giovedì 6 dicembre 2012

Meet my husband/22: Forged, il nuovo libro di Jonathon Keats


Forged - Why Fakes are the Great Art of Our Age  

Il falso nell'arte raccontato, dai tempi antichi ai giorni nostri, attraverso sei profili di famosi falsari, le cui storie si ricollegano a tematiche più ampie sul ruolo del falso nella società. Il libro si apre con Andrea del Sarto che falsifica un capolavoro di Raffaello su richiesta dei Medici, e prosegue con le storie appassionanti di Han van Meegeren, che con i suoi falsi Vermeer ingannò Hermann Göring, dell'inglese Eric Hebborn, artista frustrato che cominciò a produrre falsi per dimostrare l'ignoranza dei critici, e poi di Alceo Dossena, Lothar Malskat, Elmyr de Hory e Tom Keating.

Secondo Keats, i  falsari d'arte mettono in discussione l'arte "legittima" del loro tempo, sconvolgono lo status quo, e affrontano provocatoriamente molte delle ansie della cultura contemporanea. Il falso - e la nostra reazione a esso - ci rivela qualcosa su come cambiano i concetti di creatività, identità, integrità, autenticità e successo, e sul nostro modo di assegnare un valore alle opere d'arte. Il libro si conclude con uno sguardo al rapporto tra arte contemporanea e contraffazione.
 
Questa è la pagina del libro sul sito della Oxford University Press, e questa la pagina Amazon.
Qui e qui trovate la storia di Lothar Malskat. Qui e qui quella di Eric Hebborn (in inglese).


21 commenti:

  1. Argomento molto interessante! Invece in Corsica quest'estate ho visto una mostra sui falsi, le copie d'autore ecc... più che altro rinascimentali, alla fondazione Fesh.

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    1. Sì, è un argomento non molto esplorato ma sempre affascinante.

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  2. ai critici l'ardua sentenza io mi limito a godere delle cose che mi aprono il cuore

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  3. Di Han van Meegeren ho letto la biografia scritta da Edward Dolnick. Arte (anche se falsa) e Seconda Guerra Mondiale sono per me la perfetta combinazione!

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  4. Un argomento suggestivo: mi sono innamorata dei falsari, e in particolare di Elmyr de Hory, da quando vidi il film" Fake" di Orson Welles ( a suo modo anche lui un falsario). Non appena il libro esce in italiano, sarà mio. A quando la traduzione?

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    1. Anche noi abbiamo visto il film, naturalmente, mentre Jonathon stava scrivendo il libro. A lui è piaciuto, a me meno, perché mi è sembrato troppo egocentrico persino per Orson Welles.
      Quanto alla traduzione, mah, per adesso non si sa ancora nulla...

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  5. Che libro interessante!! Pensa che anch'io sono affascinata dai falsari d'autore! In casa ho un Klimt di (ovviamente falso)!!

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    1. Potremmo metterlo in appendice al libro!

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  6. Beh, se lo traduci in italiano.. l'argomento, anche il modo in cui è affrontato, sembra interessante. Soprattutto mi piace quell'idea di dimostrare l'ignoranza dei critici ;)

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    1. Già, e soprattutto scritto da lui che è un critico! ;-)

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  7. "Fake" lo vidi anch'io, all'università. Gran film. Su originale e falso, o per meglio dire 'originale e copia' ha scritto cose interessantissime anche Philip Dick nei suoi romanzi.
    Ma questo "Forged" di Keats, sarà un originale?
    Mah......
    :-)

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  8. Il "dramma" dei falsari, dei copioni, degli imitatori, dei doppiatori e - spero che tu non ti offenda - dei traduttori. Tutte queste categorie sono accomunate dalla percezione generale che si tratti di esseri senza personalità o senza sentimenti. Purtroppo solo in pochi sanno scoprire la forte individualità di coloro che lavorano sul lavoro di altri. E che spesso li superano.

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  9. Viviamo in un'epoca in cui tutto viene piratato, contraffatto e copiato. A volte, molto bene. Ci voleva questo libro, per riflettere sul concetto di arte e originalità. Bravo Jonathon! Voglio vedere se c'è già l'ebook. :-)

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    1. Grazie, Silvia. L'ho visto. Per fortuna è su Amazon. Mi sto rendendo conto che gli ebook reader hanno dei limiti notevoli, richiedendo un certo formato. Lo prenderò sicuramente. Ora sto leggendo "Di cosa parliamo, quando parliamo di Anne Frank" - un livro "vero", bella veste editoriale, copertina rigida, sovracopertina ;-)
      Che bello, Silvia! Come mi piacciono le storie ambientate in contesti geografico/storico/culturali diversi e così caratterizzati! Il primo racconto poi è straordinario e ti mette davanti a tante contraddizioni e conflitti interiori che potrebbero essere di chiunque di noi. Englander è davvero un grande autore. Mi piacerebbe leggere anche i suoi saggi, ma dovranno aspettare il loro... turno. Tu sei sempre bravissima. Grazie! :-)

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    2. Grazie Rose, sì, il primo racconto è proprio splendido, ma vedrai che ce ne sono altri bellissimi. Io ho amato molto anche "Colline sorelle" e "Frutta gratis per giovani vedove".

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  10. Sì. "Colline sorelle" è quello a cui mi riferivo per l'ambientazione. La cultura ebraica è affascinante e i conflitti ebraico/palestinesi andrebbero letti anche alla luce dei fatti relativi alla nascita della nazione ebraica. Per capire, intendo.

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    1. Questione complicatissima, chissà quando se ne vedrà una soluzione. Però ci sono situazioni storiche odiose che sembravano irrisolvibili e che poi invece si sono risolte, per cui continuiamo a sperare (intanto, che eleggano un altro primo ministro).

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  11. Ti ho risposto, ma, al momento del "pubblica", mi ha detto che "Il commento non dev'essere vuoto". Boh!

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    1. Blogger è un cretino. Sta facendo scherzetti stupidi ai commentatori.

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