lunedì 25 marzo 2013

"Il cervello di mio padre": Jonathan Franzen in ebook

Tra i primi sette titoli della nuova collana einaudiana esclusivamente digitale, i "Quanti", c'è anche il bellissimo saggio di Jonathan Franzen Il cervello di mio padre, tratto dalla raccolta Come stare soli, uscita nel 2003 nella mia traduzione.


"Quando, esattamente, abbiamo perso la persona che abbiamo perso? E quando la potremo incontrare di nuovo, se nemmeno il ricordo è un terreno saldo su cui incontrarci? Perché la memoria, ci dice Franzen, non è l'archivio sicuro in cui tutto si conserva, ma una lastra fragile e pericolosa come il ghiaccio sopra un lago, in cui alcune cose rimangono imprigionate e altre, la maggior parte, non fanno che affondare. Per tentare di dare un senso alla lotta del padre con l'Alzheimer, l'autore delle Correzioni non smette di interrogarsi su ciò che ci definisce individui, sulla natura dei legami familiari, sul funzionamento della memoria." 

"Tutti i ricordi, dicono i neuroscienziati, sono in realtà ricordi di ricordi, ma di solito non sembrano tali. Questo invece sì. Mi ricordo di ricordare: mio padre a letto, mia madre seduta accanto a lui, io in piedi vicino alla porta. Avevamo appena avuto un’angosciosa conversazione famigliare, forse su dove avremmo trasferito mio padre quando fosse uscito dall’ospedale. È una conversazione che mio padre detesta, per quel poco che riesce a seguirla. Alla fine urla con enfasi appassionata, come se ne avesse abbastanza di tutte quelle sciocchezze, 'Ho sempre amato tua madre. Sempre'. E mia madre si nasconde la faccia tra le mani e scoppia in singhiozzi."  

22 commenti:

  1. Confrontarsi con la progressiva senescenza dei propri punti di riferimento è un incubo

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  2. Acquistato in un clik, anche se so che indurrà ricordi penosi.
    Ognuno vive questa esperienza in modo diverso, credo. Mi interessa leggere come l'ha vissuta Franzen e come l'hai tradotta tu.
    Ciao, Silvia.

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    1. Lo so, Rose. Poi fammi sapere cosa ne pensi.

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    2. L'ho letto l'altro giorno in poche ore, Silvia. Sono stata contenta che non l'avesse scritto in chiave troppo sentimentale... anche se alla fine è stato inevitabile commuoversi e rivivere la mia di esperienza. Mi interessa la faccenda dei ricordi. Credo che dovrò approfondire. Però trovo che sia "provvidenziale" il meccanismo che ci fa modificare i ricordi. E, per quanto riguarda il malato, penso che rimanga sempre la persona che abbiamo amato e che amiamo. Bisogna accettarla per quello che è diventata, senza ricordare continuamente quello che era. L'amore deve adeguarsi.

      La tua traduzione, sempre impeccabile. :-)

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    3. Che bello, Rose, "l'amore deve adeguarsi". Hai proprio ragione.

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  3. Silvia, che dire, i ricordi a volte affondano davvero e noi con loro....
    baci
    Sandra

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  4. " quando abbiamo perso la persona che abbiamo perso?" me lo chiedo spesso ora che la demenza senile sta distruggendo cervello e i ricordi di mia mamma, ogni giorno di più e mi chiedo se la persona che ora mi fa tenerezza e disperazione sia la stessa che era il pilastro della mia famiglia. Non so se riuscirò a leggerlo, credo che però, mi farà bene averlo sottomano quando il dolore e gli interrogativi si faranno pressanti. Grazie, Silvia, per la segnalazione!

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    1. Sono contenta di aver segnalato una lettura che potrà essere d'aiuto, anche se avrei preferito farlo per qualcosa di meno triste.

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  5. L'avevo già puntato questo librino digitale, questa collana contiene titoli interessanti e il mio e-reader, onestamente, è da un po' che viene soppiantato dal cartaceo (stare tutti i giorni in libreria è uno stimolo troppo forte, tiri fuori i libri dalle scatole e metti via direttamente quello che ti interessa). Ma Franzen nella tua traduzione è uno stimolo altrettanto forte ad accendere l'e reader :)

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    1. :-D Che buffo leggere la tua frase "il mio e-reader, onestamente, è da un po' che viene soppiantato dal cartaceo", in un mondo che si lamenta della lenta e inesorabile sconfitta del libro da parte dell'ebook!

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  6. Solo così, da una manciata di parole, posso dire di esserne rimasta commossa. Com'è stato tradurlo?

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    1. Molto commovente, ma anche molto istruttivo sul funzionamento della memoria. L'idea che tutti i ricordi sono in realtà ricordi di ricordi mi ha suscitato moltissime riflessioni.

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  7. Cercavo giusto qualcosa da leggere...e mi hai fatto ricordare che da tempo volevo prendere "le correzioni" ma mi dimenticavo sempre, distratta da altri libri! Li prenderò entrambi adesso, queste poche frasi sono state sufficienti per farmi venire voglia di leggerlo!

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    1. Ah, "Le correzioni", il mio primo amore!

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  8. Ecco una lettura preziosa da consigliare a un'amica direttamente interessata. Fra tanti affondati dall'Alzheimer, a volte mi sento una privilegiata ad avere una madre quasi 89enne, da anni incapace di arrivare a piedi all'ascensore sul pianerottolo, ma con una testa perfettamente funzionante, come se di anni ne avesse trenta.

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  9. Ho già commentato ma non mi ha dato la solita segnalazione, e tutto sommato meglio così. Preferisco esprimere invece il mio apprezzamento dell'idea che i ricordi siano in realtà ricordi di ricordi, perché ne sono convinta. Nell'immagazzinarli, aggiungiamo sicuramente qualcosa di nostro. Non per caso lo stesso "evento" è ricordato in modo diverso dai partecipanti. O addirittura non è neppure ricordato da qualcuno di loro.

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    1. Andrea, ho lasciato anche l'altro tuo commento, che blogger aveva salvato senza dirtelo. Spero che non ti dispiaccia.
      Sì, da quando ho letto questa cosa ho cominciato a "giocare" con la mia memoria, sulla quale rifletto da sempre perché l'ho sempre avuta debolissima, fin da piccola. A volte cerco di evocare ricordi nuovi, di scene che non avevo mai ricordato prima, e li gusto come momenti unici, ricordi originali non ancora "contaminati" dalla ripetizione.

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  10. Non ho un e-reader perciò dovrei leggerlo sul pc, ma penso che più in là comprerò direttamente la raccolta di saggi. Per fortuna Franzen sa scrivere in modo tale da colpire nel segno senza angosciarmi. Oggi ho letto che è già a buon punto per il nuovo romanzo, a quanto pare altrettanto imponente per pagine come i precedenti. Buona notizia :)
    (grazie per essere passata, cmq)

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    1. Ma tu sai più di me, allora! Dove lo hai letto?

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  11. Non so se ho esagerato, non ha detto che è "a buon punto" solo che "sta riempiendo pagine".. http://tinyurl.com/cro7u5e

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    1. Ah, sì, questo lo ha detto anche a me!

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