domenica 4 novembre 2012

Ma io, per chi voterei?

A me Obama non piace. I motivi sono tutti riassunti in un ottimo - e naturalmente assai controverso - articolo pubblicato qualche giorno fa su Salon.com: The Progressive Case Against Obama. L'articolo è molto lungo, ma se avete voglia di leggerlo ve lo consiglio, perché è un riassunto chiaro (e deprimente) dei motivi per cui tanti democratici sono delusi da Obama. Tra i passaggi che mi hanno più colpita c'è questo:
"It is as if America’s traditional racial segregationist tendencies have been reorganized, and the tools and tactics of that system have been repurposed for a multicultural elite colonizing a multicultural population. The data bears this out: Under Bush, economic inequality was bad, as 65 cents of every dollar of income growth went to the top 1 percent. Under Obama, however, that number is 93 cents out of every dollar. That’s right, under Barack Obama there is more economic inequality than under George W. Bush. And if you look at the chart above, most of this shift happened in 2009-2010, when Democrats controlled Congress. This was not, in other words, the doing of the mean Republican Congress. And it’s not strictly a result of the financial crisis; after all, corporate profits did crash, like housing values did, but they also recovered, while housing values have not.
This is the shape of the system Obama has designed. It is intentional, it is the modern American order (...). This is just not an America that any of us should want to live in. It is a country whose economic basis is oligarchy, whose political system is authoritarianism, and whose political culture is murderous toward the rest of the world and suicidal in our aggressive lack of attention to climate change."

Jill Stein
E allora, che fare? Matt Stoller, l'autore dell'articolo (che come dicevo ha suscitato molte polemiche: su Salon.com è stato seguito da The Progressive Case for Obama e Why Is the Left Defending Obama?, non pretende di avere la soluzione in tasca. Suggerisce di votare per un candidato indipendente, pur sapendo che il temuto "effetto Nader" è sempre in agguato, e che il rischio è quello di ritrovarsi con Romney come presidente. 
E allora credo proprio che farei come una mia amica newyorkese, la quale, vivendo in uno stato solidamente democratico, ha deciso che "si concederà il lusso di votare secondo coscienza" e voterà per Jill Stein, la candidata del Green Party. Certo, viene da chiedersi cosa succederebbe se tutti i democratici delusi votassero per lei. Però ormai siamo agli sgoccioli, la gente ha deciso e non c'è tempo perché Stein possa diventare il nuovo Nader. Ecco, allora credo che se votassi negli Usa, non vivendo in uno swing state dove si decide il futuro delle elezioni, per una volta potrei anch'io concedermi il lusso di votare secondo coscienza.

31 commenti:

  1. Capisco il disappunto di molti elettori democratici, anche se non lo condivido. Se potessi votare - anche abitando in uno swing State - voterei a favore di Obama. Prima di tutto per un principio precauzionale (è meglio non correre rischi, e quattro anni sotto Romney sarebbero davvero difficili da vivere negli USA); secondo, perché secondo me indebolirebbe la legittimità del candidato democratico (che speriamo sia riconfermato Presidente) agli occhi degli elettori.

    Davvero pensi che un tuo voto per Obama non sarebbe un voto secondo coscienza?

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    1. Sì, Gianluca, lo penso davvero. Sarebbe un voto da "mi tappo il naso", come quelli che ho dato fin troppo spesso in Italia. Lo voterei, eh, per carità, se vedessi anche il minimo rischio che un candidato indipendente possa favorire Romney. Un presidente repubblicano resta sempre il male peggiore. Però questa volta nessun candidato indipendente si avvicina ai numeri di Nader, e credo che votare per una persona di cui condivido pienamente il programma - come nel caso di Jill Stein - non servirebbe solo a massaggiare la mia coscienza, ma anche a dare un segnale al partito democratico su quello che vuole veramente la sua base elettorale. E da quando ha fatto quella sua penosa riforma sanitaria, mi spiace, ma io Obama non lo posso più vedere.

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    2. PS: dal tuo commento capisco che forse non mi sono spiegata bene: io per Obama voterei *solo* se abitassi in uno swing state. La priorità resta sempre e comunque la vittoria del candidato democratico.

