mercoledì 25 settembre 2013

Una visita al San Francisco Armory/6. The Upper Floor

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Lubrificante
Dopo il climax del seminterrato con il fiume arancione frequentato da panda giganti, esploriamo i laboratori (tutto viene costruito in casa, catene comprese), i depositi degli attrezzi (stanze piene di preservativi e bidoni di lubrificante), visitiamo la palestra dove si svolgono gli incontri di Ultimate Surrender (“competitive sexual wrestling”, un’invenzione di Kink.com) aperti al pubblico, e infine passiamo al piano di sopra. 

Qui l’atmosfera cambia completamente. Dal sotterraneo cupo e ammuffito agli interni edoardiani con pannelli di quercia e velluti rossi. Qui si svolgono le cene con gli schiavi volontari. Chiunque può offrirsi per partecipare, i richiedenti vengono selezionati dal pubblico (l’evento è trasmesso in live-chat) e i prescelti vengono ammessi alla cerimonia d’iniziazione finale. Le cene, tutte in “black tie”, cominciano con l'addestramento degli aspiranti schiavi alle 5 del pomeriggio e proseguono con i cocktail alle 6:30; la cena è servita alle 8:00, alle 9.30 c’è la cerimonia d’iniziazione e per le 11 è tutto finito. Spesso ci sono ospiti d’onore, come per esempio Laura Antoniou, famosa scrittrice di romanzi BDSM (capito da chi ha preso ispirazione l’autrice della versione più ruspante e redditizia?).

Il tavolo accessoriato. Ramòn caccia fuori la lingua. Quello sfocato è Polanski
Oltre al tavolo “accessoriato”, il pezzo forte dell’Upper Floor sono i quadri, dipinti a olio di squisita fattura e soggetto un po’ meno squisito. Li ho fotografati tutti, ma preferisco non pubblicarli. Potete intravederne un paio (i due ai lati, quello al centro non so perché sia lì. Forse è un famoso cultore della materia del 18° secolo) nella foto dello scalone, e uno anche in questo post dal blog di David Byrne (!) che ha fatto anche lui il tour del PdP (e ha fatto le mie stesse foto).

Per finire passiamo dalla sezione souvenir, dove si possono acquistare magliette, tazze, tappetini per mouse e oggettistica a tema. Ci si può anche registrare per la newsletter e per la partecipazione a qualcosa che non capisco perché la parlata a denti stretti di Ramòn mi rimane incomprensibile fino all’ultimo. Forse per assistere a un incontro di Ultimate Surrender? O per partecipare a un incontro di Ultimate Surrender? O per candidarsi al ruolo di schiava cameriera? Purtroppo non lo saprò mai.

Lo scalone finale
All’uscita ci sparpagliamo tutti rapidamente, nessuno si saluta. Anche io e V ci allontaniamo in fretta, non vogliamo che qualcuno che conosciamo ci veda uscire dal PdP.

Ho riflettuto molto su questa esperienza. Karl Kraus diceva: "Il masochismo è l'incapacità di sentire il piacere se non nella sofferenza o la capacità di trarre piacere dalle sofferenze?" Se c’è una cosa che si capisce chiaramente visitando il PdP e sfiorando anche solo da lontanissimo il mondo del BDSM (o almeno, il mondo di Kink.com), è che quelli che lo fanno, lo fanno perché si divertono. Sono adulti consenzienti, svolgono un lavoro che li appassiona ed è anche ben retribuito. Certo, la p****grafia è una mercificazione del sesso. Ma non è certo l'unica cosa mercificata nella nostra società. Come si racconta in questo articolo, secondo gli attivisti anti-p***o, recitare in questi film è “una cosa che le donne preferirebbero non fare, ma sentono di doverlo fare”, e lo fanno solo se sono soggette a “coercizione economica”. Nel caso di Kink.com trovo che queste affermazioni siano false. La prima falsa e paternalistica, la seconda semplicemente falsa. Il concetto di fare una cosa perché ti piace farla non è molto familiare a una società puritana come quella statunitense, ma almeno in questo San Francisco, con la sua permissività, rimane ancora un posto unico.

