La trovate oggi su IL, l'inserto mensile del Sole 24 ORE. E adesso è anche online, QUI. La traduzione, ovviamente, è mia. Buona lettura!
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venerdì 21 agosto 2015
lunedì 24 novembre 2014
Jonathan Franzen, Phil Klay: ottime notizie e libri in arrivo
Quest'anno il prestigioso National Book Award è stato vinto da Phil Klay, con Redeployment. Sono dei racconti magnifici, che usciranno a maggio 2015 nella mia traduzione. Sono felicissima che abbia vinto questo libro, opera prima di un reduce dell'Iraq e grande scrittore (nonché ragazzo veramente simpatico).
La seconda notizia riguarda l'annuncio dell'uscita, nell'autunno del 2015, del nuovo romanzo di Jonathan Franzen, Purity. Non chiedetemi altro perché per ora non so nulla, tranne che come sempre sarò io a tradurlo.
mercoledì 4 giugno 2014
Jonathan Franzen e Amazon
"Amazon vuole un mondo in cui i libri siano autopubblicati oppure pubblicati dalla stessa Amazon, i lettori si affidino alle recensioni su Amazon per la scelta dei libri, e gli autori si occupino della propria promozione. Un mondo in cui avranno successo le opere di chiacchieroni twittatori e millantatori, e di chi si potrà permettere di pagare qualcuno per sfornare centinaia di recensioni a cinque stelle (…) Amazon è sulla buona strada per trasformare gli scrittori in operai senza prospettive come quelli che i suoi fornitori impiegano nei magazzini, facendoli lavorare sempre di più per salari sempre più bassi e senza nessuna sicurezza sul lavoro, perché i magazzini si trovano in posti dove nessun altro assume manodopera. E più aumenta la fetta di popolazione che vive come questi operai, e più cresce la pressione per abbassare i prezzi dei libri e si acuisce la crisi dei libri tradizionali, perché chi non guadagna molto vuole intrattenimento gratis, e chi ha una vita dura vuole gratificazioni istantanee ('Spedizione gratuita entro 24 ore!')."
Da Il progetto Kraus, di Jonathan Franzen, Einaudi. Traduzione della sottoscritta - per Franzen - e di Claudio Groff - per Kraus.
lunedì 21 ottobre 2013
Cosa c'è che non va nel mondo moderno. Jonathan Franzen su Internazionale
"Nel mio piccolo angolo di mondo, quello della
narrativa americana, Jeff Bezos di Amazon non sarà forse l’Anticristo, ma
sicuramente ricorda uno dei quattro cavalieri dell'Apocalisse. Amazon vuole un
mondo in cui ognuno si pubblica il suo libro oppure lo fa pubblicare da Amazon,
con i lettori che scelgono cosa leggere in base alle recensioni di Amazon e con
gli autori che si fanno pubblicità da soli. Un mondo in cui avranno successo le
opere di chiacchieroni, twittatori e millantatori, e di chi si potrà permettere
di pagare qualcuno per sfornare centinaia di recensioni a cinque stelle. Ma
cosa succede a chi è diventato scrittore proprio
perché chiacchierare, twittare e
millantare gli sembravano una forma di interazione sociale intollerabilmente
superficiale? Cosa succede a chi vuole comunicare in profondità, da individuo a
individuo, nel silenzio e nella permanenza della carta stampata, ed è stato
influenzato dall’amore per autori che scrivevano quando la pubblicazione
assicurava ancora un certo controllo di qualità, e la reputazione letteraria
non era solo una questione di decibel autopromozionali? Mentre sempre meno
lettori sono in grado di raggiungere - in mezzo al frastuono, ai libri deludenti
e alle recensioni fasulle - le opere prodotte dalla nuova generazione di
scrittori di questo tipo, Amazon è sulla buona
strada per trasformare gli scrittori in operai senza prospettive come quelli
che i suoi fornitori impiegano nei magazzini, facendoli lavorare sempre di più
per salari sempre più bassi e senza nessuna sicurezza del lavoro, perché i
magazzini si trovano in posti dove nessun altro assume manodopera. E più
aumenta la fetta di popolazione che vive come questi operai, e più cresce la pressione
per abbassare i prezzi dei libri e si acuisce la crisi dei librai tradizionali,
perché chi non guadagna molto vuole intrattenimento gratis, e chi ha una vita
dura vuole gratificazioni istantanee («Spedizione gratuita entro 24
ore!»)."
