lunedì 30 marzo 2015

Cartoline dal passato: New Orleans dopo Katrina

Prima di partire per San Francisco lo scorso gennaio ho comprato un portatile nuovo da portare con me (l'ho comprato in Italia perché la tastiera americana è diversa). Il computer nuovo ha fatto il viaggio nel mio zaino insieme a quello vecchio: l'intenzione era lasciare il nuovo a SF e riportare a casa quello vecchio. Subito dopo l'arrivo il computer nuovo a cominciato a sbroccare (marca Acer, tanto per farvelo sapere. Ma anche il vecchio è Acer e funziona benissimo); ha agonizzato per tre mesi e infine è morto mentre ero a New Orleans. Purtroppo, nella nebbia alcolica in cui vivevo ogni sera a New Orleans (insieme agli amici che mi ospitavano e a tutta la città, non certo nota per la sua morigeratezza), ho commesso l'errore di salvare metà delle mie foto sul catorcio moribondo e poi, con un colpo di genio assoluto, di cancellarle dalla macchina fotografica.
Ma siccome non tutti i mali vengono per nuocere (e forse riuscirò comunque a recuperarle, prima di reclamare la garanzia e mandare al macero il catorcio), mi è venuto in mente di sostituire le foto perdute - che comunque non erano granché, visto che il cielo era sempre bianco - con quelle, molto più belle, del mio precedente viaggio a New Orleans, risalente al febbraio 2006, cioè sei mesi dopo Katrina.

New Orleans dopo Katrina era deserta. Il quartiere francese oggi è pieno di turisti: non lo vedrete mai così




Oggi un locale storico come Preservation Hall è sempre affollatissimo, fa pagare l'ingresso e ti caccia dopo un set di 45 minuti (noi non ci siamo andati. Siamo stati allo Spotted Cat, ottimo spettacolo, purtroppo le foto sono nel catorcio). Nel 2006, la sera che ci sono andata io, a Preservation Hall c'erano tipo cinque persone più la band.




Infine, nel 2006, i segni di Katrina erano ancora dappertutto


Lago Pontchartrain

Le barche erano ancora dove le aveva buttate il lago
 
L'interno di una casa devastata dall'allagamento

lunedì 23 marzo 2015

Postcards from New Orleans/1

Saluti da New Orleans!

Una passeggiata al cimitero ("Società per il soccorso degli orfani indigenti")

Con questo caldo, anche i notai offrono bevande ghiacciate

Un pomeriggio di danze con jazz classico ("5 centesimi per ballo", ma oggi si balla gratis)...

... e personaggi speciali

E poi naturalmente le case. Belle anche quando un po' decrepite...

... o stregate


Ma sempre meravigliose

giovedì 19 marzo 2015

Ritorno in paradiso

Domenica scorsa io e Mr K siamo tornati in paradiso. Gli ex-ospiti, infatti, possono sempre tornarci per una passeggiata. E io avevo tanta voglia di rivederlo, soprattutto adesso che ha piovuto un po' e il paradiso è diventato verde. Non durerà molto, visto che siamo già tornati alla drammatica siccità che affligge la California, però è stato bello vedere i sentieri - aridi e crepati l'autunno scorso - ricoperti di un'erbetta verde tenero.




La casetta dell'assistente. Io ci andrei ad abitare anche subito


Abbiamo fatto una passeggiata nei boschi con il nostro amico Hank


E ci siamo anche mangiati un panino, ma questa volta non ve lo faccio vedere così imparate a dire che preferite quello di Mr K.
Ah, e sabato parto. Qualche giorno di vacanza a New Orleans e poi... Italia!

lunedì 16 marzo 2015

Point Reyes/3. Panini e colibrì

Il giorno dopo abbiamo percorso uno dei numerosi sentieri del parco. Il paesaggio è sempre straordinario 





Prima di tornare indietro ci siamo mangiati i panini che ci siamo fatti preparare al supermercato. Quello di Mr. K è il classico panino americano con dentro tutto (in particolare non capisco l'abbinata senape-maionese). Quando ho chiesto solo cetriolini e formaggio, la commessa mi ha guardato come se avessi le antenne e la pelle verde.



