domenica 7 gennaio 2018

Ritorno a San Francisco: primi giorni in città

Partenza come sempre dolorosa, troppo presto al mattino dopo giorni dedicati a salutare luoghi e persone care. Il viaggio questa volta mi offre una tempesta Eleanor a Londra e un Bomb Cyclone sopra la East Coast. L'atterraggio a Londra fa paura, io e la signora accanto a me ci guardiamo come per dire "arriveremo?" e lei alla fine abbraccia suo figlio con l'enfasi della sopravvissuta. Mentre aspetto l'imbarco del volo per SF, scopro da twitter che nella notte c'è stato un terremoto di magnitudo 4.5, si attendono scosse di assestamento. Oppure chissà, magari era una scossa premonitrice e quello grosso deve ancora arrivare. Tutto questo giova enormemente al mio stato d'animo mentre mi preparo ad affrontare un decollo nelle stesse condizioni atmosferiche dell'atterraggio. L'aereo infine decolla con due ore di ritardo, perché una passeggera si è fatta male imbarcandosi e bisogna aspettare l'ambulanza che non arriva perché nell'aeroporto ci sono state contemporaneamente altre due emergenze mediche, fatto insolitamente raro. Cerco di ricordarmi che non sono superstiziosa. Il decollo però fila liscio, e anche il volo, perché non passiamo sopra il Bomb Cyclone ma sopra il Canada. Anche l'arrivo fila liscio, nessun poliziotto mi ferma per interrogarmi come sporca immigrata. La parte migliore è il viaggio in taxi fino a casa: l'autista adora parlare di catastrofi, e così passiamo dai terremoto agli tsunami agli incendi alle epidemie, per poi concludere che la cosa migliore sarebbe stare sempre su una nave da crociera al largo dell'oceano, ma una volta finiti i viveri si dovrebbe ricorrere al cannibalismo. E comunque, aggiunge il tassista, tra poco scoppierà la guerra con la Corea del Nord. E poi passiamo a parlare di Trump, che è la catastrofe peggiore di tutte.

Inspiegabilmente non ho nessuna traccia di jet lag. Vado a dormire a mezzanotte e mi sveglio alle otto. La città è ancora semivuota, i techies sono in vacanza. Poca gente, poche macchine. Un paradiso. Sono andata a vedere The Shape of Water, che non mi è mica tanto piaciuto, troppo superficiale e sentimentale: l'autore del bellissimo Labirinto del fauno mi sembra un po' rammollito.
Ieri pomeriggio festa a casa di una mia studentessa che abita nel Sunset, ma in alto in alto da dove si vede tutta la città. Ovviamente non ho portato la macchina fotografica perché sono una stolta, ma un'altra studentessa ha fatto questa foto quando poi siamo andati a vedere i Moraga Steps


Per chi ha letto il mio libro, questo quartiere piatto che arriva fino all'oceano è quello dove sono andata dalla dentista. Ieri era una rara giornata senza nebbia nel Sunset, con un solicello tiepido che faceva marameo alla East Coast e al suo Bomb Cyclone. Poi la studentessa che era venuta a prendermi (questo quartiere è lontano anni luce da casa mia, e l'ultima cosa che volevo era ripetere l'esperienza di arrivarci con i mezzi, visto com'era andata la prima volta. Volete sapere com'era andata? E leggete il mio libro, no?) ha avuto pietà di me che non vado mai in giro e mi ha portata a vedere i mulini a vento di Golden Gate Park.

Ieri sera siamo andati a sentire una cosa fantastica, il San Francisco Tape Music Festival. In un vecchio cinema meravigliosamente decrepito c'erano tantissimi tipi strani (neanche un techie! La vecchia San Francisco!) che ascoltavano al buio una decina di pezzi di musica elettronica trasmessi da diciotto amplificatori diversi, con un effetto ipnotico. Così ipnotico che nella seconda parte ho dormito tutto il tempo.

