martedì 15 gennaio 2013

I Kabuki di San Francisco

No, niente a che vedere con il teatro. I kabuki di San Francisco, per quel che mi riguarda, sono due: la sauna giapponese e il cinema del circuito Sundance. Domenica li ho visitati entrambi.

La sauna kabuki è un posto molto zen, dove vige la regola del silenzio (c'è anche un piccolo gong che si può suonare per richiamare all'ordine chi fa rumore) e dove le donne (ci sono giorni per le donne e giorni per gli uomini) sono libere di girare nude, vestite o come preferiscono. Per la davvero modica cifra di $22 ($25 la domenica) si può accedere a sauna, bagno turco, vasca calda e vasca ghiacciata (quella che si vede nella foto). Naturalmente io le prime volte col cavolo che entravo nell'acqua ghiacciata, col risultato che poi tornavo a casa lessata come un cece e vitale come un'ameba. Finché un giorno, vedendo che tutte le altre si tuffavano nell'acqua polare senza battere ciglio, decisi che non potevo sfigurare così davanti a quelle americane, mi raccontai una storiella edificante su quanto sia bello sfidarsi a fare qualcosa di nuovo nella vita, a superare i propri limiti e blablabla e m'immersi in quella specie di lago ghiacciato dantesco. Tempo di immersione: un nanosecondo, seguito da un salto tipo personaggio dei cartoni animati con tanto di urletto stridulo. In Italia avrebbero riso tutte, a San Francisco la scena passò completamente inosservata. Dopodiché, piena di orgoglio per aver superato brillantemente quella prova esistenziale, mi rituffai nella vasca calda per rimanervi alcune ore. Dunque, la vasca dell'acqua calda, dove fingo meditazioni zen di cui sono totalmente incapace, è in realtà il mio punto d'osservazione preferito per seguire l'andirivieni di corpi femminili di ogni forma e dimensione. Mi piacciono tutti, indistintamente. O meglio, indistintamente fino al giorno in cui nella sauna entrò una specie di dea. Una ragazza sulla ventina, con un'aria molto cool, bracciali d'argento, qualche bel tatuaggio qua e là, una massa di capelli raccolti da cui sfuggiva qualche ricciolo sbarazzino. Mentre la guardavo colma di ammirazione, la dea si avvicinò alla vasca dell'acqua fredda, recente teatro del mio trionfo sui miei limiti e le mie paure. Poi, muovendosi con la grazia di una ninfa dei fiumi, si calò nella pozza di ghiaccio senza battere ciglio. Entrò fino al collo, appoggiò le mani eleganti sul bordo della vasca, il bel mento sopra le mani, e... restò lì. Cioè, dico, ci sarà rimasta per dieci minuti. Certa gente nasce proprio strafiga in tutto, porca miseria.

Il cinema kabuki, invece, con la sua architettura eco-friendly, mi piace soprattutto perché si mangia. E si beve. Si può comprare da mangiare e da bere a prezzi assurdamente alti all'interno del cinema, oppure si può imboscare la roba nello zaino e portarsela da casa. E dentro la sala, anziché orrendi popcorn puzzolenti e rumorosi, potete gustarvi una bella cenetta e una bottiglia di vino. Può anche capitarvi di incontrare un addetto ai biglietti fanatico di cinema, che guarda il vostro documento e vi dice quali film sono usciti nell'anno in cui siete nati. Domenica al kabuki ho visto Lincoln, filmone patriottico alla Spielberg in cui l'abolizione della schiavitù viene fatta passare per una grande conquista dell'umanità quando gli americani erano praticamente gli unici ad averla. Però io ci ero andata per vedere Daniel Day-Lewis, che naturalmente non delude mai. Terzo oscar in arrivo, ci scommetto quello che volete. La sua bravura ha qualcosa di soprannaturale. Chissà quanto tempo resiste nell'acqua gelida.