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  2. Grazie per gli articoli. Sì, un bell'enigma decidere per chi votare. Ovunque sta diventando sempre più difficile capire e scegliere. Un abbraccio.

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    1. Eh, sì, anche in Italia non è per niente facile.

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    2. O_° ieri ho letto un bel manifesto anarchico, ops. Ma si può dire?

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    3. Io ho questo appeso di fianco alla scrivania.

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  3. Grazie per gli articoli, adesso che ho un po di tempo me li leggo con calma :)
    Alla fine da qui, dall'Italia, non siamo mai veramente consapevoli di quello che sta succedendo lì e leggere permette di aprire gli occhi.
    Certo, io non saprei davvero dove sbattere la testa :-/

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    1. Tutto sommato, è meno difficile per loro che per noi.

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  4. Dall'Italia è impossibile capire fino in fondo cosa ci sua davvero dietro il"mito Obama". Da qui sembra di gran lunga la migliore scelta possibile. Forse lo sguardo è distorto dalla situazione italiana, talmente orribile, talmente disperante, talmente senza speranza che è difficile rialzare la testa e vedere quello che c'è altrove.



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    1. Se restringiamo la scelta agli unici due candidati tra i quali verrà scelto il presidente, allora certo, anche dal mio punto di vista Obama è senz'altro la migliore scelta possibile. Ma questo non vuol dire che la consideri una scelta buona in termini assoluti. Rispetto a quattro anni fa Obama ha perso gran parte del suo smalto, e non solo ai miei occhi.

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  5. Esco dalla tana....
    E' vero, come dice Grazia, che da qui è impossibile capire fino in fondo come sia Obama. Rappresenta, a mio avviso, una rottura ed questo il suo punto di forza.

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  6. Boh! Non si sa più a chi credere. Il sistema comunque è più forte del singolo e dubito che qualcuno possa davvero cambiarlo.

    Silvia, non c'entra niente, ma credo di aver trovato un sosia di tuo marito. Look at here:

    http://www.facebook.com/photo.php?fbid=471281099590097&set=a.222357271149149.84476.221360487915494&type=1&theater

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  7. Non sono d'accordo con l'articolo, ne' con la decisione di votare Libertarian o Green. Lo so che il discorso "the lesser of 2 evils" non piace a tanti, ma non credo che votare per Obama sia evil, anzi.
    Anzitutto, ripropongo il passaggio del Lily Ledbetter Act, per me importantissimo. Sembra strano che si debba passare una legge per livellare la paga tra donne e uomini, ma la storia della Ledbetter e' esemplare.
    La controparte, i candidati repubblicani incluso Romney, propongono un piano dove, ad esempio,vengono dati tutti i diritti di una persona ad un feto, con conseguenze che non sto nemmeno ad elencare.
    Votare verde e' davvero come votare per Romney sfortunatamente: la piattoforma dei verdi e' stupenda bellissima, ma totalmente naive e "disenfranchised" dalla realta' dell'America di oggi. C'e' da augurarsi che in un prossimo futuro possa diventare la piattaforma piu' votata, ma quando parla di "medicine alternative" e della natura come "Great Hospital", chiunque viva qui sa gia' in partenza che questo partito non vincera' mai, o almeno adesso. Il Green Party e' troppo "out there" per diventare mainstream. Forse e' troppo progressista... Gli americani non sono pronti. Ma chi lo sarebbe?
    Non sono un'economista ma certamente non ci si puo' aspettare che i cambiamenti portati da 8 anni economicamente disastrosi come quelli sotto Bush, con le 2 guerre in full swing, l'elargizione di "contratti" militari da miliardi per progetti che, lo so perche' mio marito lavora per la US Army, sono finiti in niente (e finiti i contratti, tutti i vari conractors assunti proprio per i vari progetti, si trovano ora senza lavoro) dopo gli 8 anni di Clinton che avevano creato un surplus, ecco secondo me e' naive pensare che i primi 2 anni di presidenza Obama avrebbero potuto portare cambiamenti radicali, quasi istantanei, dove all'improvviso tutto e' a posto, perfetto... lo vedo in casa mia, quando finiamo nella merda finanziariamente, non succede all'improvviso, ma per tornare al giusto equilibrio ci vuole almeno il doppio del tempo che c'e' voluto a finire nella cacca! Allora, 2009 2010 non sono stati anni magici? Eccerto: basta voltarsi indietro e vedere da dove arrivavamo!
    Obama ha perso smalto? Ma abbiamo idea dell'enorme ammontare di pressione dall'interno di Washington, e dell'enorme ammontare di merda dall'esterno cui e' stato ed e' sottoposto? Tutti i giorni mio marito si trova ad essere attaccato da colleghi (essendo un indipendente che vota per Obama), che dicono cose abominevoli del presidente, lo "slandering", quello che viene detto della moglie e delle figlie? Forse vivendo a SanFran, che e' una citta' piu' liberale, queste cose non si vedono o sentono, ma io qui, in redneckland, vedo e sento cose da rabbrividire... Cose mai dette di nessun presidente prima (mia impressione, confermata da tanti amici) o della sua famiglia... In una situazione cosi' perderebbe il suo smalto anche Gandhi, o Martin Luther King, se fossero ancora vivo. No, Silvia, la scelta e' chiara, limpida: bisogna votare per l'unica persona che non ci riportera' al medioevo, socialmente ed economicamente.

