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domenica 1 maggio 2022

Cose che si sentono a Torcello

Dopo la Masterclass a Palazzo Grassi sono rimasta ancora un giorno a Venezia per la doverosa gita Murano-Burano-Torcello. A Murano ho comprato bellissime collane di perline, a Burano ho scattato foto coloratissime, a Torcello volevo andare alla Locanda Cipriani per bere un aperitivo alla salute di Hem, ma sono stata informata che il bar era chiuso e ciao ciao turista squattrinata.

Però passeggiando per Torcello sono anche riuscita a farmi una bella risata. Nei dintorni della mitica benché poco accogliente Locanda ho incrociato un gruppetto di signore con bambini. Una signora ha chiesto a una bambina: "Qual è il tuo sogno, Anna?" E Anna (con forte accento toscano): "Diventa' prete".

La vista dalla mia stanza a Palazzo Grassi

Le case di Burano

 
La Locanda Cipriani

Hem e Mary sulla parete della Locanda

mercoledì 18 ottobre 2017

Ottobre a Lampedusa

Dopo tantissimi anni che non andavo al mare, quest'anno mi è venuta una gran voglia di vacanza. Ho scelto Lampedusa per ragioni puramente geografiche: non ero libera prima della seconda settimana di ottobre, e dove trovare ancora caldo, in quel periodo? A ciò si aggiunga il fatto che a causa di un trauma infantile posso fare il bagno solo se il mare sembra una piscina, e questo restringe notevolmente il campo delle mie possibili mete balneari. 
Per ovviare almeno in parte alla possibile catastrofe di una settimana di maltempo su un'isola minuscola dove oltre al mare c'è poco da fare, ho inserito due giorni iniziali a Palermo, che rivedo sempre volentieri. Questa volta poi c'era anche Maria D'Asaro, che mi ha portata a fare un bellissimo giro a Mondello. E sono anche salita sul tetto della Cattedrale


Sull'aereo per Lampedusa c'era Pietro Bartolo, il medico dei migranti reso famoso dal film Fuocoammare (se non lo avete visto lo trovate QUI). L'isola sta vivendo una rinascita del turismo, dopo alcuni anni in cui la gente la identificava solo con le tragedie del mare e si teneva alla larga. Oggi purtroppo le tragedie continuano, ma per fortuna i turisti sono tornati a dare ossigeno all'economia dell'isola. Troppo ossigeno, però, diventa velenoso, e dopo aver parlato un po' con i lampedusani ho capito di aver fatto molto bene a venire in ottobre: d'estate - o meglio, da Pasqua a settembre - la popolazione dell'isola passa da seimila a quarantamila abitanti, le spiagge diventano dei carnai, il mare si riempie di motoscafi, motoscafini e motoscafetti, l'aria diventa irrespirabile per gli scarichi di migliaia di macchine a noleggio, moto e motorini. Qualcuno auspica un limite al numero delle auto che possono girare sull'isola, qualcun altro alza le spalle rassegnato, qualcun altro ancora, come una turista che soggiornava nel mio stesso albergo, dice "eh, ma se decidono di fare un 'turismo sostenibile' poi i prezzi salgono e io non ci posso più venire". 

Ottobre, invece, è il mese perfetto. Temperatura perfetta, sole e brezzolina. Solo un giorno ci ha sorvolate un temporale, alla spiaggia di Cala Croce


Oltre ad andare al mare, che era la mia priorità assoluta dopo anni di astinenza, sono andata a vedere la Porta d'Europa




Imprescindibile il giro dell'isola in barca, con annesso bagno nel mare più bello del mondo, alla Tabaccara


