domenica 29 gennaio 2017

Distopia/8. Il caos


- L'ordine esecutivo di Trump ha creato il caos. Le proteste continuano, perché non tutti i viaggiatori trattenuti sono stati rilasciati (contravvenendo agli ordini di ben quattro giudici federali, cosa gravissima perché crea un conflitto tra potere giudiziario ed esecutivo, cioè una crisi costituzionale), e salta fuori che la polizia di frontiera e le linee aeree sono state avvertite solo all'ultimo momento. Il capo della polizia di Los Angeles, invece, dichiara che non ubbidirà all'ordine di Trump.
Intanto, il Chief of Staff della Casa Bianca, Reince Priebus, contraddice parte dell'ordine e afferma che i possessori di green card non sono colpiti dal provvedimento. Contemporaneamente lo stesso Priebus suggerisce che il provvedimento venga esteso anche ad altri paesi musulmani. (Cioè anche a quelli dove Trump ha interessi economici, che al momento non sono compresi nell'ordine esecutivo.)
Secondo Mother Jones, tutta questa confusione è una mossa voluta da parte di Steve Bannon (v. post di ieri), che ormai tutti considerano la vera mente dietro la presidenza Trump. Si tratterebbe di una mossa propagandistica. Vediamo se funziona.

- I senatori repubblicani John McCain e Lindsey Graham hanno rilasciato un comunicato in cui si dichiarano contrari all'ordine esecutivo.

- L'Iraq blocca  i visti per i cittadini americani. L'Iran minaccia di fare altrettanto.

- Secondo la CNN, l'Amministrazione Trump sta valutando la possibilità di chiedere a tutti i viaggiatori stranieri di fornire una lista dei siti web e dei social media che visitano, oltre che l'elenco dei loro contatti telefonici.

- Un'enorme quantità di persone ha cancellato l'app di Uber in segno di protesta contro l'azienda, che ha approfittato dello sciopero dei tassisti a sostegno dei rifugiati per cercare di aumentare i propri affari. Anche se poi Uber ha fatto marcia indietro, il vero problema è che il suo CEO Travis Kalanick fa parte dell'entourage di Trump. Chi vince in tutto questo è Lyft, la rivale di Uber, che donerà un milione di dollari all'ACLU.

- Uber non è l'unica azienda di Silicon Valley ad avere legami con l'amministrazione Trump. Tra i suoi consiglieri ci sono anche il CEO di Oracle Safra Catz e quello di Tesla Elon Musk. E Apple, Microsoft e Facebook si sono degnati di dichiararsi contrari al Muslim Ban perché avrebbe danneggiato i loro affari. Chi fa la figura migliore sono Twitter (che già non era stato ammesso alla famigerata riunione fra Trump e i CEO di SV, in teoria perché si era rifiutato di inserire un emoji anti-Hillary), Netflix, Dropbox e Box, che hanno condannato il provvedimento, e anche Airbnb, che ha offerto alloggi gratuiti ai rifugiati.
Fuori da Silicon Valley, Starbucks ha dichiarato che assumerà 10000 rifugiati.

- Le reazioni internazionali. Merkel spiega a Trump la Convenzione di Ginevra.



18 commenti:

  1. La decisione di Trump porterà ripercussioni a livello mondiale e proprio in queste ore seguivo la diretta delle proteste.
    Saluti a presto.

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    1. L'ordine mondiale già molto precario a cui eravamo abituati non esiste più.

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    1. Lo sostengono anche molti psicologi, anche se non è professionalmente corretto diagnosticare un paziente a distanza.

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  3. Ho lasciato un mio primo commento sotto il tuo secondo post di questo tipo. Ora li ho letti tutti ma non ho avuto il tempo di risalire alle fonti che hai allegato. Ritornerò a leggerli più approfonditamente e li farò leggere anche a mio marito. Ti scrivo ora per farti sapere che molto probabilmente non scriverò ulteriori commenti ma ti seguirò e penso ti seguirà anche mio marito. Quindi non valutare l'importanza del tuo lavoro dal numero di commenti, per favore. Si capisce che ho una gran paura che tu smetta di informarci? :D Ciao e ancora grazie

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    1. Grazie a te, Mirella. Finché reggo continuo!

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  4. E meno male che il pericolo per la politica estera dissennata era incarnato dalla guerrafondaia Clinton o.O Forse non si ha chiaro che le guerre stanno cambiando o hanno già cambiato "fisionomia" -_-
    Grazie per questa rubrica, davvero.

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    1. Ah, non mi parlare di quelli che "la Clinton era peggio perché guerrafondaia" che mi esce il fumo dalle orecchie!

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  5. Beh, vista la situazione, il caos mi tranquillizza decisamente di più che la calma. Grazie Silvia per questa costanza con cui ci stai aggiornando.

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  6. Merkel sta sempre a spiegare tutto a tutti, quando ce vo' ce vo'

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  7. Commento solo per dire che sto leggendo e leggerò con avida attenzione tutte le puntate. Grazie, Silvia. Non commenterò più per non farti perdere tempo, tanto ho da dire solo cose scontate.

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    1. Non sono scontate. Grazie del tuo sostegno.

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  8. Purtroppo seguo pochissimo le notizie di politica, schifato da troppo tempo. Che la Merkel (che politicamente detesto) dia lezioni di democrazia è una cosa preoccupante (oltre a tutto quello che scrivi, s'intende).

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    1. Merkel in confronto a Trump è una paladina della giustizia mondiale.

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  9. La vera rivoluzione culturale ci sarà quando il razzismo non rientrerà più nel concetto di giusto o sbagliato, ma semplicemente come una cosa volgare. Le nuove generazioni (perché per gli adulti credo sia troppo tardi), dovrebbero considerarlo sconveniente così come lo è mettersi le dita nel naso o emettere aria in pubblico. Il solo fatto che se ne debba ancora discutere è preoccupante. Fatte salve implicazioni di tipo clinico (patologie gastrointestinali per il peto e psichiatriche per il razzismo) certe cose dovrebbero essere intollerabili. Semplicemente intollerabili, per tutti. La mia è una forzatura, me ne rendo conto, ma credo che sia necessario fare tabula rasa e ricominciare dalla vecchia e sana buona educazione della mamma, con tanto di scappelloti correttivi. Si deve venire al mondo con il concetto ben stampato nel cervello che esiste solo una razza: la razza umana.

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    1. Per un momento dopo l'elezione di Obama era sembrato che gli Usa fossero sulla buona strada per diventare come dici tu, ma era un'illusione di chi non conosce l'America profonda, dove il razzismo è ancora all'ordine del giorno.

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    2. Sì, sfumatamente ne accenno nel mio romanzo e un po' di più in quello che uscirà, senza la pretesa di lanciare proclami, alla fine scrivo romanzi che vogliono essere di intrattenimento.

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