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    1. Moky, tu abiti in Redneckland, io in Redneckville. Quello che hai scritto tu l'avrei potuto scrivere anche io, incluso il marito contractor che ne sente di tutte proprio per aver votato per Obama.

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  8. quando Obama venne eletto, c'era gente che in Italia festeggiava la salita del primo presidente nero.
    come se il fatto di essere nero, di per sè, potesse significare avere un quid pluris rispetto ad un candidato bianco con eguali o maggiori competenze o ideali.
    idem con patate per l'eventuale elezione di una donna.
    io ci trovavo già allora un che di razzista nel prediligere un candidato ad un altro per mere questioni di razza o sesso.

    oggi, dopo essersi messo in gioco, dopo avere fallito con la riforma sanitaria, dopo avere creato altre ingiustizie, a prescindere dalla crisi economica mondiale che non costituisce e non fornisce alcuna giustificazione, dopo aver creato un profondo malcontento tra le persone, se la gioca con un candidato con il quale ha partecipato ad un continuo botta e risposta anche a suon di battute e sarcasmo.

    io credo sia già difficile valutare le questioni politiche italiane, figuriamoci quelle degli altri stati, ma credo che come te voterei qualcuno che si ponga al di fuori delle scenette e dei dibattiti televisivi, fuori dai riflettori.

    Obama ha già avuto la sua opportunità e l'altro candidato chissà se merita di averne una.

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    1. Obama e' un uomo estremamente intelligente, laureato sia alla Columbia University che alla scuola di legge di Harvard, entrambe universita' prestigiose dove si entra con voti alti (e il cui costo e' elevatissimo), la maggioranza di chi ha votato per lui, a parte gli afro-americani che probabilmente hanno considerato il fatto che fosse almeno parzialmente nero, NON lo ha fatto per una questione di razza... Non ne ha bisogno.
      L'opposto invece non e' vero, la maggioranza di chi NON lo vota, lo fa' TE LO GARANTISCO, perche' e' nero e porcazozza, non sopportano di vedere "a black man with a black wife and black daughters" alla Casa Bianca (ma in pochi lo ammetterebbero mai, nemmeno a se stessi! Li chiamo "closeted racists"). Ecco perche' la vittoria di Obama e' stata celebrata con un vigore ed una gioia maggiore che se fosse stato un candidato bianco: perche' la storia di questo paese e' inevitabilmente intrecciata all'abominio della schiavitu', e del suo discendente diretto, il pregiudizio razziale che, nonostante il progresso fatto, e' ancora vivo, non solo nel sud, ma in tutte le aree rurali degli US>
      Quando parli di malcontento tra le persone, ti riferisci ai pazzi lunatici dei Tea Partiers? Un gruppo di razzisti bigotti che, usando la scusa economica, portano avanti un'agenda pesantemente "evangelica" e bigotta appunto... ecco, questi si' che non sono contenti di quello che ha fatto Obama.
      Per una lista di "quello che ha fatto Obama", questo e' un buon link: http://www.dailykos.com/story/2012/09/06/1128093/-President-Obama-s-Accomplishments-So-Far

