mercoledì 30 luglio 2014

Le cheerleader

Sopra di noi vivono le cheerleader. Le cheerleader sono ventenni, bionde, toniche, parlano come se avessero quattro patate in bocca e soprattutto hanno ingoiato un megafono da piccole. Di giorno indossano maglietta e calzoncini e si dedicano al loro sport preferito, che consiste nel camminare avanti e indietro per l'appartamento pestando bene i piedi. Di sera organizzano cene alle quali è rigorosamente vietato parlare in un tono di voce inferiore ai 110 decibel (motosega a 1 m. di distanza), anche se nessuno capisce cosa si dicono, sempre per via delle suddette patate (e anche perché, naturalmente, non ce ne frega un cazzo di cosa dicono queste subumane). Ieri sera, sentendo i suoni belluini che uscivano dalle loro gole, ho avuto l'impressione che litigassero, e allora i decibel hanno superato la soglia del dolore (130) per avvicinarsi pericolosamente alla soglia massima, 300, raggiunta solo durante l'eruzione del Krakatoa nel 1883. Poi in genere escono, verso le 23.30, lasciando le loro vittime nella pia illusione che ci sarà silenzio fino al mattino. Di solito invece rientrano verso le 2-2.30 e ricominciano gli allenamenti del loro sport preferito, la camminata elefantiaca, scegliendo preferibilmente come palestra la camera da letto che sta direttamente sopra la nostra. Al mattino, con grande sfoggio di energia, le cheerleader attaccano a cantare con la loro voce megafonica verso le 8, poi ricominciano ad allenarsi. Per allenare anche le braccia, oltre che le belle gambe toniche da californiane, spostano mobili e fanno rimbalzare oggetti. Il tutto, naturalmente, mentre emettono quei fragorosi suoni inconsulti che probabilmente servono a comunicare un qualche significato intelligibile. 

Preferisco non descrivere nei dettagli cosa penso delle cheerleader, e soprattutto cosa auguro loro. Basti dire che la cosa che più mi dà fastidio in assoluto, fra tutte le cose fastidiose del mondo, è il rumore. Soprattutto se mi impedisce di dormire. 

A chi mi esorta a non rinunciare ai miei sogni, posso dire che ho già trovato un nuovo sogno (a parte quello di fare molto male alle cheerleader). Andare a vivere in un posto così:


61 commenti:

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    1. Stanotte e domani notte vado a dormire dai suoceri, che sono in vacanza. Poi loro tornano, e se quelle subumane non la smettono diventerò come Michael Douglas in quel famoso film.

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  2. come al solito rido quando leggo i tuoi post! Ma ti sono solidale.

    Mi viene anche da pensare una verità che fa meno ridere: la vita in appartamento, come si dice qui in America, SUCKS. Io non so tu Silvia, ma io sono cresciuto in appartamento, in Italia, e il rumore e' una cosa COSTANTE. Non si tratta solo delle Americans cheer leaders (btw, la categoria non sta simpatica nemmeno a me!), ma di ogni essere umano che per qualche ragione produce suoni e rumori che trapassano le spesso sottili mura dei condomini: urla di bambini? (forse non hai provato ancora quelle…all'horror non c'e' fine), tacchi o meglio zoccoli di legno? Coppie che si scannano vive quotidianamente? la tv a tutto volume della vecchia che e' diventata sorda e ci si addormenta pure davanti? Io potrei continuare all'infinito. Per non parlare poi del rumore tutto Italiano che proviene dalla strada, quando d'estate devi per forza tenere la finestra aperta senno' muori soffocato…

    Ecco perche' mi rifiuto di vivere a NYC (o a SF), gli unici posti dove sei costretto a ripetere l'atroce esperienza dell'appartamento, quando qui c'e' ancora spazio e speranza di vivere senza qualcuno sotto o sopra di te…

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    1. Sì, proprio così! L'atroce esperienza dell'appartamento! Io da piccola vivevo in un appartamento, e ricordo vagamente le lamentele dei miei genitori per i vicini rumorosi, ma poi ci siamo trasferiti in una casa indipendente e io sono cresciuta felicemente senza rumori. La mia casetta in Italia ha il problema dei tosaerba in estate, che però adesso, al confronto del frastuono di queste elefantesse deficienti, mi sembra un'orchestra di violini.

