lunedì 17 novembre 2014

E non chiamatele catastrofi naturali


Volevo scrivere un post divertente sui disagi di viaggiare in treno ai tempi dell'alluvione, ma nel frattempo a Cerro, la frazione del mio paese dove abita mia madre, ci sono stati due morti, e così mi è passata la voglia di scrivere cose divertenti. Sono in corso le indagini per accertare le responsabilità, ma intanto qui una cosa è ben chiara a tutti: la collina che è franata era coperta di pini fino a qualche anno fa, poi è stata disboscata. I vicini di casa hanno raccontato al telegiornale che, da quando erano stati tagliati i pini, durante ogni temporale vedevano un fiume di fango venir giù dalla collina. Ma probabilmente anche questa volta si concluderà che la colpa è tutta del maltempo. 

Queste sono alcune foto di Cerro scattate dalla mia amica Luisa, che abita nella piazza allagata. Le prime tre sono della mattina di sabato 8 novembre, le altre di qualche giorno dopo.
Le foto della frana, invece, le avete viste su tutti i giornali.





47 commenti:

  1. Allucinante... a volte ho difficoltà a trovare le parole se non quelle dettate dalla rabbia provocata da queste immagini e quelle che sto vedendo a Genova e dintorni... qui siamo in ginocchio. Lo eravamo già dopo l'alluvione di ottobre... si vive con gli occhi al cielo, cercando di superare gli allerta. Nel frattempo ci prendono in giro. Il capo della protezione civile parla di settimana di passione ma non fa niente... il governo è in silenzio e parla solo di rottamazione... i nostro assessore regionale alla protezione civile pensa alle primarie... cosa devo dire.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, e di fondi da "sbloccare" (chissà quando) per la "ricostruzione", cioè per nuove colate di cemento che non faranno che aggravare la situazione. Nei momenti di emergenza diventa ancora più evidente il misto di malafede e insipienza di coloro che ci governano (e anche dei loro elettori).

      Elimina
  2. Ti leggo ascoltando la pioggia e corro ogni cinque minuti per controllare il terrazzo per vedere se tutto è a posto. Casa nostra ha appena compiuto 80 anni e da 78 è abitata dalla famiglia di mio marito. Fino all'estate scorsa nessun problema, poi in un giorno solo ci siamo allagati tre volte: l'acqua scendeva giù dai tre gradini che ci portano al terrazzo, abbiamo dovuto costruire una barricata con i tappeti, asciugare decine di litri di pioggia. Quindi abbiamo dovuto far elevare la scalinata anche dall'esterno, cambiare la porta e la grata, ma la paura è rimasta, insieme alla convinzione che c'è stato un cambiamento radicale.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Certo, il cambiamento climatico è molto più rapido di quello che si temeva, mentre la reazione umana è molto, molto più lenta di quello che si sperava, e soprattutto completamente sbagliata.

      Elimina
  3. Ciao Silvia,
    non so se ti sia capitato di leggere questo articolo. Non dice nulla di troppo nuovo, ma lo dice bene. E per l'ennesima volta anch'io ho pensato che se di nuovo si parlerà solo di ondata di maltempo, si farà un ulteriore, immenso danno al nostro paese.
    http://triskel182.wordpress.com/2014/11/13/quelle-campagne-devastate-dalla-pioggia-ultimo-avvertimento-a-un-paese-fragile-carlo-petrini/

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Di questo articolo sottoscrivo anche le virgole. Peccato che non si farà niente di tutto questo. La stupidità e l'avidità umana sono più forti di tutto, anche della paura.
      E grazie di avermi segnalato questo blog, che contiene molti altri articoli interessanti, come questo sulla Valpolicella:
      http://triskel182.wordpress.com/2014/11/17/lo-scaricabarile-sulle-alluvioni-nellitalia-che-non-sa-fermare-il-cemento-tomaso-montanari/

      Elimina
  4. intanto si parla e si paga di nuovo per il ponte sullo stretto di messina
    per la panza della mafia i soldi ci sono sempre

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non riesco a credere che ritirino fuori il ponte sullo stretto. Criminali senza vergogna.

      Elimina
  5. grazie per aver scritto questo post, almeno un po' di verita' nel mare di internet, in memoria di quelle due brave persone

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Peccato che io e le tante altre cassandre ben più note di me continueremo per sempre a parlare a vuoto.

      Elimina
  6. Perché mai si decide sempre e solo di disboscare? Non sarà che qualcuno, come con gli incendi dell'estate, ci guadagna a togliere e mettere a dimora alberi?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Dalle mie parti il motivo principale del disboscamento è molto semplice e noto: le ville con vista lago valgono di più.