da Cosa
c'è che non va nel mondo moderno, di Jonathan Franzen,
pubblicato su "Internazionale" del 18/24 ottobre 2013.
Traduzione mia.
venerdì 18 ottobre 2013
Franzen su Internazionale (e arrivederci New York)
Sul numero di Internazionale in edicola c'è un lungo articolo di Jonathan Franzen tradotto da me (e da Claudio Groff per le parti in tedesco).
Oggi parto, torno a casa. Saluto New York con un paio di foto della High Line. Ci risentiamo dall'Italia!
lunedì 17 giugno 2013
Emptying the Skies, il reportage di Jonathan Franzen diventa un documentario
Tutto è cominciato con il reportage Emptying the Skies, uscito sul New Yorker nel 2010. Jonathan Franzen aveva viaggiato in alcuni paesi dell'Europa meridionale (Italia, Malta, Cipro) per raccontare il bracconaggio dei piccoli uccelli di cui questi paesi sono campioni. Io lo avevo accompagnato per una parte del viaggio, e poi ho tradotto il reportage, che è uscito su Internazionale con il titolo Cieli silenziosi ed è stato ripubblicato nella raccolta di saggi Farther Away, uscito in italiano come Più lontano ancora.
La storia di questo reportage prosegue: oggi è diventato un documentario. QUI trovate l'articolo di Repubblica che ne parla, e qui sotto trovate il trailer.
lunedì 25 marzo 2013
"Il cervello di mio padre": Jonathan Franzen in ebook
Tra i primi sette titoli della nuova collana einaudiana esclusivamente digitale, i "Quanti", c'è anche il bellissimo saggio di Jonathan Franzen Il cervello di mio padre, tratto dalla raccolta Come stare soli, uscita nel 2003 nella mia traduzione.
"Quando, esattamente, abbiamo perso la persona che abbiamo perso? E
quando la potremo incontrare di nuovo, se nemmeno il ricordo è un terreno saldo
su cui incontrarci? Perché la memoria, ci dice Franzen, non è l'archivio sicuro
in cui tutto si conserva, ma una lastra fragile e pericolosa come il ghiaccio
sopra un lago, in cui alcune cose rimangono imprigionate e altre, la maggior
parte, non fanno che affondare. Per tentare di dare un senso alla lotta del padre con l'Alzheimer, l'autore
delle Correzioni non smette di interrogarsi su ciò che ci definisce individui, sulla
natura dei legami familiari, sul funzionamento della memoria."
"Tutti i ricordi, dicono i neuroscienziati, sono in realtà ricordi di ricordi, ma di solito non sembrano tali. Questo invece sì. Mi ricordo di ricordare: mio padre a letto, mia madre seduta accanto a lui, io in piedi vicino alla porta. Avevamo appena avuto un’angosciosa conversazione famigliare, forse su dove avremmo trasferito mio padre quando fosse uscito dall’ospedale. È una conversazione che mio padre detesta, per quel poco che riesce a seguirla. Alla fine urla con enfasi appassionata, come se ne avesse abbastanza di tutte quelle sciocchezze, 'Ho sempre amato tua madre. Sempre'. E mia madre si nasconde la faccia tra le mani e scoppia in singhiozzi."