E per chiudere in bellezza, ho potuto zoomare anche un paio di colibrì.




[Vi faccio vedere solo belle foto e vi racconto poche storie perché sto usando tutto il mio - scarsissimo -  tempo libero per raccogliere materiale e scrivere. Tutte le storie più succulente finiranno nel libro.]

lunedì 9 marzo 2015

Point Reyes/2. Le elefantesse marine

Nei dintorni del faro c'è una spiaggia dove spesso vanno a parcheggiarsi gli elefanti di mare. La vedete a sinistra della foto



Con il mio zoom sono riuscita e riprendere un po' di mamme con bebè, e pensavo di avere già fatto del mio meglio


Finché non siamo arrivati a Drake Beach, la spiaggia dove si prende la navetta per andare al faro. Quando siamo partiti la spiaggia era vuota, ma al nostro ritorno, poche ore dopo, era popolata da alcuni elefanti marini profondamente addormentati. Gli addetti al parco avevano messo dei nastri gialli per non fare avvicinare la gente agli animali, ma in pratica potevamo avvicinarci quanto volevamo. Gli elefanti continuavano a dormire e non facevano una piega. 




 "Ho sentito che sono animali pericolosi", diceva qualcuno. Sì, proprio.









Più tardi abbiamo saputo che si trattava di femmine in procinto di partorire. Qualche ora dopo hanno chiuso la spiaggia per farle stare in pace. Siamo stati fortunatissimi a poterle vedere così da vicino.


mercoledì 4 marzo 2015

Point Reyes/1: Gita al faro

La settimana scorsa abbiamo passato un paio di giorni in uno dei posti più belli della costa californiana, Point Reyes (che occupa i primi posti della mia classifica insieme a Big Sur e all'adorata Mendocino, di cui trovate un paio di descrizioni - ma se cercate ce ne sono altre - QUI e QUI).
A Point Reyes, fra le altre cose meravigliose, c'è un famoso faro che avevamo già cercato di raggiungere un'altra volta, venendo però sconfitti dal nebbione spaventoso che ricopre il promontorio tipo 360 giorni all'anno. Di quel tentativo conservo il vago ricordo di una brughiera popolata di vacche che emergevano come fantasmi dalla nebbia.
Questa volta invece c'era un tempo straordinariamente limpido, così limpido che si vedeva in lontananza la sagoma spettrale delle Farallon Islands (che io ho zoomato a più non posso, smentendo così il titolo di QUESTO post).



Il Point Reyes National Seashore è un grande parco lungo la costa, che ha questo aspetto qui:



E naturalmente ospita diversi animali:



Per raggiungere il faro bisogna scendere un po' di gradini (che poi purtroppo vanno anche risaliti)



Però diciamo che ne vale la pena


(1/continua. Nella prossima puntata: gli elefanti marini)

lunedì 2 marzo 2015

Una domenica in chiesa

Domenica mattina sono andata in chiesa. Glide è una delle cose più belle di San Francisco. E se volete saperne di più, be', prima o poi forse finirò il mio libro, in cui parlo anche di questo.
Per adesso, date un'occhiata alla mia funzione della domenica.



GLIDE Ensemble from GLIDE on Vimeo.

martedì 24 febbraio 2015

Vicolo dei pappagalli

Come vi dicevo parlandovi dei Filbert Steps, San Francisco è piena di vicoli, vicoletti e passaggi nascosti. Ci sono addirittura delle stradine sterrate in mezzo alla città, come Redfield Alley, a Russian Hill, vicino a casa mia:


Di ritorno da Redfield Alley, risalendo la ripidissima Jones Street, mi sono imbattuta in un altro vicoletto, Macondray Lane, che ha fornito l'ispirazione ad Armistead Maupin per il Barbary Lane della sua famosa serie di romanzi Tales of the City.


In Macondray Lane ci sono case bellissime, giardini deliziosi


e poi c'è un melo selvatico che piace tanto ai pappagalli. E anche al mio zoom. Dopo le quindicimila foto alle otarie, ne ho scattate almeno altre quindicimila ai pappagalli. Anzi, a un pappagallo: