martedì 7 aprile 2015

Italo Calvino e il chicken parmeggiana

Herb Gold
Ieri Mr. K ha incontrato il suo amico Herb Gold, novantunenne monumento letterario di San Francisco. Herb gli ha raccontato che un giorno, tanto tempo fa, il suo amico Italo Calvino andò a trovarlo a Cleveland, dove Herb era in visita ai suoi genitori. Il padre di Herb insistette per mandare lo scrittore italiano in un ristorante italiano che secondo lui era il migliore della città. Il povero Calvino si ritrovò così in un classico ristorante italo-americano, con tanto di menu plastificato, spaghetti meatballs e linguini Alfredo. L'avrebbe anche presa sportivamente, se non fosse stato per la collezione di errori ortografici che costellavano il menu, come in ogni ristorante italiano all'estero che si rispetti. Saranno stati i veal scallopini o il chicken parmeggiana a irritarlo, chissà, fatto sta che Calvino fece chiamare il proprietario del ristorante e gli diede una bella lavata di capo. La prossima volta che mi capiterà di leggere uno di quei menu, penserò a Calvino e sorriderò.

27 commenti:

  1. Carina! Ricordo che molti anni fa in Inghilterra la signora inglese con cui mi trovavo riferì al cameriere gli errori sul menu che le avevo fatto notare. Allora mi vergognai tanto per aver puntualizzato quegli errori, ma grazie a questo aneddoto, anche io sorrido e sorriderò in futuro pensando a Calvino :)

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    1. La signora ha fatto benissimo! Senza arrivare alla pedanteria, ma insomma, esistono i dizionari, gli amici italiani, internet... gli errori nei menu non sono giustificabili. Io mi rifiuto di mettere piede in un ristorante che abbia degli errori nel menu, perché la sciatteria è una condizione globale, se ce l'hai nel menu ce l'avrai anche in cucina.

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    2. Grande Silvia! Concordo in pieno.

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  2. eheh... le coincidenze: ho appena nominato le Lezioni Americane di Calvino nel rispondere a un'intervista web che apparirà nei prossimi giorni...

    Io comunque di errori nei menù continuo a trovarne anche qui da noi: uno dei più classici è quando scrivono "Bracchetto" al posto di "Brachetto", e tu ti aspetti che al posto del vino ti portino un cagnolino (vivo, si spera...) :D

    p.s. mi raccomando, non scordarti la presentazione a Varese di sabato 18!! :)

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    1. Haha, è vero, il bracchetto!
      La presentazione è segnata sul calendario, non mancherò!

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  3. ah ah che ricordo... immagino Calvino che tira le orecchie al titolare. Fantastico!

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  4. Ma è il Calvino day? ( tu, Nick, io..:)

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    1. Per me ogni giorno dovrebbe essere il Calvino day :-)

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  5. Fantastico! Grazie per questo aneddoto :-) Anch'io soffro terribilmente per gli errori nei menù!

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  6. Adoro questo post! E adoro Calvino!
    Ne ho visti a bizzeffe di errori, e non solo nei munù. Ma sono troppo timida per farli notare... però che fastidio! :)
    Ogni tanto con mio marito ci diciamo: - guarda qua, il traduttore pazzo ha colpito ancora ;)
    Alle Galerie Lafayette di Nizza ricordo i "talloni al minuto" come servizio ai clienti. Intendevano il calzolaio!!! Tradotto alla lettera dal francese. Ci ho messo un po' a capirlo.
    Cappuccino e bruschetta sono due dei termini più storpiati in assoluto, almeno in Europa.
    E' vero anche che di recente gli errori stanno aumentando pure in Italia :***

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    1. Sì, la parola "brusceda" provoca crisi isteriche in tutti gli italiani all'estero :-D

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  7. Impareggiabile anche per questo, il nostro grande Calvino ...

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  8. Capisco Calvino:la sola idea delle "fetucine l'Alfredo" che si trovano in alcuni ristoranti bruxellesi suscita i miei istinti omicidi!

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    1. Ah, quindi non sono solo gli anglofoni!

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  9. Bello questo aneddoto, e grazie di avercelo raccontato (non è una di quelle storielle abusate tipiche di wikipedia!). Calvino è stato grandioso! Chissà, però, se i piatti fossero stati di qualità, magari li avrebbe graziati..
    In Francia abbondano gli errori nei menu, e il peggiore (forse!) è questo: "ciao" scritto "tchao"!

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  10. Calvino, in questo, è stato un precursore. Sui menù italiani all'estero ci si potrebbe scrivere un libro, due libri, tre, quattro, cinque, sei...
    Mi fermo, non voglio rubare coi numeri troppe righe agli altri commentatori del simpatico post.

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    1. Davvero, si potrebbe fare una raccolta di orrori linguistico-culinari :-D

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  11. Scrivere "tchao" però non è un errore! Aiuta le persone francesi a pronunciare il saluto correttamente e non - come verrebbe loro spontaneo - "siao" ;)

    A me diverte tanto!! Eleonora

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    1. Certo, lo so che aiuta la pronuncia, ma secondo questo principio si dovrebbero storpiare tutte le parole di qualunque lingua straniera.
      Comunque inizio a sospettare che "tchao" sia una parola cinese!

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    2. Vero, sembra cinese! A proposito di parole scritte in modo "fonetico" per aiutare la pronuncia, non so come reagirei se vedessi in un menu la parola "brusketta". Forse un po' meglio di quando la sento pronuciare "brusceda" :-)

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  12. Io mi rifiuto in generale di entrare in un ristorante italiano all'estero, perché nulla viene cucinato come in Italia, perché sono convinta che sia tutto adattato al palato estero anche quando la gestione è davvero italiana.. sopratutto quando sui menù fuori leggo "pizza spaghetti". Se poi nel menù ci sono errori lo marchierei con un segno sulla porta, qualcosa che stia universalmente per "appestato" o simili.. L'unico che trovo davvero spesso è "latte macciato" o cappuccino con qualche doppia in meno, anche perché i menù dei ristoranti non mi fermo davvero a leggerli...

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    1. Ma pensa che a SF qualche ristorante italiano buono (tipo due o tre a massimo) ci sarebbe anche, ma costano dieci volte tanto di quello che costerebbe un ristorante analogo in Italia, e quindi... che se li tengano!

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  13. Sì, anche io, all'estero, eviterei ristoranti italiani (poi, avendo una giuda esperta sul menù tedesco, come sai, mi sono fidato). Bello come episodio, pare di vederlo Calvino ... da farci un film (almeno un corto).

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    1. Hai ragione, un corto ci starebbe proprio bene!

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