lunedì 2 settembre 2013

Una visita al San Francisco Armory/3. Catene e pavimenti imbottiti


"Il masochismo è l'incapacità di sentire il piacere se non nella sofferenza o la capacità di trarre piacere dalle sofferenze?"
Karl Kraus

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Ramòn e la gabbia
La nostra guida, che chiamerò Ramòn, ci conduce nel seminterrato del palazzo, che con la sua atmosfera da dungeon offre una serie di set perfetti per il genere. Per cominciare entriamo in una stanza di forma irregolare, dove un materassaccio laido troneggia al centro del pavimento. Lo guardiamo un po’ a disagio, ma Ramòn lo calpesta disinvolto e ci esorta ad avvicinarci mentre, sempre parlando a bocca chiusa, comincia a svelarci i segreti del PdP. Prima di tutto ci informa che nessun cambiamento è stato apportato alla pianta originaria del palazzo, visto che si tratta di un edificio storico protetto. Al massimo sono state erette alcune pareti in cartongesso, e naturalmente in ogni stanza sono stati installati gli indispensabili ganci da soffitto. Quella dove ci troviamo è la stanza dei provini (le occhiate verso il materasso si fanno sempre più inquiete), dove i candidati al ruolo di “modelli”, dopo aver compilato un questionario online e aver firmato alcune liberatorie, sono chiamati a dimostrare la loro competenza e passione per la materia. Prima di tutto occorre dichiarare cosa si è disposti a fare: la volontà dei modelli verrà sempre rigorosamente rispettata, e le riprese possono venire interrotte in qualsiasi momento al minimo accenno di disagio. Per facilitare le cose esiste un codice specifico: “yellow” significa più o meno “attenzione tra poco non mi diverto più”; “red” equivale all’incirca a: “fermi tutti voglio andare a casa”. Per dimostrare che la ditta ci tiene al benessere dei suoi dipendenti, Ramòn ci esorta a metterci in ginocchio. Io obbedisco senza pensare, ritrovandomi pericolosamente vicina al materasso. Subito pentita, mentre calcolo rapidamente la quantità di germi che ho raccolto sui pantaloni, trovo però conferma di una cosa curiosa che avevo già notato entrando nella stanza: il pavimento è morbido. Kink.com desidera che i suoi modelli, mentre girano scene S&M, stiano ben comodi e non si facciano male alle ginocchia. Ramòn racconta molte altre cose semincomprensibili e probabilmente oltraggiose che io però non capisco, e ogni tanto cita qualche titolo di film – tipo PussyPussy BangBang o qualcosa del genere - che deve essere famoso, penso, perché il tizio che somiglia a Polanski annuisce vigorosamente con aria da esperto. Molti di questi film, mi sembra di intuire, sono stati girati da una modella che è diventata un’acclamata regista. Un settore molto meritocratico, a quanto pare.


La stanza rossa
Dalla stanza con il pavimento imbottito passiamo in un’altra che ha un sacco di catene penzolanti dal soffitto, nonché una gabbia e una piccola cella, dove un paio di giovani zuzzurelloni si fanno subito rinchiudere con gran divertimento. Sembra di stare in un luna park osè, e io comincio a sciogliermi e a scattare foto. Ramòn ci esorta a fotografare tutto, avvertendo solo di chiedere il permesso prima di immortalare gli altri visitatori, che forse non sarebbero felici di apparire su facebook rinchiusi in una gabbia (o peggio, come vedremo). 


La stanza successiva è molto coreografica, con le pareti rosse decorate ovviamente da tanti bei ganci. Ma il meglio deve ancora venire. Dopo la sala rossa, infatti, ci attende l’Abbattoir. 

