martedì 14 aprile 2015

Postcards from New Orleans/4. La palude e l'alligatore


L'orrido catorcio è stato inviato all'assistenza, le mie foto perdute per sempre. L'unica per cui mi dispiace davvero era un fantastico primo piano zumato di un musicista identico a John Belushi, tutto immerso in una luce blu, con la tromba rivolta al soffitto. Immaginatevelo, perché non lo vedrete mai.
Per rifarmi ho recuperato altre foto del viaggio precedente, quello in cui c'era il sole. Oggi vi mostro una gita in una palude come quella del mio adorato Daunbailò. A un certo punto c'è un cattivone (la nostra guida, Mr. Johnny Champagne) che cattura un povero alligatorino, che però poi viene felicemente ributtato nella sua palude.

La palude da fuori
La palude da dentro

Muschio spagnolo (il dizionario mi traduce Spanish moss con tillandsia, ma che cacchio di nome è tillandsia?)





Ed ecco l'alligatore

Mr. Johnny Champagne tuffa la mano impavido e lo cattura

Perdonate la foto oscena (alligatore liberato subito dopo, ribadisco), ma Mr. Champagne andava immortalato

giovedì 9 aprile 2015

martedì 7 aprile 2015

Italo Calvino e il chicken parmeggiana

Herb Gold
Ieri Mr. K ha incontrato il suo amico Herb Gold, novantunenne monumento letterario di San Francisco. Herb gli ha raccontato che un giorno, tanto tempo fa, il suo amico Italo Calvino andò a trovarlo a Cleveland, dove Herb era in visita ai suoi genitori. Il padre di Herb insistette per mandare lo scrittore italiano in un ristorante italiano che secondo lui era il migliore della città. Il povero Calvino si ritrovò così in un classico ristorante italo-americano, con tanto di menu plastificato, spaghetti meatballs e linguini Alfredo. L'avrebbe anche presa sportivamente, se non fosse stato per la collezione di errori ortografici che costellavano il menu, come in ogni ristorante italiano all'estero che si rispetti. Saranno stati i veal scallopini o il chicken parmeggiana a irritarlo, chissà, fatto sta che Calvino fece chiamare il proprietario del ristorante e gli diede una bella lavata di capo. La prossima volta che mi capiterà di leggere uno di quei menu, penserò a Calvino e sorriderò.

giovedì 2 aprile 2015

Postcards from New Orleans: Beautiful houses

Sempre attingendo dalle mie foto del 2006, molto più belle perché in quei giorni c'era il sole, vi mostro un po' di architettura locale. Nelle prossime puntate: la piantagione e la palude (con alligatore).

Un paio di esempi dal French Quarter:




... e poi il Garden District, quello con le case più belle:







E infine non può mancare il battello sul Mississippi (vuoto nel 2006, stracolmo nel 2015)


lunedì 30 marzo 2015

Cartoline dal passato: New Orleans dopo Katrina

Prima di partire per San Francisco lo scorso gennaio ho comprato un portatile nuovo da portare con me (l'ho comprato in Italia perché la tastiera americana è diversa). Il computer nuovo ha fatto il viaggio nel mio zaino insieme a quello vecchio: l'intenzione era lasciare il nuovo a SF e riportare a casa quello vecchio. Subito dopo l'arrivo il computer nuovo ha cominciato a sbroccare (marca Acer, tanto per farvelo sapere. Ma anche il vecchio è Acer e funziona benissimo); ha agonizzato per tre mesi e infine è morto mentre ero a New Orleans. Purtroppo, nella nebbia alcolica in cui vivevo ogni sera a New Orleans (insieme agli amici che mi ospitavano e a tutta la città, non certo nota per la sua morigeratezza), ho commesso l'errore di salvare metà delle mie foto sul catorcio moribondo e poi, con un colpo di genio assoluto, di cancellarle dalla macchina fotografica.
Ma siccome non tutti i mali vengono per nuocere (e forse riuscirò comunque a recuperarle, prima di reclamare la garanzia e mandare al macero il catorcio), mi è venuto in mente di sostituire le foto perdute - che comunque non erano granché, visto che il cielo era sempre bianco - con quelle, molto più belle, del mio precedente viaggio a New Orleans, risalente al febbraio 2006, cioè sei mesi dopo Katrina.

New Orleans dopo Katrina era deserta. Il quartiere francese oggi è pieno di turisti: non lo vedrete mai così




Oggi un locale storico come Preservation Hall è sempre affollatissimo, fa pagare l'ingresso e ti caccia dopo un set di 45 minuti (noi non ci siamo andati. Siamo stati allo Spotted Cat, ottimo spettacolo, purtroppo le foto sono nel catorcio). Nel 2006, la sera che ci sono andata io, a Preservation Hall c'erano tipo cinque persone più la band.




Infine, nel 2006, i segni di Katrina erano ancora dappertutto


Lago Pontchartrain

Le barche erano ancora dove le aveva buttate il lago
 
L'interno di una casa devastata dall'allagamento

lunedì 23 marzo 2015

Postcards from New Orleans/1

Saluti da New Orleans!
Lafayette Cemetery n°1, Garden District

"Società per il soccorso degli orfani indigenti"
Con questo caldo, anche i notai offrono bevande ghiacciate

Un pomeriggio di danze con jazz classico ("5 centesimi per ballo", ma oggi si balla gratis)...

... e personaggi speciali

E poi naturalmente le case. Belle anche quando un po' decrepite...

... o stregate


Ma sempre meravigliose

giovedì 19 marzo 2015

Ritorno in paradiso

Domenica scorsa io e Mr K siamo tornati in paradiso. Gli ex-ospiti, infatti, possono sempre tornarci per una passeggiata. E io avevo tanta voglia di rivederlo, soprattutto adesso che ha piovuto un po' e il paradiso è diventato verde. Non durerà molto, visto che siamo già tornati alla drammatica siccità che affligge la California, però è stato bello vedere i sentieri - aridi e crepati l'autunno scorso - ricoperti di un'erbetta verde tenero.




La casetta dell'assistente. Io ci andrei ad abitare anche subito


Abbiamo fatto una passeggiata nei boschi con il nostro amico Hank


E ci siamo anche mangiati un panino, ma questa volta non ve lo faccio vedere così imparate a dire che preferite quello di Mr K.
Ah, e sabato parto. Qualche giorno di vacanza a New Orleans e poi... Italia!

lunedì 16 marzo 2015

Point Reyes/3. Panini e colibrì

Il giorno dopo abbiamo percorso uno dei numerosi sentieri del parco. Il paesaggio è sempre straordinario 





Prima di tornare indietro ci siamo mangiati i panini che ci siamo fatti preparare al supermercato. Quello di Mr. K è il classico panino americano con dentro tutto (in particolare non capisco l'abbinata senape-maionese). Quando ho chiesto solo cetriolini e formaggio, la commessa mi ha guardato come se avessi le antenne e la pelle verde.



E per chiudere in bellezza, ho potuto zoomare anche un paio di colibrì.




[Vi faccio vedere solo belle foto e vi racconto poche storie perché sto usando tutto il mio - scarsissimo -  tempo libero per raccogliere materiale e scrivere. Tutte le storie più succulente finiranno nel libro.]