      Per quanto riguarda il "fallimento" della riforma sanitaria, bisogna ricordare che la proposta di legge iniziale includeva la "public option" (http://www.opencongress.org/articles/view/1174--What-is-the-Public-Option-) che avrebbe tanto aiutato persone come Silvia, ad esempio, dandole la possibilita' di "comprare" un'assicurazione a costi accettabili. La public option e' stata presa a cannonate ed eliminata completamente dai repubblicani in congresso. Quindi quando si parla di fallimento della riforma sanitaria, bisognerebbe contestualizzare le proprie parole: non e' stato un fallimento di Obama, bensi' un fallimento della destra repubblicana.
      Inoltre, questa e l'America: le elezioni sono una grandissimo show, e "votare per chi sta fuori delle scenette" forse andrebbe bene per le elezioni a Capracotta, o un posto minuscolo, non per un paese con 300 milioni di abitanti, nel 2012!

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    2. moky, per quanto banale sia quello che sto per scrivere, ciascuno di noi ha diritto di esprimere e formarsi una propria opinione. non metto in gara le mie con quelle degli altri nè ho la presunzione che siano superiori a queste ultime.

      sull'espressione del voto altrui (soprattutto in paesi dove legalmente non ho diritto di esprimere voto, ma solo eventualmente di simpatizzare o meno con i candidati in corsa) non posso pronunciarmi, ma non ne farei una questione di stretto razzismo in un senso o nell'altro.
      certamente le variabili sono notevoli, e non va neanche trascurata l'importanza del voto secondo coscienza, ciascuna diversissima dall'altra.

      che l'intelligenza discenda dai titoli o dalle lauree (costose o meno che siano) non l'ho mai pensato, invece, e sinora non ho avuto modo di cambiare idea sul punto.
      piuttosto che Obama abbia giocato bene le sue carte, in modo intelligente, anche attraverso i media, questo glielo riconosco in pieno.
      ha anche uno staff che lo assiste, dietro le spalle, e questo va detto, laddove ci fosse bisogno di rimarcare ciò che appare abbastanza ovvio.

      quando parlo di malcontento non mi riferisco a chi appartiene al movimento del Tea Party (e che se è pazzo, bigotto o quanto altro non sta certo a me stabilirlo o giudicarlo).
      sarebbe estremamente riduttivo, oltre che inverosimile, non credi?
      come dire che tutti quelli che votano contro sono razzisti.
      sono abituata a non fare di tutta l'erba un fascio, e a riservarmi la facoltà di cambiare idea ed opinione sulle cose e sulle persone.
      e a rispettare le opinioni altrui anche se diverse dalle mie, senza tacciarle di follia o altre belle cose.

      in realtà mi riferivo alla gente comune (quella con cui ho avuto modo di interagire nel mio piccolo), ed in particolare a chi mi ha detto di non essere stato soddisfatto della presidenza di Obama, e di nutrire un certo malcontento.

      resto convinta che gli shows, in primis quelli televisivi, servano solo a gettare fumo negli occhi, e che la capacità di discernimento delle notizie e dell'arrosto da fumo non sia alla portata di tutti. e che proprio per preservare chi non è dotato di questa capacità dovrebbero essere adeguatamente ridimensionati.

      sicuramente la mia opinione è estremamente soggettiva e opinabile.
      del resto sono un'italiana, che vive in Italia, in un Comune che potrebbe fare quasi a gara con quello di Capracotta, da te citato, per numero di abitanti o per altri tratti presumibilmente comuni, e che si limita a farsi un'idea da lontano e limitata di ciò che le elezioni americane significhino ed implichino per gli USA e per il mondo che gli ruota attorno.