"Tutti i ricordi, dicono i neuroscienziati, sono in realtà ricordi di ricordi, ma di solito non sembrano tali. Questo invece sì. Mi ricordo di ricordare: mio padre a letto, mia madre seduta accanto a lui, io in piedi vicino alla porta. Avevamo appena avuto un’angosciosa conversazione famigliare, forse su dove avremmo trasferito mio padre quando fosse uscito dall’ospedale. È una conversazione che mio padre detesta, per quel poco che riesce a seguirla. Alla fine urla con enfasi appassionata, come se ne avesse abbastanza di tutte quelle sciocchezze, 'Ho sempre amato tua madre. Sempre'. E mia madre si nasconde la faccia tra le mani e scoppia in singhiozzi."
martedì 30 ottobre 2012
"Più lontano ancora": escono oggi i saggi di Jonathan Franzen
Esce oggi la mia traduzione di Più lontano ancora, la nuova raccolta di saggi di Jonathan Franzen.
Dentro ci troverete alcune cose di cui ho già parlato, come il reportage sul bracconaggio per cui ho viaggiato insieme a Franzen nel sud dell'Italia per due settimane; il bellissimo e controverso saggio su David Foster Wallace; un reportage sulla Cina, e molto altro ancora.
Uno dei saggi, Chi ti dice che non sia tu il Maligno?, sulla scrittura di Alice Munro, potete leggerlo per intero sul sito dell'Einaudi. E la Repubblica ha messo in prima pagina un brano tratto da un altro saggio.
Uno dei saggi, Chi ti dice che non sia tu il Maligno?, sulla scrittura di Alice Munro, potete leggerlo per intero sul sito dell'Einaudi. E la Repubblica ha messo in prima pagina un brano tratto da un altro saggio.

mercoledì 1 agosto 2012
Workshop di traduzione all'IIS di San Francisco
Workshop di Traduzione
Saturday August 4 2012, 2pm to 4pm
Saturday August 11 2012, 2pm to 5pm
Cost: $75
“Translating is the best way of reading a text,” Italo Calvino once
wrote. It’s also the best way to refine your knowledge of a language.
Italian literary translator Silvia Pareschi – who translates American
authors including Jonathan Franzen, Don DeLillo, Denis Johnson, E.L.
Doctorow, and many others – will show you how to make literary fiction
composed in English appear to have been written directly in Italian.The
class will be divided into two Saturday sessions. In the first session,
Pareschi will explain her translating techniques, and students will bring
their own translations to discuss in the second session.
Workshop is in Italian. Pre-registration required.
domenica 6 maggio 2012
"The Corrections" non va in Tv
Comunico, non senza un certo disappunto, che malgrado le aspettative, la rete HBO ha deciso di non produrre più l'attesa serie tratta da The Corrections. Niente più Chris Cooper, Dianne Wiest e Ewan McGregor, niente Maggie Gyllenhaal e Rhys Ifans.
Come consolazione sono andata a ripescare questo video di Franzen che legge un brano di The Corrections, e sotto ho aggiunto la mia traduzione italiana tratta dall'edizione Einaudi. Buona lettura!
Era
cominciato come un aneddoto famigliare: papà ordinava sempre la grigliata
mista, papà voleva andare solo nei ristoranti che avevano la grigliata mista
nel menu. In effetti Gary trovava che ci fosse qualcosa di infinitamente
delizioso, qualcosa di irresistibilmente sontuoso
in un pezzo d’agnello, uno di maiale, uno di vitello, più un paio di salsicce
magre e tenere come le facevano adesso – in poche parole, nella classica
grigliata mista. Gli piaceva tanto che aveva cominciato a preparare le grigliate miste a casa. Insieme alla pizza, al takeaway cinese e alla pasta più semplice possibile, la grigliata mista era diventata il pezzo forte
di famiglia. Caroline dava una mano portando a casa ogni sabato parecchie
borsate sanguinolente di carne e salsicce, e in breve Gary cominciò a preparare
grigliate miste due o persino tre volte la settimana, sfidando le peggiori
intemperie sulla terrazza e divertendosi un mondo. Cucinava petti di pernice,
fegatini di pollo, filet mignon e salsicce di tacchino alla messicana. Zucchine
e peperoni rossi. Melanzane, peperoni gialli, costolette d’agnello, salsicce
italiane. Inventò un meraviglioso piatto misto di wurstel, bistecca e bok choy.
