giovedì 3 gennaio 2019

Una cosa che tutti dovrebbero sapere e che io stranamente non sapevo

Di rado leggo libri nuovi. A parte quelli che leggo per lavoro, cioè. Non solo perché compro quasi soltanto libri usati, ma anche perché sono una lettrice prudente, e proprio perché lavoro nell'editoria non mi lascio incantare dalle sirene dell'ultimo caso editoriale, dal libro dell'anno, dal libro di cui tutti parlano (lo facevo anche con i film, poi mi sono ritrovata a vedere Pulp Fiction quando tutti l'avevano già visto da sei mesi e mi guardavano come se fossi appena uscita da una caverna. Adesso i film non li vedo quasi più, mannaggiamme). Se non leggo classici, leggo libri la cui fama è ormai consolidata. O libri che mi interessano perché ci arrivo seguendo qualche mio percorso personale. Ora sto finendo l'appassionante The Circle, per esempio, che mi ripromettevo di leggere da tanto tempo ma al quale sono arrivata perché viene citato nell'illuminante e spaventevole L'esperimento, che dovrebbero leggere tutti quelli che hanno votato M5S.

Sull'aereo invece ho finito il bellissimo Q, che dopo Manituana e il delizioso 54 (Cary Grant!) rappresenta il mio terzo incontro con quel famoso collettivo di scrittori. E qui veniamo a quella cosa del titolo. Il mio consueto, fantozziano viaggione in aereo. Cosa mi è successo stavolta? Be', avevo il raffreddore. Ora, detta così sembra una cretinata, ma visto che da queste parti sono nota per lagnarmi dei miei mali, forse ho già scritto da qualche parte che soffro di rinite vasomotoria, una di quelle
malattie assurde che non si sa perché vengono ma che comunque sono una discreta rottura di coglioni. Una delle conseguenze della RV è che il raffreddore, un tempo semplice fastidio a cui non facevo neppure caso, sia diventato una catastrofe da evitare a tutti i costi. E io l'ho evitata, sfuggendo l'amica untrice finché intorno a Natale non ce l'ho fatta più e sono andata a salutarla e a portarle il mio regalo. Male me ne incolse. Il subdolo raffreddore aspettava solo quel momento per attaccarmi, e manifestarsi in tutta la sua potenza proprio durante l'interminabile volo transoceanico. 
E allora?, diranno i soliti criticoni che sostengono che mi lagno sempre. Come, e allora? Non lo sapete che non si dovrebbe MAI volare con il raffreddore? E che se PROPRIO siete così sfigati che non potete perdere quella carriolata di soldi che vi è costato il biglietto per spostare il volo a un momento più propizio, dovreste almeno portarvi dietro un decongestionante nasale? Io non lo sapevo (cioè, il decongestionante nasale dal quale non mi separo mai se ne stava al fresco nella stiva). Be', avete presente quella cosa delle caviglie che si gonfiano durante il volo e all'arrivo sembrate un elefante (io almeno, cosa che risolvo con delle apposite calzette)? Be', provate a pensare che vi succeda la stessa cosa al naso. Anzi, no, a tutta la testa. La testa si gonfia all'interno come un pallone e il naso si tappa ermeticamente fino a cessare praticamente di esistere se non come un grosso bulbo pulsante. Tutto questo, nel mio caso, per una dozzina di ore di seguito. Nel frattempo le orecchie si tappano in modo semi-permanente (nel senso che certi allegri siti web dicono che chi vola con il raffreddore potrebbe riportare incurabili danni all'udito) e all'atterraggio fanno un male boia.

Vabbè, vi risparmio il seguito. Mi basta anche per questa volta essere riuscita a mascherare le mie lagnanze da servizio di pubblica utilità. 
NON VOLATE CON IL RAFFREDDORE!

17 commenti:

  1. "Rinite vasomotoria dry". Così c'è scritto nella diagnosi dell'otorino di qualche anno fa. Faccio parte anch'io di questo club! :(
    Forza e coraggio, c'è di peggio, però è proprio fastidioso.
    Riguardo i libri, sono un grande estimatore del collettivo: un amore sbocciato proprio con Q. Ora sul comodino c'è Proletkult...

