sabato 18 giugno 2011

Giveaway! (Bilingual)


Venerdì 1° luglio Jonathon Keats parteciperà a un festival letterario a Stresa, presentato dalla sottoscritta (presto vi darò i dettagli). Per l'occasione ho deciso di mettere in palio una copia de Il libro dell'ignoto con dedica dell'autore e della traduttrice. Per partecipare basta lasciare un commento qui sotto. Se però preferite leggerlo in inglese, specificatelo, e vi manderò una copia in lingua originale (in tal caso, però, niente dedica della traduttrice!). Tra una settimana, sabato 25, estrarrò a sorte un commento con il sito http://www.random.org/

 


 

Friday, July 1st, Jonathon Keats will take part in a literary festival in Stresa (more details soon). On this occasion, I've decided to give away a copy of The Book of the Unknown inscribed by the author. To take part in the contest, it's enough just to leave a comment to this post. (You can also have the Italian copy, if you wish. In that case, it will be inscribed also by the translator.) Next week, Saturday 25th, I'll draw one comment using the website http://www.random.org/




Se il libro vi interessa, non perdetevi lo speciale pubblicato sul blog La biblioteca d'Israele, con recensione, intervista e nota della traduttrice. Eccone un assaggio:
Conversazione con Jonathon Keats
La biblioteca d’Israele: Il tuo libro è assolutamente affascinante. Innanzitutto hai recuperato, rivivificandola, la meravigliosa tradizione Yiddish. A mio parere sei stato capace di operare una preziosa modernizzazione di questo mondo densamente simbolico, e mi è particolarmente piaciuto il modo in cui hai messo al centro dei tuoi racconti le figure femminili.
Iniziamo da ‘Yod l’inumana’. Un golem femmina è assolutamente rivoluzionario, secondo me, anche perché se gli uomini, nella storia, vengono resi meschini e abbrutiti dalle proprie passioni, Yod, invece, le attraversa sopravvivendogli, emergendone poi come un esempio di purezza e di ricerca di verità. Mi parli di questo personaggio? Del modo in cui si è composto nel tuo pensiero fino a trovare la propria strada nel libro?
Jonathon Keats: Yod è forse il personaggio meglio sviluppato e più chiaramente delineato del libro. E forse lo è proprio perché si tratta di un golem. Scrivere una storia, infatti, in un certo senso è come plasmare un golem. L’autore crea i personaggi e dà loro vita; all’inizio sono imperfetti, esseri umani approssimativi, ma ogni tanto c’è la possibilità che qualcuno di loro diventi davvero umano. Questa è sempre la speranza del loro creatore, e credo che in questa storia la mia speranza si sia avverata. A volte capita che personaggi apparentemente marginali assumano un ruolo centrale, come nel caso di Chaya, che mi ha sorpreso con la sua grande vitalità. Yod è nata in modo meno insolito, almeno per me, e cioè attraverso un accumulo di dettagli che alla fine hanno dato vita al personaggio.
Penso però che tu mi dia troppo credito definendola come rivoluzionaria. In realtà nel plasmare Yod non sono stato davvero fedele alla tradizione yiddish, perché, essendo cosmopolita come ormai siamo tutti, traggo ispirazione da tutto ciò che mi circonda. La storia di Yod, oltre che una storia di golem, è anche la mia personale interpretazione della storia di Pigmalione e Galatea: una specie di Pigmalione dello shtetl, insomma, anche se naturalmente la vicenda va a finire in modo diverso (e questo soprattutto perché la mia Galatea è un golem). Questo però dimostra quanto io ami trarre ispirazione da molte fonti diverse. Questo per me rappresenta il più grande fascino del folklore; quando lavoravo su queste storie, cercavo un modo per continuare la tradizione delle storie popolari. Mentre però quelle storie appartenevano a una tradizione orale plasmata nel corso del tempo, io ho cercato di inserirmi nel solco di quella tradizione pur rimanendo legato allo spirito del mio tempo, cioè lo spirito dell’autore solitario davanti alla pagina scritta, ma anche della tecnologia che ha facilitato il mescolarsi e il sovrapporsi di tradizioni diverse. La storia di Yod è nata dunque anche da questo tentativo di combinare fra loro varie tradizioni, come quelle appunto che hanno dato vita al personaggio del golem e a quello di Pigmalione. Anche se in genere non vengono accostate le une alle altre, in realtà tutte le storie popolari sono legate fra loro, anche se non appartengono alla stessa tradizione, perché appartengono a tutta l’umanità.
Insomma, il mio golem femmina può sembrare nuovo ma in realtà non lo è, o meglio, se in lei c’è qualcosa di nuovo è solo merito suo. Yod nasce all’inizio come una figura piuttosto rudimentale, e solo in seguito prende vita e diventa davvero se stessa: è il momento in cui non posso più prevedere cosa farà, e cioè il momento in cui sento che la storia vale la pena di essere raccontata.