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    2. Sei stata molto fortunata a crescere in una casa indipendente (a parte il periodo da piccola), in Italia e' un lusso! Immagino come ti manchi la tua casetta di Laveno, che un giorno spero di visitare :) Ti consiglio di tenertela strettissima!!

      Ed e' paradossale che i giovani americani, cresciuti nelle loro belle casette suburbane, con tanto di giardino e tree house, poi vengano attratti dell'euforia "dell'Urban style leaving", un fenomeno che i fantomatici mercanti del mattone amano da morire, perche' possono fare i "luxury" condos vari gentrificatissimi quartieri di SF, NYC e purtropo ora anche downtown L.A. :(

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    3. La mia casetta di Laveno non la mollo manco morta, caro mio :-)

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  3. benvenuta nel club
    a proposito l'anno in cui gli studenti vicini di casa sono stati più molesti in assoluto è stato quello in cui c'erano due americane nell'appartamento

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    1. La voce megafonica appartiene al corredo genetico statunitense, forse c'entra con il fatto di sentirsi superiori al resto del mondo.

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    2. Oddio. Sono felice che confermi questa impressione, che non me lo sogno... dopo aver viaggiato un po'posso dire che non sopporto avere degli americani come vicini. Sono rumorosi, spesso cafoni... pensa che io mi dicevo sempre che dipendeva dal loro crescere senza dover dividere spazi stretti con gli altri! Ora ho vicine americane ventenni e le odio. Ghhh.

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    3. Da questo breve sondaggio risulta dunque che le americane ventenni sono in cima alla classifica dei vicini indesiderabili.

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  4. Non per consolarti, ma credo che niente sua paragonabile al rumore umano che si sente in un appartamento italiano. Io per anno ho convissuto con i gemiti e gli ululati di una coppia in amore per ritrovarli la mattina dopo eleganti e compunti in ascensore a salutarmi con un gelido buon giorno. Poi più che l'educazione ha provveduto l'età e ora gli alti gemiti sono diventati- sempre più raramente- un flebile squittio!

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    1. Hahaha, questa coppia starebbe benissimo in un romanzo. Ma non ti scappava da ridere quando li incontravi in ascensore?

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    2. perché non sapete nulla delle "evoluzioni ginniche" del ventenne cinese del piano di sotto e della sua morosa! Fortuna lui lavora in un bar fino a tardi e danno il loro meglio al loro risveglio, la nostra ora di pranzo

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    3. Per fortuna sì, dai, così da irritanti diventano comici!

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  5. Sto ridendo di brutto :))))

    Vuoi venire in Grecia? :)

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  6. Poco tempo fa mi hanno dato il contatto di questa ragazza svedese i cui nonni hanno una "stuga", una di quelle casette di legno molto spartane che gli svedesi usano per le vacanze: si trova nella parte meridionale del paese, vicino a un lago, con un sacco di boschi e l'avifauna svedese a farti compagnia. A 30 km dal centro abitato più vicino!!! Prima o poi ci dovrò andare. E, mal che vada, c'è sempre la Val Grande ;-)

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    1. Ma ci sono due camere da letto, nella stuga? Vengo anch'io! Comunque sì, al massimo va bene anche la Val Grande, quella interna, dove ti puoi nascondere e non ti trova più nessuno.

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  7. Immagino e ti capisco... la mia vicina di sopra usa delle ciabattine che sembrano fatte su misura per rompere le scatole a quelli di sotto.. sia chiaro che si può fare anche rumore ogni tanto, ma avere l'accortezza di nn mettere scarpe col tacchetto alle 7 del mattino di domenica non sarebbe poi così male...
    Non so che posto sia quello della foto ma è meraviglioso, ricordo di averne visto uno simile in Scozia...