E naturalmente, mille bagni all'Isola dei Conigli



E i migranti? Come racconta QUI Micol Sarfatti: "Dici Lampedusa e pensi immigrazione: inutile negarlo. Pensi agli sbarchi, a una rappresentazione definita da telegiornali, ai toni apocalittici dell’invasione. Pensi magari – e per fortuna – a una narrativa eroica, che ha visto gli abitanti dell’isola in prima linea. Non hanno potuto scegliere, è vero. Ma in inglese esiste un’espressione che s’adatta a loro: grace under fire, grazia quando tutti ti sparano addosso. Un’eleganza speciale, che ai lampedusani viene riconosciuta da tutti."
I migranti guardano il mare, e di certo non vedono quello che vediamo noi.



lunedì 28 novembre 2016

I Jeans a Roma

Vi scrivo dal bellissimo Hotel Ala d'Oro di Lugo, che ormai da parecchi anni ospita la rassegna del Caffè Letterario. Dormiamo nella stanza 140, quella dedicata a Tonino Guerra, e mentre mi preparo per la doppietta di stasera (presentazione a Ravenna alle 18.30 e qui all'Ala d'Oro alle 21, i dettagli nel post precedente) vi faccio un breve resoconto della nostra mini-gita romana.

L'orto botanico in tutto il suo splendore
La presentazione alla Libreria Pagina 2 è stata spostata da venerdì 25 a sabato 26, per rimediare a un catastrofico sciopero dei mezzi che mi avrebbe lasciata a dialogare con una sala vuota. Così venerdì siamo rimasti liberi di andarcene a zonzo, rigorosamente a piedi. Al mattino abbiamo fatto un giro facile facile all'Orto Botanico, a due passi dalla casa degli amici che ci ospitavano. Nel pomeriggio, invece, Mr K voleva vedere il MAXXI, così siamo partiti a piedi da Trastevere seguendo le indicazioni stampate da google maps (a quel punto non avevamo ancora comprato una cartina, e ovviamente siamo tuttora sprovvisti di dispositivi elettronici moderni). Abbiamo camminato per un po' lungo il Tevere, ma nel momento in cui la mappa voleva separarci dal fiume acquatico per tuffarci in mezzo a un fiume di macchine, io, mezza soffocata dallo smog, ho alzato gli occhi verso Castel Sant'Angelo e il breve tratto di lungotevere pedonale e ho ordinato: "Andiamo di là". Così invece di un'ora a piedi ne abbiamo fatta una e mezza, seguendo il Tevere fino al ponte della Musica (che da ponte Sisto, per chi conosce Roma, è un bel pezzetto). Tutta salute, se non per i polmoni almeno per i quadricipiti, peccato però che al MAXXI siamo arrivati quando mancavano 40 minuti alla chiusura. Bellissimo, comunque.

Il miraggio di Castel Sant'Angelo

Sabato abbiamo fatto una passeggiata da Trastevere a piazza di Spagna per andare a prendere la metro, e per poco non siamo stati calpestati dalla folla. Ma quanta gente c'è a Roma (cioè, io quel giro l'ho fatto un sacco di volte, e va bene che era sabato, ma quella era la folla di un giorni di punta estivo)? 

Sabato sera, poi, la presentazione è andata benissimo. Federico Platania mi ha fatto domande molto interessanti, il pubblico era bello e simpatico (ho anche rivisto vecchi amici e conosciuto di persona amici virtuali), gli amici della libreria mi hanno offerto una splendida accoglienza. Se siete su facebook e andate a vedere la pagina della Libreria Pagina 2, troverete anche un video. Poi siamo andati tutti a cena al Mercato Centrale di Termini, dove abbiamo rischiato nuovamente di venire calpestati dalla folla. Ma quanta gente c'è a Roma? 

