venerdì 18 ottobre 2013

Franzen su Internazionale (e arrivederci New York)

Sul numero di Internazionale in edicola c'è un lungo articolo di Jonathan Franzen tradotto da me (e da Claudio Groff per le parti in tedesco).


Oggi parto, torno a casa. Saluto New York con un paio di foto della High Line. Ci risentiamo dall'Italia!



33 commenti:

  1. Buon viaggio!!! Noi abbiamo preso i biglietti per l'Italia ieri e dal 18 al 29 dicembre saremo di nuovo nello stesso continente! :-)

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    1. Sarai a Ferrara? Chissà che questa volta non riesca a farci un salto...

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    2. Un po' a Ferrara un po' dai miei...dai che riusciamo a vederci!!!

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  2. allora buon rientro... nel frattempo vado a leggere l'articolo!

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    1. Negli Usa ha fatto molto scalpore. Sono curiosa di sentire cosa ne penseranno i lettori italiani.

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  3. Buon viaggio Silvia, e grazie per i tuoi racconti di viaggio: mi sono piaciuti moltissimo.

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    1. Grazie Licia, spero di vederti in Italia!

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  4. Buon viaggio! Urca, è arrivato subito Ottobre (almeno per me!)

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  5. E' quello in cui parla di Karl Kraus? L'ho letto qualche settimana fa sul supplemento del sabato del The Guardian. Impressive!

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    1. Sì, è proprio quello del Guardian. Niente male, eh?

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  6. Buon rientro! Così adesso ti puoi incazzare un po' con l'Italia! :)

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    1. Per adesso penso che mi asterrò dal leggere i giornali.

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  7. Non vedo l'ora di leggerlo!Buon viaggio e buon rientro in Italy! :)

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  8. Ma dai! L'ho preso stamattina Internazionale, proprio perchè mi interessava l'articolo di Franzen, ma non l'ho ancora aperto e non sapevo l'avessi tradotto tu!
    Bentornata da queste parti :)

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    1. Franzen lo traduco sempre io. Fammi sapere cosa ne pensi!

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  9. Buon viaggio e goditi il soggiorno italiano!

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  10. non tutti i viaggi di nozze vengon per nuocere ;)
    grazie per la dritta su Franzen

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  11. Buon rientro! Non riesco a trovare il link dell'articolo di Franzen. Forse non c'è o sono imbranata io. Buona domenica!

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    1. No, non c'è perché Internazionale non lo ha messo online. Forse lo metterà più avanti, per ora bisogna comprare la rivista.

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    2. Se non erro Internazionale non rende pubblici i suoi articoli, bisogna fare l'abbonamento online.

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    3. Qualcuno sì: Cieli silenziosisi può leggere online, per esempio.

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  12. Bene, benem domani mi prendo Internazionale, è da un bel pezzo che non lo leggo. Belle foto di New York, bei colori veramente.

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  13. Ciao Silvia,ho comprato l'Internazionale dopo aver letto il tuo post.Mi ha colpito molto e leggendolo mi sono ritrovata a passare attraverso diversi stati d'animo.Non la voglio fare troppo lunga ma le persone che dicono esattamente quello che pensano mi piacciono.Ho trovato Franzen dannatamente (o meravigliosamente!) autentico e coraggioso.Ha detto quello che pensa, senza ipocrisie,tanto di cappello.E mi è venuta una gran voglia di boicottare Amazon.

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    1. Grazie, sono molto contenta che l'articolo ti abbia fatto questo effetto. Lo ha fatto anche a me!

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  14. Premetto che l'internazionale non mi piace per niente, se è sempre qualla rivista che pubblica articoli presi qua e la da altri giornali senza alcun filo logico tra di loro, non condivido niente di queste frasi riportate. Si tratta sostanzialmente di uno sfogo di una persona a cui non piace il mondo in cui vive, per altro col solito ritardo epico visto che i meccanismi di cui parla, print on demand, reti sociali ecc ormai sono vecchi di 15 anni e altri, come il just in time sono vecchi di parecchi decenni.Sfogarsi va bene e va bene anche non amare il mondo dove si vive ma la realtà è sempre quella e prima o poi bussa alla porta. Nascondere la testa sotto la sabbia credo sia uno dei precisi indicatori di scarsa intelligenza e anche opposta al compito richiesto da un intellettuale. E' abbastanza inutile discutere con i "nostalgici". Ho scoperto che passato il primo rifiuto diventano addicted, come quell'omino che non guardava la TV in un film di Moretti. Prima c'erano le grandi catene che schiacciavano i piccoli, vi ricordate barnes & nobles? Poi sono arrivati gli ebook reader e le grandi catene sono andate in crisi. Poi la guerra ed è caduta iliad per esempio. E' molto grave vedere che intere ere tecnologiche , di processo e business siano sorte, cresciute e poi declinate fino alla morte senza neanche essere notate. Amazon c'è perchè ha avuto idee, ha ottimizzato processi , ha guardato lontano e ha raggiunto il mercato, contro non certo Franzen ma avversari agguerriti e spesso più ricchi; SE ci sono lettori che non riescono a trovare i buoni libri nasceranno servizi che consentiranno lo scambio di idee (MA PRIMA COME FACEVATE A SCOPRIRE I BUONI LIBRI??).SE ci sono lettori che comprano libri de merda gli scrittori de merda venderanno tanti libri (ESATTAMENTE COME PRIMA).SE invece non vendete neanche una copia significa che gli altri scrivono cose che vendono e voi no E SAREBBE STATO UGUALE SE NON PEGGIO PRIMA!SE ora ci sono molte recensioni false PRIMA C'ERANO SOLO RECENSIONI FALSE e le marchette sui giornali e anche sulla televione si sprecavano(ieri come oggi). E' estremamente preoccupante vedere che gli intellettuali (presunti) non riescono a interpretrare la realtà, un fenomeno che in Italia purtroppo dura ormai da almeno 20 anni.Senza una visione intellettuale la maggior parte della gente non riesce a districarsi in un mondo complesso e si rifugia in narrazioni sempre più oniriche con risvegli via via più bruschi.

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    1. Bene, sono contenta di sentire una voce contraria e ragionevole. Grazie! Io penso che la verità stia nel mezzo, non sono particolarmente nostalgica, ma so che il mestiere del giornalista (negli Usa, almeno, dove il giornalismo è sempre stato una cosa seria) non ha beneficiato della rivoluzione digitale, e su questo per esempio sono d'accordo con F.

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