Oggi pomeriggio vado al memorial service per un personaggio fantastico della vecchia San Francisco morto lo scorso ottobre. Qui non faccio in tempo a scoprire le cose belle che subito mi muoiono, porca miseria. Stephen Parr, il fondatore di Oddball Films. Ma qui servirebbe un post a parte. Magari se ho tempo nei prossimi giorni lo scrivo. 

21 commenti:

  1. Quante cose in questo post, non saprei cosa aggiungere, a parte che confermare due cose: la catastrofe peggiore è Trump, e che il tuo primo libro va letto, accidenti. Fatelo!
    p.s.
    che viaggio da pppaura, solidarietà, io non reggerei a tutte queste cose, per andare nel paese di Trump, poi .... sì, solidarietà!
    :)

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    1. Guarda, a chi lo dici, ogni volta mi chiedo chi me lo fa fare.

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  2. Grazie di questo primo reportage: mi piace come scrivi! Sono letteralmente innamorata della tua scrittura: sagace, sapida e apparentemente minimalista. Chi non ha letto "I jeans di Bruce Springsteen" non sa cosa si perde.

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    1. Grazie Maruzza, sei sempre un tesoro :-)

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  3. Prima tace e tace poi mi pare un vulcano, anzi uno tsunami, anzi un terremoto, beh insomma dobbiamo averti lontano perché tu ti faccia sentire vicina. Ben tornata

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    1. Be', la città offre più spunti del paesello...

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  4. Ben atterrata quindi. Bel post come ha scritto Alli. Ciao.

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  5. Insomma, mi par di capire che in questi giorni ti sei gustata una SF non ancora "inquinata" dalla gentrification. Fino al ritorno dei techies. Ovviamente.
    Buon inizio mia cara, visto che hai superato indenne: Eleanor, Bomb Cyclone e tassista declamante sventure, sei sulla strada del divenire invincibile. :-)

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    1. Ciao Nela, buon inizio anche a te. Un brindisi virtuale a un anno invincibile!

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  6. Hey che avventura! Noi siamo atterrati il 2 sera , quindi Eleanor ce la siamo beccata per strada..e anche se fastidiosa... sempre meglio averla tra le scatole quando hai i piedi per terra!
    Il racconto della dentista è bellissimo ma appena hai finito di leggerlo cominci ad accusare un terribile mal di denti e la paura di chissà cosa ci sia dentro. Almeno sono fortunata che quegli endodontisti siano a Roma, però ;-)

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    1. Ehi, tu te lo ricordi proprio bene! D'altronde, con quel fantastico autografo... ;-)

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  7. Guarda un pò non avevo fatto in tempo a dirti Bentornata ....d'altra parte senza essere troppo lontana non c'ero io ;) spero di riuscire a leggere il tuo libro, come mi ero ripromessa, quando le mie poesie in carne ed ossa cresceranno più autonomamente e ch'io possa riprendere ad avere occhi anche per altro!

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  8. E pure stavolta l'odissea del viaggio Italia-Usa si è conclusa senza danni e anche con una bella dose di energia mi pare! Brava!

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  9. Un volo ITA-USA piacevole piacevole eh!?! Vabbhè il tassista che parla solo di catastrofi dopo un rientro così rocambolesco ti fa solo venir voglia di cospargere casa e te stessa di cornetti di peperoncino! Comunque quante cose belle in questa tua vita USA, soprattutto aver goduto di quella vista te lo invidio tantissimo!

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    1. Cose belle e anche cose meno belle, eh. Però almeno qui non mi annoio mai.

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  10. Ciao Silvia!
    Trascorri buoni giorni! E racconta l'America, ché mi sembra di viverla un po' anch'io, a parte il tuo libro che ho letto ed è sempre pronto per una ulteriore piacevolissima lettura.
    Un abbraccio
    Nou

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  11. ah ma quante cose! certo che avere un taxista così ti va voglia di prendere i mezzi pubblici :((

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