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venerdì 21 agosto 2015

L'anteprima di Purity

La trovate oggi su IL, l'inserto mensile del Sole 24 ORE. E adesso è anche online, QUI. La traduzione, ovviamente, è mia. Buona lettura!




lunedì 24 novembre 2014

Jonathan Franzen, Phil Klay: ottime notizie e libri in arrivo


Quest'anno il prestigioso National Book Award è stato vinto da Phil Klay, con Redeployment. Sono dei racconti magnifici, che usciranno a maggio 2015 nella mia traduzione. Sono felicissima che abbia vinto questo libro, opera prima di un reduce dell'Iraq e grande scrittore (nonché ragazzo veramente simpatico).




 



La seconda notizia riguarda l'annuncio dell'uscita, nell'autunno del 2015, del nuovo romanzo di Jonathan Franzen, Purity. Non chiedetemi altro perché per ora non so nulla, tranne che come sempre sarò io a tradurlo.

mercoledì 4 giugno 2014

Jonathan Franzen e Amazon

"Amazon vuole un mondo in cui i libri siano autopubblicati oppure pubblicati dalla stessa Amazon, i lettori si affidino alle recensioni su Amazon per la scelta dei libri, e gli autori si occupino della propria promozione. Un mondo in cui avranno successo le opere di chiacchieroni twittatori e millantatori, e di chi si potrà permettere di pagare qualcuno per sfornare centinaia di recensioni a cinque stelle (…) Amazon è sulla buona strada per trasformare gli scrittori in operai senza prospettive come quelli che i suoi fornitori impiegano nei magazzini, facendoli lavorare sempre di più per salari sempre più bassi e senza nessuna sicurezza sul lavoro, perché i magazzini si trovano in posti dove nessun altro assume manodopera. E più aumenta la fetta di popolazione che vive come questi operai, e più cresce la pressione per abbassare i prezzi dei libri e si acuisce la crisi dei libri tradizionali, perché chi non guadagna molto vuole intrattenimento gratis, e chi ha una vita dura vuole gratificazioni istantanee ('Spedizione gratuita entro 24 ore!')."

Da Il progetto Kraus, di Jonathan Franzen, Einaudi. Traduzione della sottoscritta - per Franzen - e di Claudio Groff - per Kraus.

lunedì 21 ottobre 2013

Cosa c'è che non va nel mondo moderno. Jonathan Franzen su Internazionale

"Nel mio piccolo angolo di mondo, quello della narrativa americana, Jeff Bezos di Amazon non sarà forse l’Anticristo, ma sicuramente ricorda uno dei quattro cavalieri dell'Apocalisse. Amazon vuole un mondo in cui ognuno si pubblica il suo libro oppure lo fa pubblicare da Amazon, con i lettori che scelgono cosa leggere in base alle recensioni di Amazon e con gli autori che si fanno pubblicità da soli. Un mondo in cui avranno successo le opere di chiacchieroni, twittatori e millantatori, e di chi si potrà permettere di pagare qualcuno per sfornare centinaia di recensioni a cinque stelle. Ma cosa succede a chi è diventato scrittore proprio perché chiacchierare, twittare e millantare gli sembravano una forma di interazione sociale intollerabilmente superficiale? Cosa succede a chi vuole comunicare in profondità, da individuo a individuo, nel silenzio e nella permanenza della carta stampata, ed è stato influenzato dall’amore per autori che scrivevano quando la pubblicazione assicurava ancora un certo controllo di qualità, e la reputazione letteraria non era solo una questione di decibel autopromozionali? Mentre sempre meno lettori sono in grado di raggiungere - in mezzo al frastuono, ai libri deludenti e alle recensioni fasulle - le opere prodotte dalla nuova generazione di scrittori di questo tipo, Amazon è sulla buona strada per trasformare gli scrittori in operai senza prospettive come quelli che i suoi fornitori impiegano nei magazzini, facendoli lavorare sempre di più per salari sempre più bassi e senza nessuna sicurezza del lavoro, perché i magazzini si trovano in posti dove nessun altro assume manodopera. E più aumenta la fetta di popolazione che vive come questi operai, e più cresce la pressione per abbassare i prezzi dei libri e si acuisce la crisi dei librai tradizionali, perché chi non guadagna molto vuole intrattenimento gratis, e chi ha una vita dura vuole gratificazioni istantanee («Spedizione gratuita entro 24 ore!»)."

da Cosa c'è che non va nel mondo moderno, di Jonathan Franzen, pubblicato su "Internazionale" del 18/24 ottobre 2013. Traduzione mia.

venerdì 18 ottobre 2013

Franzen su Internazionale (e arrivederci New York)

Sul numero di Internazionale in edicola c'è un lungo articolo di Jonathan Franzen tradotto da me (e da Claudio Groff per le parti in tedesco).


