giovedì 20 dicembre 2012

Le pistole di Santa Claus

Mentre Obama promette che presenterà presto una proposta sul controllo delle armi al Congresso, vorrei mostrarvi qualche altra immagine che documenta la pervasività della cultura delle armi negli Stati Uniti. Come si diceva nei commenti al post di ieri, è proprio da dettagli come questi che si comprende (?) meglio una cultura. Perché, come dice Michael Moore: “Certo, avere leggi più restrittive come in Giappone aiuterebbe, ma il Connecticut ne ha già una tra le più severe degli Stati Uniti. Immagino che avrebbe aiutato anche non aver chiuso l’ospedale psichiatrico di Newtown, nel 1995. Ma il padre dell’assassino ha abbastanza soldi per curare suo figlio. Abbiamo bisogno di leggi e cure psichiatriche. Ma anche questo non fermerà gli omicidi. Perché, diciamolo, l’America crede negli omicidi. Un paese che approva ufficialmente una terribile violenza (l’invasione dell’Iraq, i droni, la pena di morte) può sorprendersi quando un ragazzo di vent’anni fa lo stesso? Abbiamo creato l’America con un genocidio, l’abbiamo fatta crescere con gli schiavi. Gli spari continueranno: noi siamo questo. Perché queste cose succedono solo in America? La risposta è davanti a noi. E non sono le armi”.

Da Sociological Images. Pubblicità natalizie.

1939 (source)
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19 commenti:

  1. Succede più spesso negli Stai Uniti, ma non solo negli Stati Uniti, ahimè, abbiamo avuto i nostri Olindo e Rosa pure noi, la Norvegia ha avuto Breivik ma è indubbio che certe radici amare non si estirpano se non si affrontano e che meno armi che girano significa meno facilità di utilizzo

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    1. La violenza e gli omicidi esistono dappertutto, ma la cosa che mi impressiona di più è la strenua difesa del diritto di girare armati come una delle più importanti libertà americane. Un diritto che i governanti non osano scalfire. Un po' come se da noi ci fossero diritti acquisiti che nessun governante osasse scalfire. Non so, tipo l'articolo 18, oppure la sanità pubblica, per esempio.

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  2. È vero che gli omicidi succedono dappertutto e che ogni paese è nato dalla violenza e dalle guerre ( Italia compresa). Nessuna legge potrà impedirli, ma una buona regolamentazione delle armi sicuramente potrebbe aiutare, insieme a una buona educazione civica, naturalmente.

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    1. Mi viene in mente il discorso sul gioco d'azzardo che si sente fare in questi giorni, dopo che si è saputo che verranno aperte 1000 nuove sale gioco. Mio marito, tanto progressista ma comunque americano, sostiene che è giusto liberalizzare il gioco d'azzardo, perché comunque ci sarebbe lo stesso e almeno così lo stato ci guadagna. Sì, dico io, però se nel mio paesello non ci fossero un'orrida sala con le slot e un sacco di quelle schifide macchinette nei bar, tutti quei pensionati che si giocano la pensione, per esempio, non saprebbero più dove andare a sputtanarsela. Mica tutti possono prendere e andare al casinò, mica tutti hanno un giro di amici pokeristi. Lo stesso credo che valga per le armi: se non si trovassero nei supermercati, se ci volessero permessi un po' più severi per possederle, già si darebbe un bel taglio alla loro diffusione. O no?

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    2. Beh, alla fine i vecchietti che male fanno a giocarsi la loro pensione come vogliono? Il gioco d'azzardo sarà anche una piaga sociale, ma ce ne sono anche tante altre: allora che dovremmo fare? Il proibizionismo?

      Comunque lo stato ci guadagna lo stesso. E anche in maniera subdola.
      Mia sorella ha lavorato in un grosso centro a finanziamento pubblico che si occupa del problema della dipendenza dal gioco d'azzardo (quindi dell'appoggio anche alle famiglie colpite, che in certi casi vivono veri drammi) ma che allo stesso tempo si preoccupava anche di monitorare i trend dei giocatori, per orientare meglio il mercato.
      Del resto slot, gratta e vinci e compagnia bella mica ce li metto io nei bar?

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    3. Eh, chi ne ha uno così in famiglia (e io ne so qualcosa) probabilmente ti dirà sì, grazie, ben venga il proibizionismo.

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  3. Faccio una profezia da Cassandra. Un deciso cambiamento in tal senso, in quello Stato che non-ha-un-nome (infatti si chiama "Stati Uniti"), potrà essere realizzato solo nel giorno in cui un Nativo americano diventerà Presidente. Un Afroamericano ancora non basta.

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    1. Cassandra è il mio personaggio preferito di tutta la letteratura mondiale.

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    2. Eheh, era il mio nomignolo quando ero fanciulla :D

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  4. Sante parole, Michael Moore.

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  5. Allucinante. Si raccoglie quello che si semina.

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  6. Aiuto, ma qui siamo alla follia pura! Corro a chiudere il camino prima che si cali il Babbo Natale imparentato con Rambo ;-) E io, ingenua, che lo facevo un vecchietto che va in giro con la slitta e le renne! E la famigliola felice??? Che teneri, magari stanno progettando una strage nel vicinato... Da noi, i giochi da tavolo hanno la scritta da 0 a 99 anni, qui invece accontentano solo dai 7 ai 17... poi, ovviamente, passeranno ai kalashnikov.

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  7. Visto che roba? Babbo Natale con la bomba a mano è uscito dritto dritto da un film dell'orrore.

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  8. ho letto che l'industria delle armi dichiarava che se i professori fossero stati armati, la strage non avrebbe assunto quelle dimensioni, ma una volta che anche i professori saranno armati e non per questo le stragi si interromperanno, si proporrà di mandare a scuola i bambini armati ?

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    1. Sì, adesso l'ultima proposta Dell'NRA è quella di mettere delle guardie armate fuori da ogni scuola. Spero che prima o poi vengano sommersi dal disgusto che stanno suscitando in tutte le persone dotate di cervello.

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    2. Ho appena sentito della conferenza dell'NRA e sono allucinata. E come reagire a notizie come Conservative Media Figures Blame Sandy Hook Massacre On "Feminized Setting" And "Helpless Passivity"?

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    3. L'ho sentita. "The only thing that stops a bad guy with a gun is a good guy with a gun". Questi giocano ancora ai buoni contro i cattivi. Subumani.

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  9. Il disgusto sicuramente ci raggiunge qui in scozia.ieri a una cena tra amici parlavamo proprio di questo-grazie per i tuoi recenti post silvia,li ho condivisi con gli amici,mi dai grandi spunti di riflessione.nota divertente della serata:scozzesi che imitano l'accento americano di qualcuno dalla Virginia!

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    1. Oddio, quanto vorrei sentirli! Non puoi registrarli e fare un podcast da mettere sul blog? :-D

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