34 commenti:

  1. Daniel Day-Lewis nell'acqua gelida e' stato battezzato! Io adorerei un cinema come quello! Ho infatti un naso estremamente sensible ai cattivi odori!
    Le uniche terme che ho provato nella mia vita sono le Poseidon di Ischia e, non so sara' forse che mi sembrava di essere in un paradiso terrestre e la mente si distraeva, ma riuscivo ad immergermi nell'acqua gelida e a rimanerci! O forse sono stati gli anni di training dublinese?

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    1. Ah, sì, ho sentito parlare delle terme di Ischia. Ecco, il mio viaggio di nozze ideale (che visto l'andazzo pare che non si farà mai) è un giro delle terme più belle del mondo. Peccato che Mr. K detesti le terme (la prova definitiva che è un alieno).

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  2. la dea era un miraggio giunto dopo i tormenti della vasca ghiacciata, una proiezione, l'altradate. Daniel Day Lewis non me lo perderò, mi ha delusa una sola volta quando, come si narra, mollò la Adjani via fax, ma al cinema mai. Per quanto riguarda Mr K. io pure ho un alieno in casa

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    1. Ah, questa storia della Adjani lo ha rovinato agli occhi del pubblico femminile. Devo però confessare che in questo caso io, accanita sostenitrice del fatto che per amare un personaggio pubblico devo trovarlo non solo bravo ma anche simpatico, nel caso di DDL, dicevo, devo confessare che un po' me ne frego.

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    2. continuiamo così facciamoci del male :)

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    3. Lo so, lo so. Sarà perché fondamentalmente li trovo antipatici tutti e due?

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  3. L'immersione nell'acqua gelida non andrebbe fatta dopo quella nell'acqua calda?
    A me piacciono le terme, ma sono tipa da acqua calda, manco caldissima, mentre mrT si butta anche sotto i getti roventi. Quando abitavamo in Toscana andavamo alle terme di Petriolo, terme antichissime di acqua sulfurea che all'inizio stomaca (anch'io sono un Naso) ma poi ti ci abitui anche perché lasciano una pelle morbida, fichissime anche per la posizione, immerse in una valle...e soprattutto gratis. Selvagge. Stavi ammollo nelle vasche naturali e poi ti buttavi (i temerari e mrT, io no) nell'acqua del fiume Farma.
    Bellissimo il cinema, ma Spielberg non lo sopporto (e che ci fa in un Sundance?)

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    1. Ah, sì, io sono andata a Saturnia, che mi sembra molto simile!
      L'immersione nell'acqua gelida boh, sì, credo che si faccia dopo l'acqua calda, ma di solito il mio ritmo è questo: alcune ore nell'acqua calda, un nanosecondo in quella fredda, poi altre ore in quella calda.
      Sundance è una balla, cioè, un marchio e basta. Lo scopo è sempre e solo quello di guadagnare tanti bei dollaroni.

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  4. Io ho privato qualche anno fa in Giappone l'ebrezza di un bagno collettivo cado/ freddo. Devo dire che, da allora in poi, non ho ripetuto l'esperienza. Nel caldo e nel freddo non resiisto nemmeno un nano- secondo. Tra i due preferisco l'occidentale e decadente tepore di una vasca da bagno con sali profumati, musica in sottofondo.
    Mi piacerebbe invece il cinema mangereccio che mi ricorda certi palchi del Teatro Regio di Parma, in cui all'ascolto di Verdi, si accompagnava la degustazione di qualche saporito culatello.

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    1. Sì, anch'io ho sempre pensato che fosse una tortura per nordici, ma poi mi dico che stimola il cuore, fa bene alla circolazione, ti fa andar via tutta arzilla... però adesso che mi ci fai pensare, una bella vasca con le bolle...

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  5. Se io stessi più di un quarto d'ora nell'acqua calda sverrei non appena uscita dalla vasca. Ma immagino che sia acqua non troppo calda...
    :)

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  6. Il Kabuki è in assoluto il mio cinema preferito al momento! Devo ancora provare la sauna e tutto il resto ma mi tenta tantissimo... Mi pareva di aver letto da qualche parte che il martedì è aperta a uomini e donne insieme, ti risulta?