18 commenti:

  1. Sto per dire una cosa banale ma è la mia impressione al riguardo: è un tema in realtà molto complesso, ogni persona ha probabilmente motivazioni diverse. Se si parla di adulti consenzienti e non in stato di necessità già possiamo concludere: che ognuno faccia quel che crede! Certo ci sono le persone che si avvicinano a quei mondi per fare soldi, alcune in stato di necessità, alcune per derive personali, altri con un piano preciso. Qui però andiamo oltre. Grazie del reportage.

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    1. Be', non è che io sia del tutto sicura di poter concludere qualcosa, ma da totale profana dell'argomento trovo interessante la repulsione che questo suscita. Sono sicura, per esempio, che un adolescente che si compra un videogioco p***o verrebbe molto più stigmatizzato di uno che compra un videogioco dove tutti si sparano e si massacrano. Ma al di là del p***o in sé, trovo interessanti le reazioni al BDSM, una sottocultura che rivendica la propria identità (come tutte le sottoculture, qui).

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  2. Condivido in toto le tue ultime affermazioni: cosa non c' è mercificato oggi? ... proprio con il porno si mette il puntino sulla i? E poi, se piace, che male c'è a farlo. Quanti sono soddisafatti del proprio lavoro? ... si vede che sono pro-po..no? ;)
    Produci, consuma, crepa ...cerchiamo di mettere i bastoni tra le ruote a questo assurdo meccanismo.

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    1. Mi hanno appena consigliato questo libro sull'argomento. Voglio leggerlo, sembra interessante.

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    2. Sembra interessante, da quello che leggo nelle note, è un saggio sull'architettura fisica e idelogica della casa di Playboy ... interessante come pone l'argomento. Se lo leggerai, altro post ;)

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  3. Un argomento spinoso. Una cosa che mi ha colpita, che mi pare di aver letto proprio in uno degli articoli segnalati da te nel precedente post, è l'idea del 'corpo che può sopportare più cose di quanto si credesse prima di aver sperimentato certe pratiche', del 'sentirsi più forti per aver superato i propri limiti'. È una cosa che mi è rimasta impressa perché l'avevo sentita attribuire ad altre cose come sport considerati estremi per pericolosità o fatica, ma che non avevo mai accostato al sesso.

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    1. Il paragone con gli sport estremi è molto azzeccato, secondo me.

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  4. De gustibus...!Cercare la sofferenza non è nel mio stile, però se a qualcuno piace....Sarò all'antica ma per cena preferisco comunque un piatto di spaghetti e un buon bicchiere di vino:-)

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  5. Mi chiedo quanti anni dovranno passare, e se basteranno, prima che certi argomenti non siano più dei tabù, prima che tanta ipocrisia non faccia più sì che ci si scandalizzi per il fatto che a certe persone piace "farlo strano" piuttosto che del fatto che i ragazzini si nutrano praticamente di violenza.

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    1. Oh, grazie! Naturalmente film e videogiochi violenti sono molto cool, e guai a chi li tocca. Mica si può censurarli, certo, però io li stigmatizzerei molto ma molto più del p***o. Se ti piace vedere gente che si ammazza sei uno sfigato, ecco.

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    2. Io appoggerei alla grande questa campagna! E ci tenevo a fare un'altra considerazione al limite dell'o.t. Personalmente mi è piaciuto tanto questo reportage anche per un piccolo dettaglio: mi sento così impedita quando mi capita di non capire l'inglese di certe persone, che quando ho letto che anche a una traduttrice che vive a San Francisco può succedere mi sono sentita decisamente sollevata!

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    3. Non ci capiva niente neanche la mia amica V che abita qui da un sacco di anni!

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  6. Uffa ti avevo scritto un commento lunghissimo su ragazzini e input violenti e l'ho perso!!!
    Ricapitolo e sintetizzo: molte famiglie si interrogano su certi temi. C'è speranza. C'è maggiore attenzione, abbiamo fede.

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    1. Vedi la mia risposta sopra. I divieti e le censure non funzionano, ma si potrebbe almeno smettere di considerarli fichi (perché anche per molti adulti lo sono).

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