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    1. Ah, fratello di rinite! Io se vado avanti così mi sa che mi faccio operare...
      Sì, Proletkult mi attira assai, ma prima lascio che invecchi un po' :-)

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  2. Mamma mia questo mi pare uno dei tuoi peggiori voli da quando ce li racconti! Incrocio le dita per le tue orecchie (aspettiamo che si palesi l'esperta in materia) e sono contenta che The circle ti stia piacendo!
    Ah e comunque non lo sapevo nemmeno io che volo+raffreddore no buono!

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    1. No, il peggiore resta quello in cui mi sono strappata il legamento del ginocchio. Poi c'è stato quello fichissimo in business class dove non mi hanno dato il cuscino e sono rimasta col torcicollo per tre settimane...
      E comunque sì, The Circle è proprio appassionante!

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  3. Impressionante a partire dalla foto che hai messo. Per fortuna non soffriamo di rinite (e, a dire il vero, non viaggiamo in aereo da qualche anno), però risuciamo a leggere e andare al cinema parecchio, mi spiace tu non ci riesca. Per quanto riguarda i libri che citi, devo ancora leggerli (i libri di una certa mole mi impressionano, devo finire la bio del Che da 3 mesi), ma sono in lista (anche perché Elle gli ha letti e sono qui dietro a me).

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    1. Secondo me ti piaceranno assai, soprattutto Q.
      Saluti a Elle e buon anno a tutti e due!

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  4. L'ho provato sulla mia pelle, anzi, sul mio naso, in un volo da Parigi...Babba bia bi sento ancora intasata solo a pensarci, il semplice metodo di stapparsi le orecchie per compensare la pressione NON FUNZIONA PIU'e tu resti tutto il viaggio avvolta in uno strano silenzio pulsante e rombante con la testa che scoppia
    Libro in corso: Le case degli altri, Jodi Picoult, bello
    Mi segno The circle

    Ciao

    Betty

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    1. No, infatti, non funziona più, e io avevo anche paura che se avessi insistito mi sarei fatta esplodere un timpano!

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  5. AAaaah, ma è quello del film con Emma Watson! Bello!

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  6. Ma chiedere all'amica orecchiologa un consiglio prima di partire pareva brutto, cristoforo e poi colombo, come diceva nonna Erminia!

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    1. Ma mi è venuto appena poche ore prima! E poi per chiedere un consiglio su un problema bisogna prima sapere che esiste un problema!

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  7. Hai aumentato la mia preoccupazione. Non abbiamo mai fatto un viaggio in aereo e ora che una delle figlie lavora nel regno unito ci tocca. Ho una sinusite praticamente cronica..Per i libri ho avuto negli utimi anni degli incontri memorabili, con Irène Némirowsky e Kent Haruf, letti su suggerimento di Fahreneit, radio 3. Anche per me difficile scegliere libri nuovi, Loredana Lipperini mi sembra un ottimo recensore e mi aiuta

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    1. No, dai, per un viaggio breve non dovrebbe succederti niente. Comunque se hai la sinusite cronica magari chiedi consiglio a un otorino!

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    2. Il problema in volo non è la durata del viaggio ma atterraggio e decollo. Basta un decongestionante nasale venti minuti prima del decollo ( quegli spray che normalmente l'otorino vieta severamente sono, solo in questo caso utilissimi) e se il volo dura più di sei ore l'operazione deve essere ripetuta prima dell'atterraggio

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    3. E pensa che il decongestionante nucleare lo porto sempre con me, per via della rinite, ma stavolta l'avevo in valigia. Ne avevo con me un altro molto più blando ma che comunque qualcosa ha fatto, visto che almeno non mi è scoppiata la testa.

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  8. ti comprendo in pieno mi è capitato di tornare da un viaggio di lavoro come nella tua descrizione, fortuna che era breve.
    Ne approfitto per augurarti Buon proseguimento del 2019.

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    1. Ricambio gli auguri, speriamo che in questo anno le cose vadano bene per noi e (almeno) un po' meglio per il mondo.

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