Gli piaceva e gli piaceva e gli piaceva e poi all’improvviso non gli piacque
più.
Aveva
incontrato il termine scientifico anedonìa
in un libro che Caroline teneva sul comodino, dal titolo Sentirsi BENE! (dott. Ashley Tralpis, Ph.D.). Aveva letto la
definizione sul vocabolario con un brivido di riconoscimento, una specie di
maligno sì, sì: “condizione
psicologica caratterizzata dall’incapacità di provare piacere in circostanze
normalmente piacevoli”. L’anedonìa era
più di un Segnale d’Allarme, era un sintomo bello e buono. Un marciume che
contagiava un piacere dopo l’altro, un fungo che guastava le gioie del lusso e
delle comodità che per tanti anni avevano alimentato in lui la resistenza alla
taccagneria dei genitori.
Il
marzo precedente, a St. Jude, Enid aveva osservato che, per essere un
vicepresidente di banca con una moglie che lavorava part-time, per beneficenza,
al Fondo per la Difesa dell’Infanzia, Gary cucinava tantissimo. Gary l’aveva zittita abbastanza facilmente; suo marito
non sapeva nemmeno cuocere un uovo, quindi era naturale che fosse gelosa. Ma il
giorno del suo compleanno, dopo che fu rientrato da St. Jude con Jonah e, di
fronte alla costosa sorpresa di un laboratorio fotografico a colori, ebbe fatto
appello alla propria volontà per esclamare, Una
camera oscura, fantastico, l’adoro, l’adoro, Caroline gli porse un piatto
pieno di gamberoni crudi e brutali bistecche di pesce spada da fare alla
griglia, e Gary si domandò se sua madre non avesse ragione. Sulla terrazza, nel
calore radiante, mentre lasciava annerire i gamberoni e bruciare il pesce
spada, venne colto dalla stanchezza. Gli aspetti della sua vita non connessi
alla grigliata gli sembravano ora semplici puntini di estraneità in mezzo al
ricorrere martellante dei momenti in cui accendeva il mesquite e percorreva a
grandi passi la terrazza per evitare il fumo. Chiudendo gli occhi vide una
griglia cromata con spettri contorti di carni rosolate che cuocevano su carboni
infernali. Il fuoco eterno, il fuoco dei dannati. L’ardente supplizio della
ripetizione compulsiva. Sulle pareti interne della griglia si era accumulata
una spessa patina di neri grassi fenolici. Il terreno dietro il garage dove
Gary buttava le ceneri ricordava un paesaggio lunare o il cortile di un
cementificio. Era molto, molto, molto stanco di grigliate miste, e il mattino
dopo disse a Caroline: - Sto cucinando troppo.
-
Allora cucina meno, - rispose lei. – Mangeremo fuori.
-
Voglio mangiare a casa e voglio
cucinare meno.
-
Allora ordina a domicilio, – disse lei.
-
Non è la stessa cosa.
-
Tu sei l’unico che vuole mangiare a tavola. Ai ragazzi non interessa.
-
A me interessa. Per me è importante.
-
Va bene, Gary; ma non è importante per me, non è importante per i ragazzi, e
dovremmo cucinare per te?
Non poteva darle completamente torto. Negli anni in
cui Caroline lavorava a tempo pieno, Gary non si era mai lamentato per le cene
takeaway, surgelate o precotte. Forse adesso pensava che lui volesse cambiare
le regole. Ma a Gary sembrava che la natura della vita famigliare stesse
cambiando - che la solidarietà, la devozione filiale e l'amore fraterno non
fossero più apprezzati come quando era giovane.
Ed
eccolo lì, ancora davanti alla griglia. Attraverso le finestre della cucina
vedeva Caroline giocare a pollice di ferro con Jonah. La vide mettersi gli
auricolari di Aaron e muovere la testa a ritmo di musica. Sembrava proprio una scena di vita famigliare. C’era davvero
qualcosa di sbagliato, oltre alla depressione clinica dell’uomo che sbirciava
da fuori?