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    3. Sono contenta che tu abbia risposto. Scusa, sono un po' di corsa, ma per concludere direi che la mia posizione, molto riassunta, è questa: sono contenta che abbia vinto quello che io considero il male minore. Può darsi che le sue riforme liberali mi si ritorceranno contro (vedi commento sull'assicurazione sanitaria), ma almeno ha vinto un partito che non demonizza i gay e le donne che abortiscono. Per il resto, staremo a vedere. Io ho smesso da un pezzo di credere che esista solo il bianco e il nero (senza riferimenti razziali, ovviamente), per quanto molti americani ci credano ancora.

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    4. silvia, credo anche io che si tratti del male minore.
      in ogni caso, staremo a vedere come va a finire.
      e mi auguro davvero che Obama riesca a fare qualcosa di buono e di equo, soprattutto, per tutti.
      l'effetto psicologico che sortirebbe la riuscita del secondo mandato di Obama sul nostro paese non è da sottovalutare.
      anche se, rispetto all'Italia, diffido di stravolgimenti epocali del'assetto politico esistente, considerato che è lo specchio esatto (ahimè, e senza false ipocrisie) di buona parte degli italiani, vecchi o giovani che siano.

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  9. Che bei commenti succosi, grazie!
    @Moky: capisco benissimo il tuo punto di vista, anch'io se vivessi in redneckland difenderei Obama con le unghie e con i denti. Il mio è un punto di vista del tutto teorico e sicuramente viziato dal fatto che: a) non devo votare per davvero; b) non vivo fissa negli Usa; c) quando ci sto sono a San Francisco, dove persino vedere una bandiera stellestrisce nel giardinetto di una casa fa un po' strano (abbiamo altri problemi, eh, tipo gli ultraricchi che si stanno divorando la città, accidenti quanto li odio).
    I miei problemi personali con Obama sono dovuti soprattutto alla riforma sanitaria, che per come è strutturata al momento potrebbe addirittura rendere proibitiva una mia permanenza negli Usa (è una storia lunga, la racconterò meglio un'altra volta). Quelli ideologici sono più o meno quelli elencati nell'articolo.
    Detto questo, ribadisco la mia posizione. Se votassi in uno stato intaccabilmente democratico, mi toglierei lo sfizio e voterei finalmente per una persona che mi piace davvero. In caso contrario, voterei per Obama anche se dovessi andare al seggio camminando sulle ginocchia.

    @come.fossi.acqua: hai ragione, però la verità è che un presidente nero è stato davvero una cosa importantissima da un punto di vista storico, ed è anche vero che Obama deve affrontare un'opposizione molto più violenta proprio per via del suo colore. Quanto alla presidente donna, be', non perché è donna, però io Hillary la farei presidente oggi stesso.

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    1. Ti riferisci al fatto che non abbia portato a termine la riforma sanitaria?
      Anche io avrei votato per Hillary se avesse vinto le primarie. Secondo me sarebbe stato un ottimo presidente, e non perche' e' una donna.

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    2. Come accenna anche Moky qui sopra, la cosa che mi fa imbestialire della riforma sanitaria così com'è adesso è il fatto che dal 2014 sarò obbligata a comprare un'assicurazione da un privato, ovvero lo stato costringerà i cittadini a dare soldi a un'impresa privata (sì, è un po' come l'RC auto in italia, ma della macchina volendo posso anche fare a meno, della salute no).
      La mia situazione è questa: sia io sia mio marito lavoriamo come freelance. Lui ha un'assicurazione minima con franchigia altissima nella quale io non posso rientrare se non praticamente raddoppiandone il costo. Io lavoro con l'Italia e faccio un lavoro che è già sottopagato per l'Italia, figurati per San Francisco. Io l'assicurazione non ce l'ho proprio, perché non posso permettermela. Per buttare via qualche centinaio di dollari al mese per poi avere una franchigia di $6000 o giù di lì, preferisco passare lunghi periodi in Italia - come per fortuna posso fare - e farmi la mia prevenzione qui. Figurati che mi conviene pagare doppie tasse - ed è un vero salasso, te lo assicuro - piuttosto che rinunciare alla mia residenza italiana e dovermi assicurare negli Usa. Io ODIO il sistema sanitario americano. E' una cosa di cui non amo parlare perché ho passato alcuni mesi terribili per decidere cosa fare, tra avvocati commercialisti e compagnia bella, e adesso ho deciso di darmi un anno di tempo in cui continuerò a pagare doppie tasse e a rimanere scoperta quando sono negli Usa (e immaginati con quale tranquillità). Dal 2014, quando il signor Obama mi costringerà a comprarmi un'assicurazione che non mi posso permettere, deciderò cosa fare.
      Ecco, l'ho detto. Ora non ne parlerò più per un anno. Non ditemi più niente su questo argomento perché non voglio tornare ad angosciarmi.