Domenica siamo ripartiti per venire qui a Lugo, e dialogando con il solito tassista loquace abbiamo scoperto che c'era un'altra manifestazione (sabato ce n'erano due, quella contro la violenza sulle donne e una per il no al referendum con Grillo, che mi sembra sia caduto in una buca o qualcosa del genere). "Per cosa si manifesta oggi?" gli ho chiesto. "Contro il referendum." "Ma non era ieri?" "Ieri era quella per il no al referendum. Questa è contro il referendum." Immagino che domani ci sarà la manifestazione contro quelli che sono contro al referendum.

lunedì 27 giugno 2016

Il paradiso vicino a casa

Io non è che sia una gran camminatrice, anzi. Però ogni anno sogno di tornare all'alpe Devero per il mio compleanno. L'ultima volta ci sono riuscita quattro anni fa, che per un sogno così modesto sono decisamente troppi. Però questa volta sono stata compensata da una rara botta di fortuna. Nessuna fantozzata, anzi, abbiamo beccato proprio i tre giorni perfetti, con un tempo splendido mentre giù in pianura imperversava l'orrida caldazza che mi gonfia i piedi e mi dona una verve da bradipo narcotizzato. Avevo quasi rischiato di non partire, spaventata da una farmacista che la sera prima, alla vista del mio piedone elefantiaco  - dovuto non solo alle prime avvisaglie del caldo, ma soprattutto ai postumi della rovinosa caduta di un paio di settimane fa - mi aveva esortata a farmi vedere dalla guardia medica perché forse non era il caso che andassi a camminare. Sì, ciao. Perdermi il paradiso terrestre fresco per un paio di bozzi sulla gamba? Ma fossi matta.
Al mio ritorno ho trovato ad attendermi il tradizionale racconto di compleanno di Amanda, che ogni anno scrive cose sempre più meravigliose.
Eccovi qualche foto del mio paradiso vicino a casa.

La piana del Devero. In fondo a destra la stradina che porta al sopraffino ristorante Casa Fontana, dove andavamo ad abbuffarci la sera
Mr K con originale cappello e bussola per orientarsi fra i monti

Il laghetto delle streghe, dove abbiamo passato un paio d'ore a leggere in santa pace

Si scioglievano le nevi e i torrenti erano in piena. Un paio di volte ho avventurosamente guardato un ruscello mettendo i piedi nell'acqua
Foglie ingioiellate

Ciao Devero bella, ci vediamo l'anno prossimo

martedì 24 maggio 2016

Post senza foto

Oggi ho fatto una gita bellissima. Con La Mamma e Mr K ho preso il battello a Santa Caterina per andare all'Isola dei Pescatori. Finalmente, dopo otto anni che Mr K frequenta il paesello, sono riuscita a portarlo almeno a una delle isole Borromee. Il tempo era straordinario, una di quelle giornate limpide di lago, né troppo fredda né troppo calda, assolutamente perfetta. Mentre aspettavo il battello ho preso dalla borsa la mia macchina fotografica con lo zumone per immortalare dal basso lo splendido monastero di Santa Caterina. Il monitor è rimasto nero ed è uscita la scritta "ricarica la batteria". Porca vacca.
Per tutta la gita, sul battello con vista spettacolare su lago e montagne, sull'isola paradisiaca (anche se infestata da migliaia di turisti, pure di martedì), nel parco di Stresa con vista eccetera eccetera, ho fatto battute idiote e un po' inviperite sulle centinaia di foto che avrei scattato se avessi avuto la macchina carica. Poi ho portato a casa La Mamma e l'ho salutata dicendo che andavo a casa a scaricare le foto sul computer.
Invece sono andata a casa e ho svuotato la borsa. Ho cacciato dentro la mano e l'ho sentita subito. L'altra macchina fotografica, quella più piccola, che avevo infilato nella borsa qualche giorno fa senza poi ricordarmene. Era carica, naturalmente.

sabato 21 maggio 2016

Primavera lacustre

Non faccio niente di speciale in questi giorni.
Traduco cose tristi e belle. Fotografo il merlo che canta davanti alla finestra. Mi dico che ho un bel vantarmi che sono originale perché mi piace la pioggia, ma quando c'è il sole e sento il profumo del pitosforo sotto la finestra sorrido di più.  Faccio una passeggiatina fino al parco di fronte a casa mia per sdraiarmi nell'erba e fotografare il fortino garibaldino. In un impeto estremo di originalità, fotografo anche il tramonto. E la luna che spunta da dietro la montagna. 
Spero che per l'estate venga un caldo atroce e insopportabile, altrimenti quando sarà ora di ripartire comincerò a piangere urlando e rotolandomi per terra come al solito. 