Oggi parto, torno a casa. Saluto New York con un paio di foto della High Line. Ci risentiamo dall'Italia!



lunedì 17 giugno 2013

Emptying the Skies, il reportage di Jonathan Franzen diventa un documentario

Tutto è cominciato con il reportage Emptying the Skies, uscito sul New Yorker nel 2010. Jonathan Franzen aveva viaggiato in alcuni paesi dell'Europa meridionale (Italia, Malta, Cipro) per raccontare il bracconaggio dei piccoli uccelli di cui questi paesi sono campioni. Io lo avevo accompagnato per una parte del viaggio, e poi ho tradotto il reportage, che è uscito su Internazionale con il titolo Cieli silenziosi ed è stato ripubblicato nella raccolta di saggi Farther Away, uscito in italiano come Più lontano ancora.

La storia di questo reportage prosegue: oggi è diventato un documentario. QUI trovate l'articolo di Repubblica che ne parla, e qui sotto trovate il trailer.


lunedì 25 marzo 2013

"Il cervello di mio padre": Jonathan Franzen in ebook

Tra i primi sette titoli della nuova collana einaudiana esclusivamente digitale, i "Quanti", c'è anche il bellissimo saggio di Jonathan Franzen Il cervello di mio padre, tratto dalla raccolta Come stare soli, uscita nel 2003 nella mia traduzione.


"Quando, esattamente, abbiamo perso la persona che abbiamo perso? E quando la potremo incontrare di nuovo, se nemmeno il ricordo è un terreno saldo su cui incontrarci? Perché la memoria, ci dice Franzen, non è l'archivio sicuro in cui tutto si conserva, ma una lastra fragile e pericolosa come il ghiaccio sopra un lago, in cui alcune cose rimangono imprigionate e altre, la maggior parte, non fanno che affondare. Per tentare di dare un senso alla lotta del padre con l'Alzheimer, l'autore delle Correzioni non smette di interrogarsi su ciò che ci definisce individui, sulla natura dei legami familiari, sul funzionamento della memoria." 

"Tutti i ricordi, dicono i neuroscienziati, sono in realtà ricordi di ricordi, ma di solito non sembrano tali. Questo invece sì. Mi ricordo di ricordare: mio padre a letto, mia madre seduta accanto a lui, io in piedi vicino alla porta. Avevamo appena avuto un’angosciosa conversazione famigliare, forse su dove avremmo trasferito mio padre quando fosse uscito dall’ospedale. È una conversazione che mio padre detesta, per quel poco che riesce a seguirla. Alla fine urla con enfasi appassionata, come se ne avesse abbastanza di tutte quelle sciocchezze, 'Ho sempre amato tua madre. Sempre'. E mia madre si nasconde la faccia tra le mani e scoppia in singhiozzi."  

martedì 30 ottobre 2012

"Più lontano ancora": escono oggi i saggi di Jonathan Franzen

Esce oggi la mia traduzione di Più lontano ancora, la nuova raccolta di saggi di Jonathan Franzen.
Dentro ci troverete alcune cose di cui ho già parlato, come il reportage sul bracconaggio per cui ho viaggiato insieme a Franzen nel sud dell'Italia per due settimane; il bellissimo e controverso saggio su David Foster Wallace; un reportage sulla Cina, e molto altro ancora.
Uno dei saggi, Chi ti dice che non sia tu il Maligno?, sulla scrittura di Alice Munro, potete leggerlo per intero sul sito dell'Einaudi. E la Repubblica ha messo in prima pagina un brano tratto da un altro saggio.





mercoledì 1 agosto 2012

Workshop di traduzione all'IIS di San Francisco

Workshop di Traduzione

 

Saturday August 4 2012, 2pm to 4pm
Saturday August 11 2012, 2pm to 5pm

Cost: $75

 

“Translating is the best way of reading a text,” Italo Calvino once wrote. It’s also the best way to refine your knowledge of a language. Italian literary translator Silvia Pareschi – who translates American authors including Jonathan Franzen, Don DeLillo, Denis Johnson, E.L. Doctorow, and many others – will show you how to make literary fiction composed in English appear to have been written directly in Italian.The class will be divided into two Saturday sessions. In the first session, Pareschi will explain her translating techniques, and students will bring their own translations to discuss in the second session.

