martedì 23 luglio 2013

Il museo all'asta

Mount McKinley and Wonder Lake (1947), una delle foto restituite
Conversazione con due editori tedeschi e un collezionista d'arte americano. Il collezionista racconta delle cinquanta fotografie di Ansel Adams - scattate nel campo di prigionia per nippo-americani di Manzanar (di cui ho parlato QUI) - che è riuscito ad acquisire in seguito al fallimento del Metropolitan Museum di Fresno. A quanto pare il museo è andato in bancarotta e ha dovuto vendere la sua collezione. Mentre lui ci racconta tutto contento della sua acquisizione, io e i tedeschi ci guardiamo sbigottiti. "Ma come fa a fallire un museo?" chiedo io, mentre i tedeschi annuiscono vigorosamente. "Perché", mi risponde il collezionista, "come fa a fallire una città? Che fine pensi che faranno le opere dei musei di Detroit?"

Il giorno dopo vado a controllare la storia. Nel 2010 il museo di Fresno dichiarò bancarotta, perché non poteva restituire alla città i 28 milioni di dollari ricevuti in prestito per la ristrutturazione dell'edificio. Per pagare i debiti, la sua collezione venne venduta all'asta. La famiglia di Ansel Adams s'infuriò e  fece causa al museo per impedire la vendita di almeno alcune di quelle foto, che erano state donate dall'artista non certo con l'intenzione che finissero a decorare il salotto di qualche riccastro. Alla fine il museo accettò di restituire cinque foto alla famiglia, in cambio però di altre da poter vendere all'asta. Il museo di Fresno non ha più riaperto.

33 commenti:

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    1. Però i tedeschi simpaticissimi. Abbiamo parlato tanto di Pina. Riuscirò a trascinare Mr. K a Berlino?

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  2. Lo condivido subito su fb: anche in Italia i musei civici rischiano di fallire, mentre le "anime belle" della storia dell'arte italiana gridano allo scandalo se si cercano soldi affittando, fuori orario, alcune sale per qualche evento.

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    1. Si tratta di due estremi altrettanto folli: da una parte il rifiuto di "contaminare" la cultura con qualche profitto, dall'altro il profitto che distrugge la cultura.

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  3. Tristissimo...Specie se poi si pensa che finiscono nelle mani di ben pochi interessati all'arte..Non sarebbe bello se gli stessi artisti avessero in mano i musei? Per mantenere, conservare, tramandare l'arte e cercare di salvaguardarla da speculazioni che poco hanno a che fare con la bellezza delle opere? Io quando leggo o sento che un'opera d'arte,sia essa letteraria - come il recente ritrovamento di scritti di Verga venduti a milioni di euro a non so chi - o di altro genere, viene venduta all'asta e poi "prestata" a musei da riccastri ingordi, mi vien il voltastomaco. L'arte ha il suo valore,vero,ma dovrebbe arricchire il valore umano di tutti,potendone fruire liberamente, senza sottostare a leggi di mercato, vizi e capricci di ricconi e fondazioni poco affidabili. Mi "conforta" sapere che l'Italia non è il solo Paese dove la cultura e l'arte rischiano di scomparire..Ma è di una tristezza infinita..

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  4. Io non credo che sia un male intrinseco il fatto che un museo fallisca. Certo non è una cosa bella, ma se il fallimento è il risultato di una gestione scellerata un senso ce l'ha: punisco la dirigenza perché ha lavorato male e gli altri dipendenti perché non hanno fatto abbastanza per evitare il tracollo. In questo senso, credo che la maggior parte dei musei e dei siti turistici italiani meritino di fallire: in fin dei conti viviamo nel Paese turistico per eccellenza, dove però è considerato straordinario che i musei siano aperti il giorno di Ferragosto.

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    1. Non sono d'accordo. I dirigenti - i veri responsabili - non vengono mai puniti, ma riciclati altrove sempre con ottimi stipendi; i dipendenti sono in genere persone che fanno il loro lavoro e non meritano punizioni; e chi ci rimette più di tutti è comunque il pubblico, che perde la possibilità di usufruire di beni che dovrebbero essere patrimonio comune.
      E' verissimo che i beni culturali italiani potrebbero essere gestiti mille volte meglio, ma la chiusura di un museo a mio parere è sempre e solo una disgrazia.

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    2. Infatti parlavo di male intrinseco, senza però rendermi conto che il mio è un punto di vista aziendale-produttivo. Se la mia azienda fallisce perché non sono in grado di gestirla ma il prodotto che propone è buono e qualcuno con più sale in zucca può rilevarla e farla funzionare, perché no? Questo potrebbe funzionare anche con i musei.
      Aveva torto (e qui mi ricollego a un commento successivo) il sig. Tremonti a dire che con la cultura non si mangia: con la cultura di mangia eccome, se alla cultura si aggiunge il giusto pizzico di logica aziendale.
      E di sicuro la chiusura di un museo è una disgrazia per la società, quindi, Candidamente parlando, mi verrebbe da dire che nel migliore dei mondi possibili i dirigenti incapaci di una struttura culturale sarebbero severamente puniti. Purtroppo siamo ancora molto lontani da questo scenario.

