lunedì 5 novembre 2012

Oggi sono su Nazione Indiana/2

Dopo l'articolo sulla traduzione letteraria negli Stati Uniti, ieri sono tornata su Nazione Indiana con un pezzo sullo strano caso dello scrittore americano che aiutò il suo traduttore pirata russo.

D'ora in poi collaborerò abbastanza regolarmente con Nazione Indiana, con articoli sulla traduzione basati soprattutto sulla mia esperienza personale. Intanto, se volete, date un'occhiata a questo. È una storia molto interessante.

E dopo la citazione del mio primo articolo per Nazione Indiana su Radio 3 da parte di Vittorio Giacopini, vi segnalo che Edoardo Camurri ha parlato anche di questo, sempre a Pagina 3. QUI c'è il podcast, io sono al minuto 19.25.

16 commenti:

  1. Silvia, già l'articolo di Mountford mi aveva emozionata tantissimo! Il tuo ancor di più, visto che potrò farlo leggere in giro, grazie! :D

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    1. Sì, è una storia fantastica, con lo scrittore tenerone, il traduttore pirata, gli aneddoti di traduzione e un sacco di interessanti implicazioni sugli e-book, sul rapporto fra scrittori e traduttori, e non ultimo sull'importanza di impiegare traduttori professionisti e ben pagati. E poi avevo la fortuna di conoscere Peter, così ho potuto fargli qualche domanda in più.

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  2. Che storia! è vero che un libro è come un figlio, stai sereno solo se lo affidi alle cure della persona giusta.

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    1. Bravissima, infatti è proprio questa la sensazione!

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  3. Insomma, ci sono tutti gli elementi per un libro! Si sa mai che un giorno... ;)

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    1. Secondo me sarebbe una storia perfetta per Peter. Anzi, secondo me ci sta già pensando.

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  4. La prima cosa che ho pensato leggendolo, è stata: uno spunto perfetto per un racconto o romanzo. L'articolo mi è piaciuto molto, scritto molto bene, intrigante e... complimenti per la collaborazione con Nazione Indiana. Ti leggerò molto volentieri.

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  5. Storia intrigante e particolare, scritta molto bene.
    Secondo me più che per un romanzo è degna di una short story alla Carver o alla Cheever.
    Complimenti anche per questa collaborazione con Nazione Indiana...come sempre ti seguirò e leggerò con piacere.

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    1. Sono proprio curiosa di vedere se coglierà l'occasione. D'altronde è una storia molto simile a quella che ha raccontato nel suo romanzo.

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  6. Articolo davvero interessante. Mr. Mountford ha fatto la scelta migliore aiutando il traduttore pirata, per prima cosa perche' leggere e' un diritto fondamentale, secondo per difendere il suo prodotto. Non c'e' cosa peggiore di venire fraintesi, in particolare a causa di qualcuno che ha improvvisato il proprio (in questo caso mica tanto proprio visto che il pirata era un biologo) lavoro.

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    1. Sono d'accordissimo, anche secondo me ha fatto la cosa migliore, anzi, l'unica possibile. Visto che non poteva fermare il pirata, almeno ha cercato di salvare il suo libro.

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  7. Molto interessante, Silvia, e, come altri hanno detto, scritto molto bene: il mondo dei traduttori si rivela sempre più avvicente. Complimenti per il tuo articolo e per la collaborazione con "Nazione indiana" !



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    1. Grazie! Credo che io e te facciamo un po' la stessa cosa: cerchiamo di rendere avvincenti i nostri interessi anche per gli altri :-)

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  8. Ottimo articolo Silvia. Complimenti.

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  9. bello mi piace molto questa storia. amo gli aneddoti! in italia un ebook costa tre euro in meno dell'edizione cartacea, io non ho ancora scaricato copie pirata e compro sempre su amazon con un click, però ti viene da simpatizzare coi pirati.

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    1. Be', si', soprattutto se sono simpatici come questo AlexanderIII.
      Quando ho visto il prezzo degli e-book in Italia non ci volevo credere, pero' sono sicura che gli editori ti potrebbero spiegare mille motivazioni su cui non ho indagato. Mah.

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