Workshop is in Italian. Pre-registration required.


domenica 6 maggio 2012

"The Corrections" non va in Tv

Comunico, non senza un certo disappunto, che malgrado le aspettative, la rete HBO ha deciso di non produrre più l'attesa serie tratta da The Corrections. Niente più Chris Cooper, Dianne Wiest e Ewan McGregor, niente Maggie Gyllenhaal e Rhys Ifans.

Come consolazione sono andata a ripescare questo video di Franzen che legge un brano di The Corrections, e sotto ho aggiunto la mia traduzione italiana tratta dall'edizione Einaudi. Buona lettura!
 

 


Era cominciato come un aneddoto famigliare: papà ordinava sempre la grigliata mista, papà voleva andare solo nei ristoranti che avevano la grigliata mista nel menu. In effetti Gary trovava che ci fosse qualcosa di infinitamente delizioso, qualcosa di irresistibilmente sontuoso in un pezzo d’agnello, uno di maiale, uno di vitello, più un paio di salsicce magre e tenere come le facevano adesso – in poche parole, nella classica grigliata mista. Gli piaceva tanto che aveva cominciato a preparare le grigliate miste a casa. Insieme alla pizza, al takeaway cinese e alla pasta più semplice possibile, la grigliata mista era diventata il pezzo forte di famiglia. Caroline dava una mano portando a casa ogni sabato parecchie borsate sanguinolente di carne e salsicce, e in breve Gary cominciò a preparare grigliate miste due o persino tre volte la settimana, sfidando le peggiori intemperie sulla terrazza e divertendosi un mondo. Cucinava petti di pernice, fegatini di pollo, filet mignon e salsicce di tacchino alla messicana. Zucchine e peperoni rossi. Melanzane, peperoni gialli, costolette d’agnello, salsicce italiane. Inventò un meraviglioso piatto misto di wurstel, bistecca e bok choy. Gli piaceva e gli piaceva e gli piaceva e poi all’improvviso non gli piacque più.
Aveva incontrato il termine scientifico anedonìa in un libro che Caroline teneva sul comodino, dal titolo Sentirsi BENE! (dott. Ashley Tralpis, Ph.D.). Aveva letto la definizione sul vocabolario con un brivido di riconoscimento, una specie di maligno sì, sì: “condizione psicologica caratterizzata dall’incapacità di provare piacere in circostanze normalmente piacevoli”. L’anedonìa era più di un Segnale d’Allarme, era un sintomo bello e buono. Un marciume che contagiava un piacere dopo l’altro, un fungo che guastava le gioie del lusso e delle comodità che per tanti anni avevano alimentato in lui la resistenza alla taccagneria dei genitori.
Il marzo precedente, a St. Jude, Enid aveva osservato che, per essere un vicepresidente di banca con una moglie che lavorava part-time, per beneficenza, al Fondo per la Difesa dell’Infanzia, Gary cucinava tantissimo. Gary l’aveva zittita abbastanza facilmente; suo marito non sapeva nemmeno cuocere un uovo, quindi era naturale che fosse gelosa. Ma il giorno del suo compleanno, dopo che fu rientrato da St. Jude con Jonah e, di fronte alla costosa sorpresa di un laboratorio fotografico a colori, ebbe fatto appello alla propria volontà per esclamare, Una camera oscura, fantastico, l’adoro, l’adoro, Caroline gli porse un piatto pieno di gamberoni crudi e brutali bistecche di pesce spada da fare alla griglia, e Gary si domandò se sua madre non avesse ragione. Sulla terrazza, nel calore radiante, mentre lasciava annerire i gamberoni e bruciare il pesce spada, venne colto dalla stanchezza. Gli aspetti della sua vita non connessi alla grigliata gli sembravano ora semplici puntini di estraneità in mezzo al ricorrere martellante dei momenti in cui accendeva il mesquite e percorreva a grandi passi la terrazza per evitare il fumo. Chiudendo gli occhi vide una griglia cromata con spettri contorti di carni rosolate che cuocevano su carboni infernali. Il fuoco eterno, il fuoco dei dannati. L’ardente supplizio della ripetizione compulsiva. Sulle pareti interne della griglia si era accumulata una spessa patina di neri grassi fenolici. Il terreno dietro il garage dove Gary buttava le ceneri ricordava un paesaggio lunare o il cortile di un cementificio. Era molto, molto, molto stanco di grigliate miste, e il mattino dopo disse a Caroline: - Sto cucinando troppo.
- Allora cucina meno, - rispose lei. – Mangeremo fuori.
- Voglio mangiare a casa e voglio cucinare meno.
- Allora ordina a domicilio, – disse lei.
- Non è la stessa cosa.
- Tu sei l’unico che vuole mangiare a tavola. Ai ragazzi non interessa.
- A me interessa. Per me è importante.
            - Va bene, Gary; ma non è importante per me, non è importante per i ragazzi, e dovremmo cucinare per te? 
           Non poteva darle completamente torto. Negli anni in cui Caroline lavorava a tempo pieno, Gary non si era mai lamentato per le cene takeaway, surgelate o precotte. Forse adesso pensava che lui volesse cambiare le regole. Ma a Gary sembrava che la natura della vita famigliare stesse cambiando - che la solidarietà, la devozione filiale e l'amore fraterno non fossero più apprezzati come quando era giovane.
Ed eccolo lì, ancora davanti alla griglia. Attraverso le finestre della cucina vedeva Caroline giocare a pollice di ferro con Jonah. La vide mettersi gli auricolari di Aaron e muovere la testa a ritmo di musica. Sembrava proprio una scena di vita famigliare. C’era davvero qualcosa di sbagliato, oltre alla depressione clinica dell’uomo che sbirciava da fuori?