Ah, oggi presento il mio libro a Busto Arsizio. QUI c'è scritto alle 17, ma in realtà è alle 17.30.

Saluti dal merlo.





venerdì 22 aprile 2016

Una gita sul mio bel laghetto

Siccome oggi sono particolarmente incazzata perché sono stata svegliata da un concerto di tosaerba, proverò a rilassarmi con le foto di una gita che ho fatto qualche giorno fa su un'isoletta del mio bel laghetto. Si chiama isola Madre ed è di proprietà della famiglia Borromeo, la quale l'ha adibita a giardino botanico e la tiene come quel gioiellino che effettivamente è. E bravi i riccastri Borromeo. Dell'isola avevo già parlato QUI, ma ora finalmente sono tornata a visitarla dopo un sacco di anni che non ci andavo più. E pensare che ce l'ho proprio davanti a casa.

La gita parte da Intra, dove c'è una bella libreria con un balcone affacciato sul lago, che i clienti sono invitati a godersi


Poi si prende il battello per le isole, si passa davanti ai bei giardini di Villa Taranto 


e si scende alla fermata dell'isola Madre




Il battello riparte ma noi restiamo


e visitiamo il giardino


con la sua fauna narcisista



e poi salutiamo il gigante salvato da morte certa (e per questo sia lode ai Borromeo) e ancora sorretto da tiranti (la storia la trovate nel post che vi ho segnalato sopra)


Poi visitiamo la villa


e ci prendiamo un caffè in riva al lago. Mi manca San Francisco? Non so, secondo voi?


mercoledì 9 dicembre 2015

Una gita al Monte Rosa con le foto di Mr K

Lunedì abbiamo fatto una bella gita sul Monte Rosa, partendo da Macugnaga e prendendo la funivia fino al passo del Monte Moro, a 2800 metri. La neve non c'è, cioè, quella che vedrete è solo una spolverata di neve ghiacciata, sufficiente a rendere così sdrucciolevole la discesa per il rifugio da costringermi a percorrerla con il culo, ma del tutto insufficiente per gli sciatori, e infatti gli impianti erano chiusi. A noi comunque non ce ne fregava niente perché non sappiamo sciare. In teoria siamo andati fin lassù per camminare un po', ma a causa della neve sdrucciolevole ci siamo limitati ad abbuffarci al rifugio e poi siamo ridiscesi. 
Io avevo con me la mia fantastica macchina fotografica con lo zumone, ma dopo pochissime foto, tra cui questa graziosa madonnina che vi mostra anche quanto siano pelate le cime


la batteria mi ha abbandonata. Ma niente paura! Anche Mr K aveva portato la sua macchina fotografica. Eccolo qui, infatti, che la prepara


Ha scattato centinaia di foto, e io ho scelto per voi le più belle. Così ora posso felicemente illustrare la gita con le meravigliose foto di Mr K. Cliccateci sopra se volete vederle in tutto il loro splendore. Lui non le ha viste, perché, per dirla con parole sue, i suoi sono esperimenti che non riguarda mai. Forse ora capirete perché.

Macchinario montano con dettaglio:



Tracce nella neve:


Dettagli del rifugio:



A tavola:










Paesaggi e ritratti:

Natura morta:

Dalla funivia: la serie "Siberia":

Food porn:

Bricco del tè da distanza molto ravvicinata:

Alcune luminose immagini del viaggio di ritorno:














Sul traghetto:


Ritratto di un'amica: