lunedì 28 aprile 2014

Il punto, di David Means

«Sarebbe stato bello guardare le erbacce del giardino ondeggiare dolcemente, arrendendosi al vento; dalla strada sarebbe arrivato un leggero odore di catrame; la casa avrebbe ansimato e cigolato piano sotto il sole ardente, e lei avrebbe girato per le stanze e le avrebbe esaminate in cerca di indizi, di vestigia perdute della vita che si era svolta in quella casa prima che venisse ridotta a vetri rotti, a lunghe ferite nell’intonaco che mostravano il graticcio retrostante; si sarebbe prostrata carponi davanti a Dio; si sarebbe ritrovata nel seminterrato, tra la luce polverosa che entrava dai pozzetti, l’odore di nafta e il pavimento di terra battuta, compattato in quell’angolo laggiù, sotto il vecchio tavolo, in quella rientranza piena di ragnatele che lei ricordava da quando aveva esplorato la casa insieme agli uomini, e Byron aveva picchiato sul vecchio serbatoio mentre August, trascinando in giro la sua mole, faceva un balletto e cantava Sympathy for the Devil; avrebbe provato l’impulso di trascorrere il resto dell’eternità là sotto, in quella fresca oscurità, perché in quel momento, mentre guidava, desiderava solo togliersi dal sole abbagliante e dall’impressione che il territorio selvaggio in cui si trovava fosse così levigato dalla luce che era impossibile guardarlo».
David Means, Il punto, traduzione mia
 © 2014 Einaudi, Torino

Questi bei racconti stanno ricevendo recensioni entusiaste. QUI Ernesto Aloia su il Giornale, QUI Christian Raimo su Europa Quotidiano, QUI Cristiano de Majo su Rivista Studio.


24 commenti:

  1. una volta non amavo i racconti, mi sembrava che i personaggi non avessero il tempo di un respiro (perfino al pane concediamo ore per lievitare) poi ho iniziato a scriverne (non che la cosa abbia rilevanza) ma ho capito che a volte a certi personaggi bastano poche righe per avere una certa dignità, per avere carattere, per farsi un bel giro, per portarti lontano. Segno, tu non mi deludi mai :)

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    1. Bene, allora speriamo che sempre più lettori comincino a pensarla come te, e che il racconto torni ad avere la dignità che merita.

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    2. Dai, il Nobel alla Munro avrà messo un po' di curiosità per i racconti... Se mai riuscissi a scriverne uno, vorrei che fosse come "A perfect day for bananafish", il primo racconto che mi ha folgorata. Modesta, eh? ;-)

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    3. meglio puntare alto e non pensarci più :)

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    4. ecco pure io non sono una grande amante dei racconti, ma giusto due giorni fa ho ricevuto in regalo un libro della Munro ed ora questa tua nuova traduzione che suona essere imperdibile.......che voglia dire qualcosa? :)

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    5. A me i racconti sono sempre piaciuti molto, a cominciare da quelli di Roald Dahl o quelli di Achille Campanile. E non so perche', ma compro molti libri di racconti, anche perche' li trovo letture perfette per i viaggi.

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  2. Voglio leggere quello sull'autocombustione! Sì, oggi sono tremenda !

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    1. Sembra che anche a lui l'argomento piaccia molto.

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    2. Eccolo qua!
      Un racconto perfetto con una traduzione perfetta.

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    3. Ma l'hai trascritto tutto, mitica! Quando ho voglia di rileggerlo, passo di qui :)

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    4. Haha, no, l'ho copiato e incollato da qualcuno che forse lo aveva trascritto tutto.

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  3. L'ha recensito anche Tiziano Gianotti su D di Repubblica sabato scorso, ma senza il nome del traduttore...

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    1. E quindi ovviamente non lo segnalo. Chi non cita il nome del traduttore è indegno di menzione.

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  4. Da quando non lavoro più in libreria mi perdo qualche pezzo...meno male che ci sei :)

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  5. Un'altra scoperta! Ma li scegli tu i libri da tradurre?

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  6. Adoro i libri di racconti e trovo bella questa novità. Non conoscevo (vedi ad andare da amiche blogger? ...).

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    1. Che bello, un altro appassionato di racconti! Dai che sfatiamo il mito del racconto-cenerentola!

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  7. Che bel pezzo di prosa.... Silvia, scrivi proprio bene.
    Lunga vita ai bravi traduttori!
    (e un bravo anche a David Means...)

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    1. Grazie Matteo! Sì, dai, è bravo anche lui :-D

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  8. Bravino. E molto ben tradotto, direi. :)

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  9. Ecco, io invece ho sempre amato molto i racconti, ma è difficilissimo trovarne di belli. Questi li leggerò :)

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