(Da Le correzioni, Jonathan Franzen, Einaudi 2002, traduzione mia, pagg. 170-173)
martedì 10 aprile 2012
Postcards from New York/11: The Nightmare of Consumption
Ieri ho fatto una piccola spesa da Eli's Manhattan. Al momento di pagare mi sono resa conto di essere entrata dritta dritta in una pagina delle Correzioni (Chip, c'est moi), quella in cui viene descritto un supermercato di nome l'Incubo del Consumo.
"Verso le otto si ritrovò davanti al nuovo Incubo del Consumo ('Tutto… a
prezzi incredibili!') in Grand Street. Sul cielo era apparsa una cappa
di umidità, un vento solforoso e inquietante che soffiava da Rahway e
Bayonne. La gente superbene di Soho e Tribeca si riversava nei portali
d'acciaio satinato dell'Incubo. Gli uomini erano di svariate forme e
dimensioni, ma le donne erano tutte snelle e trentaseienni; molte erano
sia snelle che incinte. Chip aveva un'eruzione cutanea sul collo a causa
del taglio di capelli, e non si sentiva pronto per essere visto da
tante donne perfette. Ma appena superata la porta dell'Incubo viede una
confezione di verdura con la scritta ACETOSELLA DEL BELIZE $0.99.
Entrò nell'Incubo, agguantò un cestino e vi infilò un mazzetto di acetosella. Novantanove cent. [...] Chip s'insinuò fra carrelli e antenne di cellulari fino al banco del pesce, dove, come in un sogno, trovò SALMONE NORVEGESE PESCATO ALL'AMO in vendita a un prezzo ragionevole. Indicò un filetto di taglia media, e alla domanda del pescivendolo, – Altro? – rispose in tono deciso, quasi compiaciuto, – Basta così.
Il prezzo del bel pacchetto che gli fu consegnato era di $78.40. Per fortuna quella scoperta lo lasciò senza fiato, altrimenti avrebbe potuto protestare prima di accorgersi, come fece in un istante, che i prezzi dell'Incubo erano all'etto. Due anni prima, due mesi prima, non avrebbe commesso un errore del genere.
– Ha, ha! – disse, tenendo in mano il filetto da settantotto dollari come un guantone da baseball. Piegò un ginocchio a terra, si toccò i lacci delle scarpe, fece scivolare il salmone dentro il giubbotto di pelle e sotto il maglione, si infilò il maglione nei calzoni e si rialzò in piedi."
(Traduzione mia, ça va sans dire).
Entrò nell'Incubo, agguantò un cestino e vi infilò un mazzetto di acetosella. Novantanove cent. [...] Chip s'insinuò fra carrelli e antenne di cellulari fino al banco del pesce, dove, come in un sogno, trovò SALMONE NORVEGESE PESCATO ALL'AMO in vendita a un prezzo ragionevole. Indicò un filetto di taglia media, e alla domanda del pescivendolo, – Altro? – rispose in tono deciso, quasi compiaciuto, – Basta così.
Il prezzo del bel pacchetto che gli fu consegnato era di $78.40. Per fortuna quella scoperta lo lasciò senza fiato, altrimenti avrebbe potuto protestare prima di accorgersi, come fece in un istante, che i prezzi dell'Incubo erano all'etto. Due anni prima, due mesi prima, non avrebbe commesso un errore del genere.
– Ha, ha! – disse, tenendo in mano il filetto da settantotto dollari come un guantone da baseball. Piegò un ginocchio a terra, si toccò i lacci delle scarpe, fece scivolare il salmone dentro il giubbotto di pelle e sotto il maglione, si infilò il maglione nei calzoni e si rialzò in piedi."
