mercoledì 28 marzo 2012

Arroganza e umiltà: la traduzione secondo Tabucchi

La mia amica e maestra Anna Nadotti mi segnala questo breve video, in cui Antonio Tabucchi spiega cos'è per lui la traduzione.


15 commenti:

  1. Una grande perdita, quella di Tabucchi.
    Qui ha saputo dare una sintesi perfetta dell'approccio alla traduzione.

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    1. Sì, e la questione dell'arroganza e dell'umiltà è proprio azzeccata.

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  2. Bello il paragone con Ulisse, ha reso l'idea :)

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    1. Sì, anch'io certe volte devo farmi legare all'albero maestro per non mollare tutto e andare a farmi una passeggiata!

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  3. Bello, e poi l'accento pisano mi ricorda bei tempi... :)

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    1. Ma hai vissuto anche a Pisa?!

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    2. Non proprio vissuto, ma mi toccava andarci spessissimo quando abitavo in Toscana, ed avevo anche parecchio a che fare con alcuni pisani.

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    3. "Parecchio a che fare con alcuni pisani..." Vabbè, non indago! ;-)

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  4. Molto belle le parole di Tabucchi e pregnante la similitudine del traduttore con Ulisse.
    La cultura è più povera senza di lui.

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    1. Oggi ho dato da leggere a una studentessa un suo racconto, "I treni che vanno a Madras". E le ho caldamente consigliato di vedere "Sostiene Pereira"...

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    2. Hai dato alla tua studentessa delle indicazioni ottime!

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  5. Ciao Silvia, ho trovato per caso il tuo blog. Vorrei diventare traduttrice professionale. Come fare? Mi daresti qualche consiglio, per favore?

    Grazie,
    Elisa

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    1. Ciao Elisa, ti consiglio di dare un'occhiata a questo link dal sito di Biblit (Idee e risorse per traduttori letterari), dove si spiega, appunto, come si diventa traduttori.

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  6. Sapevo che avresti postato questo video...o, perlomeno, ero sicura che ti sarebbe piaciuto!
    Loretta

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