      Elimina
  7. Sto recuperando pian pianino tutti gli articoli.. mi viene una gran tristezza.. come quando uno sta male, va da un medico e quello gli dice "ma sta benissimo, non ha nulla, vorrei averla io la sua salute!".. poi uno muore e il medico commenta "il signore se l'è preso troppo presto, era ancora così giovane!"
    Tu sei lì, ora che succede tutto questo?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, però potrei essere dovunque, visto che non esco mai di casa :-(

      Elimina
  8. È da un bel pezzo che cerco di capire quanto posso fare come comune cittadino. Oltre a non commettere di persona violenze contro l'ambiente direttamente, a cercare al più possibile di essere un consumatore responsabile.
    Ci vorrebbe anche il voto a chi fa il meglio per risanare e non per distruggere. Ma chi? Dove ne trovo uno?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. C'era Domenico Finiguerra, l'ormai famoso sindaco di Cassinetta di Lugagnano, che ora è assessore ad Abbiategrasso. Mi viene in mente solo lui, ma sicuramente perché è il più noto di questi sindaci virtuosi. Ce ne devono essere degli altri, accidenti.

      Elimina
  9. Dici bene: "parlare a vuoto"! Il nostro è un Paese in cui si è saputo solo abusare, si ostinano a parlare di politica, di legge elettorale, quando l'unico colore politico che abbiamo è "il colore dei soldi". L'abuso del territorio, l'abuso edilizio, solo abusi come se fosse una miniera da sfruttare e poi si pagano i morti delle alluvioni, i morti del terremoto e si resta, può sembrare non pertinente, ma non lo è, si resta senza radici. Spero migliori la situazione per la tua famiglia e per tutti e come al solito ognuno dovrà singolarmente rimboccarsi le maniche e contare su quella straordinaria solidarietà che viene sempre "dal basso", siamo questo no? Il basso.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Gli americani mi dicono che sono cinica... ma se hai vissuto in Italia come fai a non esserlo?

      Elimina
  10. In questi mesi, presa dal "frullatore", come lo chiami tu, ho avuto modo di constatare un'amara realtà: spesso si usa la cosiddetta "trasparenza" per impedire che le cose accadano.
    Genova ne è un esempio, con i lavori per la messa in sicurezza dei torrenti fermi perché si attendeva il risultato di un ricorso al TAR da parte delle ditte che avevano perso il bando. Quanti morti, per tutelare il diritto di un'azienda a vederci chiaro?

    Nel mio Comune si sta cercando di far partire un bellissimo progetto in un terreno confiscato alle mafie: alcuni tempi sono dettati da organi sovra-comunali, bisogna fare in fretta. Bene, più in fretta bisogna fare più quelli che stanno dall'altra parte, sventolando parole come "democrazia" e "trasparenza" e "correttezza" fermano il progetto perché nel documento ufficiale manca un comma. Bisogna quindi fermare il documento, farlo rifare agli uffici e poi riportarlo in sede di discussione. Alla discussione successiva, c'è un'altra imprecisione. E quando tu gli fai notare, "al diavolo la virgola spostata, noi lo votiamo lo stesso" questi gridano allo scandalo: c'è fattispecie di reato penale! Morirete tutti!

    Ma loro lo fanno perché sono garanti della correttezza delle operazioni, eh.
    E adesso mi fermo qui perché altrimenti inizio a dire parolacce.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Poco tempo fa rileggevo "Fontamara" e pensavo che da allora non è proprio cambiato niente. La burocrazia serve ancora a tenere sottomessi i "cafoni".

      Elimina
  11. Con me trovi un portone aperto, qui in Liguria lasciamo stare!!

    RispondiElimina
  12. Nello spazio di soli 25km, quelli che percorro quotidianamente per andare al lavoro, ci sono tanti esempi delle devastazioni umane che sono,davvero sconcertanti. E pensare che quando hanno istituito la Protezione civile, pensavano di risolvere tutto, non avevano pensato, invece, che occorre Prevenzione statale!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Una volta ho accompagnato un'amica straniera in un bel posto a una ventina di chilometri da casa mia. Quando siamo arrivati lei mi ha detto: "Sì, il posto è bello, ma la strada per arrivarci è orrenda. Forse da queste parti bisognerebbe girare con gli occhi bendati, e togliersi la benda solo quando si arriva nei posti belli". Questo per dire l'effetto che il nostro bel paese fa ai turisti.

      Elimina
  13. La colpa non ha certo origine dalla natura, ma dalla stupidità e dalla cupidigia umana. Chi vuole la vista privilegiata a tutti i costi e chi vuole intascare a tutti i costi. Avidità, cinismo e deresponsabilità: non posso credere che pensino di aver agito bene sia i politici che gli elettori e che la colpa sia del cambiamento climatico per cause naturali. E' sconvolgente vedere queste catastrofi e non ho parole per chi è stato colpito salvo il sentire una profonda solidarietà e immaginare la loro angoscia.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Nel frattempo hanno evacuato altre famiglie, perché tutta la zona intorno alla collina è a rischio. E si indaga sulle responsabilità. E la prossima volta che qualcuno vorrà disboscare una collina, la disboscherà ancora.