(Traduzione mia, ça va sans dire).
giovedì 29 marzo 2012
Laboratorio di traduzione letteraria con Federica Aceto e Silvia Pareschi
Laboratorio di traduzione letteraria
Tutti i professionisti, tutti i corsi e i laboratori di Langue&Parole formazione sono sempre stati concentrati sull’aspetto più concreto e pratico della traduzione. Ogni nostro sforzo è sempre stato dedicato all’artigianalità del tradurre: come in una bottega. I seminari, la revisione sui testi e gli incontri personalizzati sono la nostra normale pratica di lavoro. Ora tutto questo è applicato alla parte più creativa: la letteratura. Laboratorio applicativo di traduzione letteraria, con la collaborazione di due esperte traduttrici, Federica Aceto e Silvia Pareschi. Ci avvicineremo a grandi romanzi di autori contemporanei. Un laboratorio nel senso più vero della parola: un confronto con i testi e con i traduttori, esercizi di traduzione e testimonianze professionali.
Informazioni: 0292888626
Dal 10 aprile all'11 maggio 2012
Iscrizioni aperte Euro 290,00
“Questo laboratorio vuole essere un esperimento creativo per chi ha voglia di affrontare la letteratura nella sua concretezza. Per chi ha voglia di aggiornarsi con le parole, attraverso le parole."
Struttura del Laboratorio:
Lingua di lavoro: inglese CORSO INTERAMENTE ONLINE/ELEARNING
Organizzazione: Cinque settimane di laboratorio, quattro romanzi da affrontare, quattro autori da capire, quattro incontri con chi ha lavorato sui testi, due esercitazioni di traduzione.
2 incontri con LANGUE&PAROLE: con noi sono previsti due incontri collettivi. Il primo appuntamento introduttivo agli argomenti e allo scopo del seminario; il secondo sarà invece alla fine del laboratorio come sintesi e conclusione.
4 incontri collettivi:
(due con Federica Aceto e due con Silvia Pareschi) di confronto sulla
traduzione dei romanzi, con esempi pratici. La storia personale di come
si può capire un autore e restituire un testo
2 laboratori applicativi:
degli autori proposti ogni partecipante potrà tradurre due brani
(indicati a inizio del laboratorio). Dopo gli con incontri collettivi
con le due traduttrici, seguirà una revisione personalizzata e un
appuntamento di raffronto individuale sull’elaborato (con i revisori di
Langue&Parole).
Materiale didattico e insegnanti: ogni partecipante riceverà una breve raccolta di appunti di presentazione degli autori e dei romanzi; una presentazione da parte delle due traduttrici sul loro lavoro e sulla loro esperienza legata ai testi del laboratorio.
Federica Aceto: nata a Formia nel 1970, ha studiato Lingue e Letterature Straniere a Napoli, per poi conseguire un MA in Letteratura Anglo-Irlandese a Dublino e un Master in Mediazione Linguistica e Culturale a Roma. Ha vissuto per diversi anni in Irlanda, dove ha lavorato come lettrice presso il dipartimento di italianistica dello University College Dublin. Ha tradotto una quarantina di libri di narrativa. Tra gli autori da lei tradotti: Ali Smith, A.L. Kennedy, Stanley Elkin, J.G. Ballard, Martin Amis e Don DeLillo. Ha anche curato la revisione delle traduzioni in italiano di autori quali David Foster Wallace, Jonathan Franzen e Thomas Pynchon.
