martedì 10 luglio 2018

Il marchio del malinteso

Ho una felpetta nera con la cerniera, semplice semplice, il classico "capo jolly" come c'è scritto sulle riviste del parrucchiere. La metto spessissimo, soprattutto in questa città dove devi sempre prevedere un brusco calo della temperatura alla prima raffica di vento (del benedetto vento che tiene lontana la caldazza). La felpetta ha un piccolo marchio, in alto a sinistra dove di solito stanno i marchi. Un marchio comune, di quelli che nessuno ci fa caso.

Ieri sera, a cena, un amico mi chiede: "Perché hai sulla felpa la donna nuda dei paraspruzzi dei camion?" [In inglese "aletta paraspruzzi" è mud flap]
A seguito della mia reazione ovviamente perplessa, scopro che anche la moglie dell'amico e Mr K vedono sulla mia felpa una donna nuda di profilo. Mr K aggiunge che l'ha sempre trovata un po' strana, e tutti e tre confermano che farebbe lo stesso strano effetto a qualunque americano. Io spiego che non è così, si tratta di due persone sedute schiena contro schiena, ma loro dicono che no, la prima cosa che viene in mente guardandola è proprio la silhouette di una donnina nuda di profilo, di quelle che qui vengono sfoggiate da tanti camionisti sui loro mud flaps.

Ecco, adesso mi tocca andare in giro con la mia felpetta sapendo che faccio venire in mente a tutti il camionista di Thelma e Louise.




13 commenti:

  1. Pensa che il logo Robe di Kappa si dice sia in realtà una donna con le gambe divaricate... XD

    Moz-

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    1. Sei una fonte di leggende metropolitane! :-D

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  2. Mah, io la questione la vedo proprio dal lato opposto: c'è una semplice silhouette che da anni campeggia su capi di abbigliamento senza destare né scandalo né sdegno, che rappresenta una donna...e un uomo, cosa che nessuno ha notato. Semmai la domanda è un'altra: perché sui mug flap dei camion campeggiano le donnine nude? Che c'azzecca?
    Comunque ho trovato un articolo interessante che racconta come è nata quell'immagine del logo. Te lo lascio qui sotto nel caso ti interessi saperlo
    https://www.google.it/amp/www.repubblica.it/cronaca/2017/12/01/news/robe_di_kappa_ritrovato_il_ragazzo_del_logo_ora_manca_la_modella-182686582/amp/

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  3. E l'uomo dove lo hanno fatto sparire i mmmerigani🤔

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    1. Be', non vengono mica a guardarmelo con la lente d'ingrandimento :-D

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  4. È proprio vero che uno vede quel che vuol vedere! :D

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  5. Io ho sempre visto quel logo come ispirato dalla silhoutte di una coppia nuda sul poster del film "Carnal Knowledge" del 1971 con Jack Nicholson e Candice Bergen. Per es. lo si vede qui: http://1125996089.rsc.cdn77.org/wp-content/uploads/2015/08/carnal_knowledge_ver4_xlg.jpg

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  6. Una ricerca su Internet conferma che avevo ragione a riconoscere nel poster del film di Mike Nichols l'ispirazione per il logo di Robe di Kappa. Marco Boglione racconta che il logo di Robe di Kappa è stato disegnato da Armando Testa "ispirandosi a un film dei primi anni ’70, “Conoscenza carnale” da Nike Nichols, il regista de “Il Laureato”: un ragazzo e una ragazza disegnati schiena contro schiena". Si legge qui: http://www.basicpress.com/cAsp/md_resultMedia_en.asp?Id=21447&Ord=2&Trad=&CR=1 Possibile che gli americani non si ricordino del film "Conoscenza carnale"? Da rivedere.

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  7. Mi hai fatto venire in mente che quando il marchio apparì suscitò scalpore e qualcuno dei soliti benpensanti avrebbero voluto fosse cambiato. Comunque il post mi ha fatto ricordare un video sui gesti fatti con le dita di una mano di legno: quel che in un paese è offensivo, in altri è completamente naturale e viceversa.

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  8. ahha ma dai non ci ho mai fatto caso :(((

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  9. Le proiezioni amerikane ... ahah.
    Un contatto blogger consiglia Le nostre anime di notte di Kent Haruf (trad. Fabio Cremonesi): che ne dici?
    Buon tutto.

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  10. Non sapevo dell’origine del marchio.

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  11. Bel post e comunque ci ho sempre visto quello ci vedevi tu.

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