(Da Le correzioni, Jonathan Franzen, Einaudi 2002, traduzione mia, pagg. 170-173)

martedì 10 aprile 2012

Postcards from New York/11: The Nightmare of Consumption

Ieri ho fatto una piccola spesa da Eli's Manhattan. Al momento di pagare mi sono resa conto di essere entrata dritta dritta in una pagina delle Correzioni (Chip, c'est moi), quella in cui viene descritto un supermercato di nome l'Incubo del Consumo.

"Verso le otto si ritrovò davanti al nuovo Incubo del Consumo ('Tutto… a prezzi incredibili!') in Grand Street. Sul cielo era apparsa una cappa di umidità, un vento solforoso e inquietante che soffiava da Rahway e Bayonne. La gente superbene di Soho e Tribeca si riversava nei portali d'acciaio satinato dell'Incubo. Gli uomini erano di svariate forme e dimensioni, ma le donne erano tutte snelle e trentaseienni; molte erano sia snelle che incinte. Chip aveva un'eruzione cutanea sul collo a causa del taglio di capelli, e non si sentiva pronto per essere visto da tante donne perfette. Ma appena superata la porta dell'Incubo viede una confezione di verdura con la scritta ACETOSELLA DEL BELIZE $0.99.
Entrò nell'Incubo, agguantò un cestino e vi infilò un mazzetto di acetosella. Novantanove cent. [...] Chip s'insinuò fra carrelli e antenne di cellulari fino al banco del pesce, dove, come in un sogno, trovò SALMONE NORVEGESE PESCATO ALL'AMO in vendita a un prezzo ragionevole. Indicò un filetto di taglia media, e alla domanda del pescivendolo, – Altro? – rispose in tono deciso, quasi compiaciuto, – Basta così.
Il prezzo del bel pacchetto che gli fu consegnato era di $78.40. Per fortuna quella scoperta lo lasciò senza fiato, altrimenti avrebbe potuto protestare prima di accorgersi, come fece in un istante, che i prezzi dell'Incubo erano all'etto. Due anni prima, due mesi prima, non avrebbe commesso un errore del genere.
– Ha, ha! – disse, tenendo in mano il filetto da settantotto dollari come un guantone da baseball. Piegò un ginocchio a terra, si toccò i lacci delle scarpe, fece scivolare il salmone dentro il giubbotto di pelle e sotto il maglione, si infilò il maglione nei calzoni e si rialzò in piedi."