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  5. Che mattanza. E siamo su quella china.

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  6. dopo l'astratto modello americano ecco il "concreto" modello americano

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  7. Se almeno a comprare le opere non fossero riccastri da salotto ma altri musei pubblici...

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    1. Io conosco solo questo caso, ma magari in altri casi è andata davvero così.

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  8. Non conosco nei dettagli l'esempio di cui parli ma tutto dipende dall'atto di costituzione del cosiddetto museo. Dico cosiddetto perche' a volte di tratta di fondazioni a partecipazione privata. In Italia questo non potrebbe accadere perche', purtroppo o per fortuna, anche quando viene consentito al privato di partecipare alla gestione o all'atto di fondazione di un ente culturale, si presta una maniacale attenzione alle quote!

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    1. Proprio così. Infatti mi spiegava Mr. K che molte città - compresa San Francisco - proteggono i loro musei rendendoli entità no-profit che non appartengono direttamente alla città, in modo che nessuno possa rivalersi su di essi in caso di bancarotta. Purtroppo questo non è stato fatto per il museo di Fresno, e neppure per quelli di Detroit.

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  9. Io certe volte mi chiedo come facciano i musei di Londra a mantenersi... Poi mi viene in mente che solo per gli italiani quei musei sono "gratis" mentre per molte altre persone sono "ad offerta libera"... Che rabbia!
    Comunque, sarò scema io ( italiana anomala), ma ogni volta che vado almeno un pound lo lascio.

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    1. siamo in due, anzi sicuramente in tanti, però son "istinti" di cui ti riappropri dopo una certa età / dopo un po' che viaggi o vivi fuori confine / con un'educazione di un certo tipo alle spalle, purtroppo il furbettismo italiano ti si appiccica addosso se non stai attento. :/

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  10. Proprio stamattina su radio3 si parlava di Detroit.
    Presto, potremmo chiederci, Come si fa a fallire un paese?, per lo meno se continuiamo di sto passo. Perdona il pessimismo, eh, ma ogni volta che poi torno nel mondo reale... mi verrebbe da fare come la tua amica americana artista in visita in Italia ;-)

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    1. Detroit è un posto tragicamente affascinante. Vorrei proprio riuscire ad andarci per vedere di persona cosa significa il crollo totale di una città che un tempo era ricca e fiorente. Sai come le chiamano le foto delle rovine di Detroit? "Ruin porn".

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  11. No ma davvero hanno restituito le foto in cambio di altre? Ma che razza di restituzione è? :( che tristezza

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    1. Vero? Anch'io non ho capito bene che razza di restituzione sia.

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  12. Che tristezza pensare al fallimento di un museo e alle sue opere svendute all'asta per pagare i debiti...e il Tecnico morirebbe al pensiero delle fotografie del suo amato Adams diventate oggetto di bieco mercato!!

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  13. Causa bancarotta, vendesi Penisola sul Mar Mediterraneo...
    C'è già la fila di miliardari russi pronti ad acquistarla...
    Il problema sarà: vorranno tenersi anche i 60 milioni di abitanti in essa contenuti?

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  14. Tristezza. :(
    il lato che lascia perplessi di cui si diceva...
    è chiaro che da nessuna parte c'è l'Eden in terra. :/

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  15. Ma io lui lo conosco!! Sono stata ad una mostra di sue foto a Modena, febbraio 2012, mi era piaciuto molto..
    Naturalmente i musei falliscono, mica vendono generi alimentari :(

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    1. Come diceva il simpatico Tremonti, "con la cultura non si mangia".

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  16. Storia davvero molto triste... un altro pezzetto di cultura che se ne va e finisce nelle mani di chi si può permettere di possederla la cultura!

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  17. Anch'io ho visto la mostra di Modena e posso dire che le foto di Ansel Adams sono veri capolavori, tra le piú belle che abbia mai visto. Speriamo che l'americano ogni tanto metta la sua collezione a disposizione della collettività, anche se penso che le foto donate da un'artista ad un museo lì dovrebbero rimanere.
    Poi che un museo faccia tanti debiti da saltare per aria, è solo l'ennesima assurdità intercontinentale che ci stanno sbattendo in faccia in questi ultimi anni.
    Sarei comunque curiosa di vedere le foto di Adams scattate nei campi di prigionia, molto intenso anche il tuo articolo su Nazione Indiana

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    1. Ne trovi alcune qui, sul sito della Library of Congress.

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  18. Il fatto che un museo fallisca è davvero insolito.

    Un bacione cara

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