(3/Continua)

27 commenti:

  1. L'Abbattoir? quanto c'è da imparare! Io sul tema la penso come Massimo Troisi, ti ricordi? Al vago sentore di sofferenza scappo come una lepre; Comunque il tuo reportage è davvero straordinario: l'ironia in certe situazioni è l'unica possibilità:-)

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  2. Mi piace un sacco la prima foto! Dev'essere molto...scenografico 'sto posto.
    Aspetto l'Abbattoir!

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    1. Sì, guarda, ero felicissima. Uno dei posti più fotogenici che io abbia mai visto. Peccato che mi sono ostinata a non usare il flash e un sacco di foto mi siano venute mosse.

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  3. "Per dimostrare che la ditta ci tiene al benessere dei suoi dipendenti, Ramòn ci esorta a metterci in ginocchio."... pensa se non ci teneva!

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    1. Ma sono buffi, sai? Non è facile mantenere l'equilibrio fra "siamo cattivissimi e ci facciamo tanto male" e "rispettiamo il vostro benessere e l'integrità delle vostre rotule".

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  4. Urka! Comincia a farsi appassionante (ho riso molto al simil-Polanski che annuiva con aria saputa) :)

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    1. Il Polanski era il più inquietante di tutti.

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  5. Sempre più curioso questo tuo reportage dal mondo SM :) Attendo con impazienza le prossime puntate e qualche foto in più!

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  6. Urca! Interessante questo tour! :-) Io me lo sarei fatta un seminario..dopo la visita magari..:-) Così,tanto per approfondire l'argomento (che per alcuni è una cosa estremamente seria)..La cosa dei pavimenti "comodi" la si dovrebbe copiare in tutte le case..così da permettere alle coppie ormai stanche da anni insieme di sperimentare nuove forme di divertimento..senza arrampicarsi sulla lavatrice.. ;-)

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    1. Mah, sul seminario resto un po' perplessa, ma anche se dovessi farlo non credo che ne parlerei sul blog ;-)

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  7. Ad ogni capitolo del reportage aspetto con sempre maggiore ansia il libro su San Francisco :)

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    1. Grazie, fai bene a ricordarmelo. Sono soffocata dalle scadenze e ho paura di perderlo un po' di vista.

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  8. Nella gabbia mi ci sarei fatta rinchiudere anche io, e avrei chiesto di essere fotografata. Però in bianco e nero, nonostante mi doni molto anche il rosso..

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    1. In quegli ambienti così fotogenici te ne verrebbero centinaia, di idee per le foto!

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  9. Solo a pensare a quelle stanze mi viene ansia.

    Buon martedì!

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  10. Io ho googlato Karl Kraus e trovato quest'altra sua citazione, secondo me mooolto appropriata al luogo "Democracy means the opportunity to be everyone's slave". Del resto l'America e' la land of opportunity, isn'it?

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    1. E' perfetta. Dovrebbero metterla sopra la porta della sala degli schiavi (ci arriveremo poi).

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  11. Maddia, come non fai a non ricordarti di PussyPussy Bang Bang ...è un cult-movie totale... se non sbaglio è di Russ Mayer, e la protagonista è una certa Satana o un nome così. Ora vado a vedere in gooogle se si ho beccato; in caso contrario mi dovrai frustare ;)

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    1. Ma allora sei tu Polanski, di' la verità!
      (Comunque ho appena controllato anch'io: qualcosa con quel titolo c'è davvero... be', certo, non c'è molto da stupirsi!)

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  12. Sì, chiamami pure Roman ;)
    Ho controllato pure io su google, e credo che il film in questione fosse Faster, Pussycat! Kill! Kill!, un vero cult-movie, amato da John Waters e Quentin Tarantino, ho trovato su wiki ... e pure da Polanski sappiamo noi. L'ho visto da ragazzino a Fuori Orario di Ghezzi e Giusti.

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    1. Aaahh! Film mitico! Grazie di avermene parlato, devo assolutamente vederlo. Però qualcosa mi dice che Ramòn non si riferisse a questo...

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  13. Dev'essere stato interessante, ma tutti quei ganci mi impressionano non poco.

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