(Traduzione mia, ça va sans dire).

giovedì 29 marzo 2012

Laboratorio di traduzione letteraria con Federica Aceto e Silvia Pareschi

Tradurre Letteratura

 

Laboratorio di traduzione letteraria

Tutti i professionisti, tutti i corsi e i laboratori di Langue&Parole formazione sono sempre stati concentrati sull’aspetto più concreto e pratico della traduzione. Ogni nostro sforzo è sempre stato dedicato all’artigianalità del tradurre: come in una bottega. I seminari, la revisione sui testi e gli incontri personalizzati sono la nostra normale pratica di lavoro.  Ora tutto questo è applicato alla parte più creativa: la letteratura. Laboratorio applicativo di traduzione letteraria, con la collaborazione di due esperte traduttrici, Federica Aceto e Silvia Pareschi. Ci avvicineremo a grandi romanzi di autori contemporanei.  Un laboratorio nel senso più vero della parola: un confronto con i testi e con i traduttori, esercizi di traduzione e testimonianze professionali. 
Informazioni: 0292888626 
Dal 10 aprile all'11 maggio 2012 
Iscrizioni aperte Euro 290,00 
Questo laboratorio vuole essere un esperimento creativo per chi ha voglia di affrontare la letteratura nella sua concretezza. Per chi ha voglia di aggiornarsi con le parole, attraverso le parole."
Struttura del Laboratorio:
Lingua di lavoro: inglese CORSO INTERAMENTE ONLINE/ELEARNING
Organizzazione: Cinque settimane di laboratorio, quattro romanzi da affrontare, quattro autori da capire, quattro incontri con chi ha lavorato sui testi, due esercitazioni di traduzione.
2 incontri con LANGUE&PAROLE: con noi sono previsti due incontri collettivi. Il primo appuntamento introduttivo agli argomenti e allo scopo del seminario; il secondo sarà invece alla fine del laboratorio come sintesi e conclusione.
4 incontri collettivi: (due con Federica Aceto e due con Silvia Pareschi) di confronto sulla traduzione dei romanzi, con esempi pratici. La storia personale di come si può capire un autore e restituire un testo

2 laboratori applicativi: degli autori proposti ogni partecipante potrà tradurre due brani (indicati a inizio del laboratorio). Dopo gli con incontri collettivi con le due traduttrici, seguirà una revisione personalizzata e un appuntamento di raffronto individuale sull’elaborato (con i revisori di Langue&Parole).
Materiale didattico e insegnanti: ogni partecipante riceverà una breve raccolta di appunti di presentazione degli autori e dei romanzi; una presentazione da parte delle due traduttrici sul loro lavoro e sulla loro esperienza legata ai testi del laboratorio.

FEDERICA ACETO
ALI SMITH, There but for the
STANLEY ELKIN, Searches&Seizures 

SILVIA PARESCHI
JONATHAN FRANZEN, The Corrections
AMY HEMPEL, At the Gates of the Animal Kingdom 
 
