, or at least part of him, assessing the space.



Filling the bottles with Martian mineral water.