Silvia Pareschi: lavora come traduttrice letteraria da più di dieci anni. Fra gli autori da lei tradotti, oltre a Jonathan Franzen (tra i tanti titoli, citiamo Le correzioni, Einaudi 2002, e Libertà, Einaudi 2011), figurano Cormac McCarthy (Il guardiano del frutteto, Einaudi 2002), Don DeLillo (Cosmopolis, Einaudi 2003, Running Dog, Einaudi 2005), Amy Hempel (Ragioni per vivere. Tutti i racconti, Mondadori 2009), Nathan Englander (Il Ministero dei casi speciali, Mondadori 2009), Junot Díaz, E. L. Doctorow, Denis Johnson, Annie Proulx, David Means e T. C. Boyle. Attualmente sta traducendo Love in a Cold Climate di Nancy Mitford. Vive a metà fra l’Italia e San Francisco, insieme al marito, l’artista e scrittore Jonathon Keats, di cui ha tradotto in italiano una raccolta di racconti, Il libro dell’ignoto. Quando è negli Stati Uniti, oltre a tradurre, insegna italiano agli americani. Dopo la laurea in Lingue e Letterature Straniere, ha seguito il Master in Tecniche della narrazione alla scuola Holden di Torino. Durante un seminario sulla traduzione, è stata notata dalla docente, Anna Nadotti, che l’ha segnalata alla casa editrice Einaudi. È stata quindi “scoperta” da Marisa Caramella, l’editor che le ha affidato la sua prima traduzione in assoluto, Le correzioni di Jonathan Franzen. Il suo blog è http://ninehoursofseparation.blogspot.com
Obiettivi del laboratorio: lo
scopo di questo laboratorio di aggiornamento professionale è il
confronto. Confronto con chi ha tradotto molto e autori impegnativi, con
il testo, con le proprie capacità, con chi ha sempre voglia di crescere
e migliorarsi. Questo laboratorio vuole essere un esperimento creativo
per chi ha voglia di affrontare la letteratura nella sua concretezza.
Per chi ha voglia di aggiornarsi con le parole, attraverso le parole.
A chi si rivolge:
considerando la complessità dei brani affrontati, il lavoro è adatto
soprattutto a chi ha già qualche esperienza di traduzione. Non è
d’obbligo che questa esperienza sia in campo editoriale o letterario. La
natura di questo laboratorio è puramente artigianale: la voglia di
confrontarsi, in modo aperto e non accademico, con i testi, i traduttori
e gli altri partecipanti è l’unico requisito indispensabile.
mercoledì 7 marzo 2012
Nuovi personaggi nel cast di "The Corrections"
![]() |
| Una perfetta Denise |
Dopo Chris Cooper, Dianne Wiest e Ewan McGregor, di cui ho già parlato, il cast della serie Tv tratta da Le correzioni si sta arricchendo di nuovi personaggi.
![]() |
| Altre foto qui |
Maggie Gyllenhaal sarà una Denise perfetta, a mio parere. Guardatela qui di fianco mentre discute sotto la pioggia insieme a Ewan McGregor/Chip (il quale indossa il mitico giubbotto di pelle nera sotto il quale farà scivolare il salmone nella scena al supermercato).
![]() |
| Rhys Ifans |
Gitanas Misevicius
Così come mi sembra azzeccato Bruce Norris nel ruolo di Gary, il fratello maggiore. Mentre Greta Gerwig, se vuole fare Julia, moglie di Gitanas e fidanzata di Chip, dovrà per forza tingersi i capelli color cioccolato.
E comunque, per Alfred, anche quelli di Flavorwire preferivano Gene Hackman.
![]() |
| Bruce Norris |
![]() |
| Greta Gerwig |
martedì 31 gennaio 2012
Due chiacchiere sull'ebook
L'altro giorno sono stata intervistata da Ferdinando Morgana per il sito ebookgratis.it. L'intervista comincia così:
1) Ciao Silvia, intanto vorrei sapere: qual è il tuo rapporto con gli ebook?
Un rapporto piuttosto pacifico, direi.
Leggi il resto di questo articolo
Se poi siete interessati al rapporto un po' meno pacifico di Jonathan Franzen con gli ebook, leggete QUI.
Un rapporto piuttosto pacifico, direi.
Leggi il resto di questo articolo
Se poi siete interessati al rapporto un po' meno pacifico di Jonathan Franzen con gli ebook, leggete QUI.
(Visto che si parla di libri e che pochi giorni fa parlavo di Wim Wenders, invece della mia solita foto con Franzen questa volta scelgo un'inquadratura del meraviglioso film di Wenders che parla di angeli e anche di libri. Magari c'entra poco, ma ricordare quel film fa sempre bene al cuore.)
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