Federica Aceto: nata a Formia nel 1970, ha studiato Lingue e Letterature Straniere a Napoli, per poi conseguire un MA in Letteratura Anglo-Irlandese a Dublino e un Master in Mediazione Linguistica e Culturale a Roma. Ha vissuto per diversi anni in Irlanda, dove ha lavorato come lettrice presso il dipartimento di italianistica dello University College Dublin. Ha tradotto una quarantina di libri di narrativa. Tra gli autori da lei tradotti: Ali Smith, A.L. Kennedy, Stanley Elkin, J.G. Ballard, Martin Amis e Don DeLillo. Ha anche curato la revisione delle traduzioni in italiano di autori quali David Foster Wallace, Jonathan Franzen e Thomas Pynchon.
Silvia Pareschi: lavora come traduttrice letteraria da più di dieci anni. Fra gli autori da lei tradotti, oltre a Jonathan Franzen (tra i tanti titoli, citiamo Le correzioni, Einaudi 2002, e Libertà, Einaudi 2011), figurano Cormac McCarthy (Il guardiano del frutteto, Einaudi 2002), Don DeLillo (Cosmopolis, Einaudi 2003, Running Dog, Einaudi 2005), Amy Hempel (Ragioni per vivere. Tutti i racconti, Mondadori 2009), Nathan Englander (Il Ministero dei casi speciali, Mondadori 2009), Junot Díaz, E. L. Doctorow, Denis Johnson, Annie Proulx, David Means e T. C. Boyle. Attualmente sta traducendo Love in a Cold Climate di Nancy Mitford. Vive a metà fra l’Italia e San Francisco, insieme al marito, l’artista e scrittore Jonathon Keats, di cui ha tradotto in italiano una raccolta di racconti, Il libro dell’ignoto. Quando è negli Stati Uniti, oltre a tradurre, insegna italiano agli americani. Dopo la laurea in Lingue e Letterature Straniere, ha seguito il Master in Tecniche della narrazione alla scuola Holden di Torino. Durante un seminario sulla traduzione, è stata notata dalla docente, Anna Nadotti, che l’ha segnalata alla casa editrice Einaudi. È stata quindi “scoperta” da Marisa Caramella, l’editor che le ha affidato la sua prima traduzione in assoluto, Le correzioni di Jonathan Franzen. Il suo blog è  http://ninehoursofseparation.blogspot.com
Obiettivi del laboratorio: lo scopo di questo laboratorio di aggiornamento professionale è il confronto. Confronto con chi ha tradotto molto e autori impegnativi, con il testo, con le proprie capacità, con chi ha sempre voglia di crescere e migliorarsi. Questo laboratorio vuole essere un esperimento creativo per chi ha voglia di affrontare la letteratura nella sua concretezza. Per chi ha voglia di aggiornarsi con le parole, attraverso le parole.
A chi si rivolge: considerando la complessità dei brani affrontati, il lavoro è adatto soprattutto a chi ha già qualche esperienza di traduzione. Non è d’obbligo che questa esperienza sia in campo editoriale o letterario. La natura di questo laboratorio è puramente artigianale: la voglia di confrontarsi, in modo aperto e non accademico, con i testi, i traduttori e gli altri partecipanti è l’unico requisito indispensabile.

mercoledì 7 marzo 2012

Nuovi personaggi nel cast di "The Corrections"

Una perfetta Denise
Dopo Chris Cooper, Dianne Wiest e Ewan McGregor, di cui ho già parlato, il cast della serie Tv tratta da Le correzioni si sta arricchendo di nuovi personaggi.

Altre foto qui

Maggie Gyllenhaal sarà una Denise perfetta, a mio parere. Guardatela qui di fianco mentre discute sotto la pioggia insieme a Ewan McGregor/Chip (il quale indossa il mitico giubbotto di pelle nera sotto il quale farà scivolare il salmone nella scena al supermercato).


Rhys Ifans
Un'altra scelta perfetta è quella di Rhys Ifans per il ruolo di . Oh, sì.
Gitanas Misevicius

Così come mi sembra azzeccato Bruce Norris nel ruolo di Gary, il fratello maggiore. Mentre Greta Gerwig, se vuole fare Julia, moglie di Gitanas e fidanzata di Chip, dovrà per forza tingersi i capelli color cioccolato.

E comunque, per Alfred, anche quelli di Flavorwire preferivano Gene Hackman.

Bruce Norris
Greta Gerwig

martedì 31 gennaio 2012

Due chiacchiere sull'ebook

L'altro giorno sono stata intervistata da Ferdinando Morgana per il sito ebookgratis.it. L'intervista comincia così:

1) Ciao Silvia, intanto vorrei sapere: qual è il tuo rapporto con gli ebook?
Un rapporto piuttosto pacifico, direi.
Leggi il resto di questo articolo

Se poi siete interessati al rapporto un po' meno pacifico di Jonathan Franzen con gli ebook, leggete QUI.

(Visto che si parla di libri e che pochi giorni fa parlavo di Wim Wenders, invece della mia solita foto con Franzen questa volta scelgo un'inquadratura del meraviglioso film di Wenders che parla di angeli e anche di libri. Magari c'entra poco, ma ricordare quel film fa sempre bene al cuore.)