      Elimina
  14. Ho una confusione di sentimenti che non riesco ne a quantificare ne a descrivere.
    Un caro saluto Silvia

    RispondiElimina
  15. Sto recuperando gli ultimi tuoi post :)
    Nel Far West ligure, come avrete intravisto in TV, tantissimi torrenti sono esondati e le frane non si contano. Dalle fasce (terrazzamenti) l'acqua scendeva come cascate del Niagara in miniatura e ci siamo convinti che nel kit di sopravvivenza un canotto non sfigurerebbe affatto.
    Il disboscamento qui è frequente per le stesse ragioni di cui parli tu e le strade sono penose: sono strette, curvilinee e piene di buche con muri panciuti che alle prime piogge non reggono. Però è anche vero che è scesa più acqua del solito. Neppure nell'inverno del 2000 che qui è memorabile, si erano visti tanti danni.
    Comunque, di solito, alle segnalazioni degli abitanti, i Comuni rispondono che non ci possono fare niente. Che i muri crollati a monte sono di responsabilità dei proprietari. E quelli a valle? Teoricamente di responsabilità del Comune, che transenna e riduce 2 carreggiate strette a 1 carreggiata stretta. Se la frane è consistente, si chiude la strada e invece di 5 km per raggiungere la costa, ne devi percorrere 15/20, facendo il tour panoramico della valle. Se invece possono, sgomberano il minimo indispensabile. That's Italy!
    Lo credo che sei diventata cinica! Chi non lo è?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ci sono diverse cose che non capisco. Una di queste è com'è possibile che i comuni possano scaricare in questo modo le responsabilità sui privati. Se io abito sotto una casa che è messa in pericolo da una frana perché il proprietario non fa manutenzione sul suo terreno, cosa faccio? Un'azione penale nel caso che la frana mi distrugga la casa? E prima non si può fare niente? Come al solito, prevenire anziché mettere toppe sarebbe un'idea troppo intelligente per questo branco di avidi imbecilli.

      Elimina
    2. Neppure io le capisco :(
      Sai cosa rispondono? Che devi cercare tu il proprietario per avvertirlo. Solo che in molti casi i proprietari sono deceduti e ci si dovrebbe rivolgere agli eredi. Ma che ne so io (cittadino che lavora onestamente e paga le tasse e non ha tempo per la caccia al tesoro) chi sono gli eredi? Ci dovrebbe pensare il Comune. Anche perché per sapere chi sono gli eredi dovrei andare al catasto e pagare per avere i mappali (che però non sono aggiornati). Ma non so se per la privacy li diano. Insomma un controsenso all'italiana. Non ci resta che spalare le frane e incrociare le dita alla prossima pioggia torrenziale :(

      Elimina
    3. Ma come sarebbe, devo cercare io il proprietario?! Io al massimo posso avvisare il comune, che poi dovrebbe sbattersi a cercare il proprietario e prendere tutti i provvedimenti del caso. Altrimenti sarebbe una follia. Come infatti è.

      Elimina
    4. Eccome se lo è!!!
      E intanto continuano le piogge torrenziali.
      Che lo ZEN sia con noi!

      Elimina
  16. Ormai ci stiamo abituando alle tragedie, e mi sorprendo a pensare, che potrebbe accadere qui, come la, lontanto o vicino, tante e tali sono le ferite al territorio che ci circonda :(

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, poi quando succede vicino a casa tua ti sparisce quella sensazione che le catastrofi si vedono solo al telegiornale. Sono due sere che sento un rombo, e invece di pensare al traghetto che attracca penso che magari sta venendo giù un'altra frana.

      Elimina
  17. Se si continua a devastare il territorio queste sono le naturali conseguenze oltre al fatto che il clima è cambiato. Mi dispiace tanto per chi ha vissuto questa esperienza.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E anche il clima è cambiato per colpa dell'uomo :-/

      Elimina
  18. Ho finito di spalare fango a Marina di Carrara poche settimane fa. Se ti va, Silvia, sull'alluvione di Carrara ho scritto due parole (ma proprio due di numero) qui (http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2014/11/07/fatti/). Il resto l'hai detto perfettamente tu e tutti quelli che hanno commentato. Un abbraccio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Matteo, ho condiviso il tuo post su fb. Vedo che siamo tutti nella stessa barca (neanche troppo metaforica).

      Elimina
  19. Ed ecco qui, tanto per dimostrare che a essere cinici non si sbaglia mai.

    RispondiElimina
  20. "un diamante è per sempre" dice una pubblicità (cosa penseranno gli schiavi-minatori che li estraggono?).
    mutatis mutandis possiamo dire "il cemento e l'asfalto sono per sempre".

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Per sempre per sempre no. C'è un libro molto interessante che si chiama "Il mondo senza di noi", in cui l'autore, Alan Weisman, descrive come si trasformerebbe il pianeta in caso di improvvisa scomparsa degli esseri umani. E ti dirò, se la caverebbe benone.

      Elimina
    2. come dice George Carlin:
      https://www.youtube.com/watch?v=d4Mpuaasx28

      Elimina
    3. Esatto! La stessa cosa detta in un altro modo (mitico!)

      Elimina