Il resto lo trovate qui.

27 commenti:

  1. Voglio la dedica anche io!!:-)
    buon festival, e se vuoi ne do notizia anche nel blog!

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  2. Se vinco, posso avere l'ebook in inglese, con dedica digitale di entrambi?!!!

    Per ora l'ho prenotato e, sistema bibliotecario permettendo, dovrei riuscire a leggerlo, tradotto, a luglio. I tuoi posts mi hanno molto incuriosita.

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  3. In genere non sono mai fortunata in questo tipo di giochini ma il premio mi piace troppo per non tentare. Fingers crossed! .-)

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  4. Uh! "Book-aholic" come me, ci provo!

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  5. Perdonate, ho ricevuto un messaggio di Fiamma Lolli che non riesce a inserire il suo commento per colpa di qualche problema della piattaforma Blogger. Spero che non verrà considerata un'infrazione del regolamento se la inserisco io d'autorità. Come prova della sua buonafede, ecco il suo messaggio:
    "Macché, continua a dire ''Impossibile verificare le tue credenziali di OpenID.'', anche dopo che tento di entrare dal mio blog su wordpress [http://fiammalolliquantestorie.wordpress.com/]
    :(("

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  6. anch'io anch'io, sembra bellissimo! :)
    Luisa

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  7. Silvia, mi aggiungo alla lista dei "pretendenti"! E mi piacerebbe leggere la magnifica traduzione che tu ne hai fatto. :)

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  8. Dunque...
    1) C'è un libro;
    2) l'ha tradotto Silvia;
    3) c'è un libro;
    4) l'ha tradotto Silvia;
    5) c'è un libro.
    Mmh... mi sa che "mi tocca" buttarmi.
    Splash

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  9. "Scrivere una storia, infatti, in un certo senso è come plasmare un golem. L’autore crea i personaggi e dà loro vita; all’inizio sono imperfetti, esseri umani approssimativi, ma ogni tanto c’è la possibilità che qualcuno di loro diventi davvero umano."
    Infatti. Proprio così!
    (e mi unisco alla lista dei pretendenti. In inglese per me, Silvia. La copia tradotta la acquisterò in libreria.) ;-)

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  10. Silvia, figurati se non partecipo anche io!!!! Cavolo, incrocio tutte le dita che ho e le faccio incrociare anche ai miei bimbi (dieci più dieci più dieci, sono in una botte di ferro!)
    WOW!!!!
    ciao ciao
    Angela
    ps e poi lo recensisco, in ogni caso, comunque...

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  11. Ci provo anch'io,vediamo se questa volta ci riesco!

    Laura

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  12. eccomi! partecipo volentieri :)

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  13. Keep up the good work, Jonathon Keats, but... ehm... original versions are overrated ;-)
    Voglio la versione della Pareschi!
    luisa

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  14. Piacerebbe pure a me! La versione tradotta!(Non ho mai vinto nulla in vita mia.)E buona vacanza!
    Andrea Rényi

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  15. non vale, e io che me l'ero comprato a Torino... :-)
    Anna Mi.

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  16. Vista la fortuna sfacciata che ho ultimamente nei concorsi in cui si vincono libri, non posso non provare. E poi, come sa bene Giusy, io e quelli di Random.org siamo pappa e ciccia ;-)
    Emanuela C.

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  17. Oh santo cielo, l'ho letto quattro volte prima di capire che si vinceva qualcosa. Story of my life. Sarò ancora in tempo? Daniele P

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  18. magari è il mio giorno fortunato!!

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  19. Per mesi e mesi, tuffandomi in ogni tuo post, ho apprezzato le sfumature della nostra splendida lingua. La sua ricchezza, il gioco insito in ogni parola scelta, misurata, collocata.
    Niente K al posto di chi. Niente X al posto di per.
    Solo eleganza. E misura.
    Questa adesione alla lotta per la difesa della lingua non merita un premio?

    maktublue@yahoo.it

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  20. Chiedo di nuovo scusa, come nel caso di Fiamma Lolli qui sopra, anche Felicita Quagliozzi mi ha inviato un messaggio dicendo di non riuscire a pubblicare un commento. Perciò lo pubblico io per lei.
    Questo è il suo messaggio: "compermesso... un misterioso bug malandrino si pappa i miei commenti sulla pagina deputata al concorso: c'è modo di ovviare al misfatto? grazie!"

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  21. ECCOOMMIIIII!!
    che la sorte sia con me ;)

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  22. E che io me la perdo come occasione?
    Se mai in italiano e con la tua firma.

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  23. Ciao, bellissima iniziativa, partecipo con piacere!

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