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  10. Purtroppo, in questi casi, credo che bisogna affidarsi alla regola del "meno peggio", anche se a me, Obama, non dispiace. Ma questo lo affermo da ignorante, non sapendo praticamente quasi nulla di quello che ha portato a termine in questi 4 anni.

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    1. Qui un'altra lista di quello che portato a termine in 4 anni. A dire il vero, mica poco
      http://obamaachievements.org

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  11. Grazie per questo post, il link e per tutti i commenti. Vivo qui da troppo poco tempo per capire davvero, e la percezione che si ha dall'italia e' intrisa di ideologia molto superficiale, in buona fede ovviamente.
    L'unica cosa che capisco e' che tutti, tutti quelli con cui parlo dicono la stessa cosa di Hillary. Hai un'idea del perche' le sia stato preferito Obama per un secondo mandato?

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    1. Per il secondo mandato e' tradizione tenere il presidente in carica come candidato del suo partito. Tra quattro anni, anzi prima, si rifaranno le primarie che decideranno i nomi dei candidati. Hillary 2016!

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    2. E per il primo mandato Obama ha avuto la meglio su Hillary perché la gente lo considerava più nuovo, meno legato all'establishment. Adesso Bill si sta impegnando moltissimo in favore di Obama, e si pensa che lo faccia anche perché Hillary intende candidarsi nel 2016, e quel giorno a Obama verrà chiesto di restituire il favore. Hillary 2016!!

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  12. Hillary non e', o non era, molto amata dagli indipendenti e certamente non dai repubblicani moderati, molti dei quali hanno scelto, e lo faranno anche domani, di votare per Obama. In primis mio marito, che la odiava (mio marito e' un registered independent, e nel passato ha votato diverse volte repubblicano).

    Avendole dato la possibilta' di farsi notare come un'equilibrata "secretary of state", avra' di sicuro molte piu' possibilita'.
    Per quanto riguarda ancora Jill Stein e i verdi (o i libertarian), ho trovato questo pezzo che spiega il perche' sia proprio una, ahem, cagata votare per lei:
    "Jill Stein and I have a lot of the same values. Yes, I'm a tad on the Green Party side. So I'd love to vote for Jill Stein, but here is the problem with that. Jill Stein doesn't have a snowballs chance in hell of becoming president. Heck, a snowball has a better chance in hell than Jill Stein has to become President. More is the pity.

    So that means if I vote for Jill Stein, I am basically not voting. I am removing one vote from president Obama and GIVING one vote to Mitt Romney. Yes I said giving a vote to Romney and here is why I say that....

    By refusing to vote for either President Obama or Romney, my vote is in effect wasted. And a wasted vote gives Romney a vote less he has to overcome which means in effect I have given him a free vote. I would be wasting my vote by voting for a third party because none of them stand a chance.

    I may not agree with everything that President Obama has done or accomplished but when he is held up in comparison to Mitt Romney, he is the far better choice. By refusing to vote for President Obama all I would be doing is giving Romney assistance in becoming president and as his views and stances are 180 degrees from my own, I would be a fool to waste my vote by voting for a third party that doesn't stand a chance.

    So I say this to all third party voters. Don't. You know the candidate you want doesn't have a chance. Don't waste your vote and give Romney even more chance of winning. You may not like everything President Obama has done, but he is the only one that stands a chance and he is so far beyond better than Romney that voting for anybody else is a vote FOR Romney and against everyone's best interests.

    So if you are thinking about voting 3rd party. Just don't."

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