lunedì 24 agosto 2015

La triste storia di Grimes Poznikov, il juke-box umano di San Francisco


Stavo sfogliando QUESTO articolo sulle "cose che non rivedremo più a San Francisco", quando mi sono imbattuta in questa foto, con la didascalia: The Automatic Human Jukebox, noto anche come Grimes Poznikov...



... che venne denunciato perché faceva troppo rumore nel 1987, dopo 15 anni passati a intrattenere i turisti al Fisherman's Wharf

E cioè un anno dopo il giorno in cui gli scattai questa foto, che vi ho già mostrato in un post della serie Una minorenne in America 


Dalla foto successiva dell'articolo scopro cosa è successo in seguito a Grimes Poznikov:


Nel 2002, a 56 anni, viveva in un accampamento di senzatetto

E infine scopro da Wikipedia che è morto nel 2005 per intossicazione da alcol. Era stato arrestato diverse volte per spaccio di marijuana, e durante il suo ultimo arresto, alla fine degli anni '80, la polizia gli aveva rotto i denti, impedendogli per sempre di suonare la tromba. In seguito aveva cominciato a soffrire di schizofrenia, aveva cominciato a usare droghe pesanti ed era finito sulla strada.
Uno dei tanti senzatetto di San Francisco, tutti con una storia da raccontare, tutti finiti sulla strada perché inadeguati a vivere in questa bella società.

28 commenti:

  1. ...di merda.
    Blogger ti ha censurato l'ultima parola :(

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    1. Volevo lasciare ai lettori la possibilità di dare la loro interpretazione...

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  2. che tristezza, che male faceva a cantare per chi gli dava un soldino?

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  3. Una vita difficile. Peccato.

    Un abbraccio

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  4. ...quanta tristezza pensare che a quest'uomo gli abbiano portato via l'unico aggancio con la realtà. l'unica possibilità di comunicare, sopravvivere e stare in mezzo ai due mondi..

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  5. Triste che succedano cose così, in un posto come Frisco, che una volta pensavo fosse l'Altra America ... cosa, che mi hai spiegato, non esiste più.

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    1. Eh, mi dispiace di averti deluso :-(

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    2. Le delusioni, a volte, aiutano a crescere :)

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  6. mi ricordo il tuo post su di lui.
    mi spiace molto :(

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  7. Grazie. Sei un'ottima traduttrice, una reporter d'eccezione e una che sa scrivere bene, ma che si cela sotto un garbato unterstatement.

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  8. Bella società! Contraddittoria fino all'inverosimile. Gli USA sembrano davvero il paese dove tutto è possibile, nel bene e nel male, però!

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    1. Il che mi sembra parecchio inquietante :-/

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  9. Scusa il refuso: understatement non unterstatement ... :)

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  10. Bel ricordo di una persona che, oltre che offesa, rischia anche di essere dimenticata

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  11. Che storia triste. Se possibile, i senzatetto americani mi sembrano più a rischio di finire malissimo i loro giorni e disperati degli altri. E ne vedo veramente troppi.

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    1. Tutto cominciò quando il presidente Reagan, che sia sempre maledetto, chiuse gli ospedali psichiatrici subito dopo la sua elezione, nel 1980 (perché, come spiega questo articolo, per lui la psichiatria era roba da comunisti). In California aveva già cominciato a chiuderli prima, da governatore. Per questo i senzatetto americani sono più disperati degli altri. In un paese dove non esiste un aiuto di tipo pubblico e dove i legami familiari sono spesso più sfilacciati che da noi, le persone povere con disturbi mentali (spesso collegati a problemi di alcolismo e droga) sono lasciate completamente a se stesse. Alcune chiese benemerite e fondazioni no-profit le aiutano, e la città ha (aveva? ora con tutta questa ricchezza il cosiddetto progressismo di SF sta andando a farsi benedire) dei programmi di aiuto, ma il tutto è lasciato a iniziative sparse e non coordinate. I risultati sono sotto gli occhi di tutti.

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    2. Quello che hai scritto mi fa venire in mente per forza di cose il povero cristo morto sotto casa mia per un tso. E ogni volta che passo davanti alla panchina in cui è stato ucciso sto male, perché certe persone non solo non hanno niente, sono anche indifesi. Tristezza.

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  12. Al cinema, alla classica scena notturna con il protagonista che gira nelle strade malfamate tra disgraziati che dormono in ogni angolo, penso sempre una roba tipo “la solita americanata. Nella realtà non s’incontra mica tutta questa gente sotto i ponti”. Forse sono davvero più di quelli che riesco ad immaginare…

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    1. Oh, sì, a San Francisco c'è un'enorme popolazione di senzatetto, circa 10000 persone. E' un problema apparentemente molto complicato da risolvere, data l'inefficienza dell'amministrazione cittadina. Due esempi: il prossimo febbraio qui ci sarà il 50° Superbowl, che porterà molti turisti. Il sindaco (corrottissimo) ha annunciato che "libererà" dagli homeless una via centrale che adesso ne è piena, per fare posto a una "cittadella del Superbowl". Come? Ma costruendo 500 alloggi per i senzatetto, naturalmente! Da qui a febbraio? Per persone che spesso hanno gravi problemi psichiatrici e di dipendenza da alcol o droga? In una città dove il valore della proprietà immobiliare è il più alto degli Stati Uniti (e il sindaco ne trae gran beneficio)? Non succederà mai.
      Secondo esempio: la centralissima fermata della metro City Hall, quella del municipio, del teatro dell'opera, della Symphony, della biblioteca centrale, è un accampamento di senzatetto e anche frequentata da gente pericolosa. Tutti sanno che è un posto da evitare. E' così da sempre, ma chissà perché nessuno riesce a sistemarla. Perché non creare un centro di assistenza per questi homeless e trasferirli lì, e poi presidiare con la polizia la stazione della metropolitana per risolvere il problema della criminalità? Sembra facile, no? Eppure è così da decenni. Le vere americanate sono quelle che ci raccontano quando ci dicono che qui è tutto pulito ed efficiente :-)

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  13. Una storia triste, hai ragione. Oltre ad avermi colpito l ultima foto e il fatto che gli avessero spaccato i denti, mi chiedo come possa essere stato denunciato perché "faceva troppo rumore" cantando canzoni...

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    1. Eh,sai, stava nella zona più turistica della città, era un tipo strano e quindi dava fastidio.

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    2. Bah, scusami ma mi pare che 'sti ammmerigani a volte non capiscano proprio.
      Sono stata a Fisherman's Wharf qualche anno fa e se ci avessi incontrato il juke-box umano non mi avrebbe dato fastidio, anzi! Avrebbe contribuito a dare un tocco di umanità a una zona che, per quanto gradevole, è chiarissimamente costruita per i turisti.
      Fossimo stati in Francia ne avrebbero fatto un monumento nazionale perché contribuiva a rendere il luogo più pittoresco....

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  14. E' proprio vero che l'arte non è fatta per vivere in società...
    E che la maggior parte degli uomini che vive d'arte è incompreso ed incomprensibile agli occhi del resto del mondo :(

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