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    1. Sì, c'è un giorno misto, guarda sul sito che c'è scritto tutto.

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  7. L'acqua caldo ( o quella fredda) hanno fatto passare il mal di testa?

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    1. Certo, l'acqua calda è la mia cura per tutto!

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  8. Adoro i bagni giapponesi. Li ho scoperti in Giappone dove si chiamano onsen. Vinto il disagio della nudità (a cui i giapponesi sono indifferenti) è un'esperienza bellissima!

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    1. L'unica differenza pare che sia il silenzio. La mia amica giapponese mi dice che lei ama andare alle terme per chiacchierare (e non, aggiungo io, per starsene in silenzio come un'occidentale che vuol fare la zen).

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  9. Penso che dopo aver letto questo tuo post non potrò vivere "in pace" senza prima poter trovare un kabuki dove andare.. mi sembra a dir poco fantastico!
    Non credo proverò mai la vasca di acqua ghiacciata però, mi istallerò in quella di acqua calda penso!

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  10. La descrizione della sauna è meravigliosa, ma il massimo è stata questa "filmone patriottico alla Spielberg in cui l'abolizione della schiavitù viene fatta passare per una grande conquista dell'umanità quando gli americani erano praticamente gli unici ad averla.", sei la mejo Silvia :)

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    1. Grazie cara, sono contenta che tu abbia notato quella frase, era il nocciolo di tutto il post! ;-)

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  11. Strepitoso un cinema così! il tuo sarcasmo però è quello che mi conquista.

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    1. Non ce la faccio, è più forte di me ;-)

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  12. Quello che mi manca a Boston è proprio una sauna da nudi come quelle tedesche. Maledetti puritani!

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  13. Una volta ero a Londra con un'amica e andammo in un centro benessere dove lavorava un'altra amica italiana. Dopo un po' che sguazzavamo da una vasca all'altra, con risate e gridolini vari, l'amica si affacciò e ci disse, gelida, "Si sentono soltanto le vostre voci!" Tutte le altre bagnanti in effetti erano molto zen.
    Silvietta, il tuo post mi ha fatto proprio ridere. :-)

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    1. Sono due effetti molto diversi. Con uno esci tutta leggera e spirituale, con l'altro tutta leggera e divertita :-)

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  14. Ma e' bellissimo!! Mi hai fatto venire voglia di puro relax.

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    1. Se fossi qui, accidenti, io potrei spupazzare la Picci mentre tu vai a rilassarti!

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  15. Io ADORO il freddo.

    Ricordo con nostalgia quando quel pazzo di mio padre mi faceva dormire con la finestra aperta e il lenzuolino in inverno, perché bisogna "temprarsi", chiaro no? Ovviamente, non auguro a nessuno l'esperienza.

    Ora ho ancora l'abitudine di farmi ogni tanto una doccia completamente ghiacciata, così, per svegliarmi, ma non credo riuscirei a stare a mollo completamente ferma.

    Ecco, per dirti, non sono proprio all'estremo. Poi, ci sono loro

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    1. Ma come sarebbe, ADORI il freddo? Ti metto nel clan degli alieni insieme a Mr.K! E quel video! I bambini che si versano le secchiate d'acqua gelida in testa?! Mentre io sono qui abbracciata al calorifero? Ma tu mi vuoi male! :-D

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    2. Dai, non è bellissimo quando esci di casa, ti coglie una bufera all'improvviso e poi torni a casa con le guance rosse rosse (SE torni a casa, bufera permettendo)? Pazza! :D

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    3. :-DDD Ma dove abiti, in Siberia?

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  16. Mi piace mi piace mi piace. Avevo letto il titolo ma aspettavo il fine settimana per leggerlo per bene. Che sia un altro passetto verso il viaggio giapponese? :)

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