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    1. La didascalia della foto dice che si tratta di Stykkisholmur, in Islanda. Spero che se uno si trasferisce gli facciano un corso per imparare a pronunciarlo.

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  8. No, va beh, così è impossibile! Vai al piano di sopra e chiedi un po' di pietà, o se non sei così diretta lascia un bigliettino. Alla fine la cosa peggiore è evitare di esporre il problema alle dirette interessate.

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  9. Il tuo nuovo sogno mi piace moltissimo :D

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    1. Camilla, volevo ringraziarti perché grazie alla tua segnalazione su g+ ho trovato quel post di Topipittori sull'uomo che ha piantato una foresta. Che meraviglia!!

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  10. Poveri! Hai tutta la mia comprensione. I rumori, specie se notturni, hanno il potere di rendermi una bestia e più volte, quando vivevo in Italia, ho ringraziato di non avere il porto d'armi... Ricordo una notte che scesi in pigiama ad affrontare un gruppo di maschi ventenni che, ubriachi, avevano deciso di usare il nostro portone di ingresso come porta per giocare a calcio con una lattina. Al mio: "Adesso basta, chiamo la polizia!" avevano risposto imperterriti: "Chiama pure anche la Digos!". Anch'io metto a disposizione casa nostra per una pausa, se volete (ok, sta a 3 ore di fuso orario...).

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    1. Ecco, vedi, la cosa bella è che ho ricevuto molta solidarietà. Praticamente da tutti tranne che da Mr. K, che mi ha sì accompagnata a dormire dai suoceri, ma sempre guardandomi come una pazza isterica dall'alto della sua calma nirvanica e dicendo cose ulteriormente irritanti tipo "dovresti ignorare il rumore".

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  11. Noi sopra abbiamo una vicina il cui wifi è sexogratis, ma secondo me ha insonorizzato casa, perché si sente solo quando cammina per il corridoio (tacchi) e il suo orologio q cucù. Vivo in un appartamento vecchio e decadente, ma non me ne vado proprio perché AMO i miei vicini invisibili e temo il rumore che potrei trovare altrove. Vendono tappi per le orecchie speciali per i musicisti d'orchestra, si dice che attutiscano il rumore all'80% ... Però costano un boatoooo!

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    1. Sono andata a vedere, li fanno addirittura su misura! Bene, ora comincia la ricerca del tappo impenetrabile a prezzo accessibile (ma per poter dormire in pace posso spendere anche un boato).
      Comunque mitica la vicina con il wifi sexogratis, è una che non fa le cose di nascosto ;-)

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    2. in Italia dovresti andare da un venditore di protesi acustiche, loro fanno le impronte su misura e poi ti fanno i tappi sul calco di quelle, solo che negli States non ci sono venditori di protesi acustiche, ci sono gli audiologi che non sono il corrispondente americano mio, ma gestiscono la protesizzazione acustica dalla diagnosi alla protesi, quindi lì per i tappi non saprei dove mandarti

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    3. Grazie, aspetto di tornare in Italia e poi mi informo. Qui meno si ha a che fare con i medici e meglio è (molto più che altrove).

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  12. Pero' minorate mentali e' proprio brutto, Silvia :( tu quoque?

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    1. Il dizionario lo dà come sinonimo di "imbecille, deficiente, idiota", parole che si usano tutti i giorni senza che nessuno sollevi obiezioni riguardo alla loro correttezza politica.

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    2. Però aspetta, ripensandoci, "subumane" ci sta meglio. Ora correggo.

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  13. cavoli, allora spero proprio di non averle mai mai come vicine di apppartamento!! già ho problemi con gli anziani al piano di sotto, mi mancherebbero le ochette al piano di sopra :)) buona serata!

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    1. Di solito il vantaggio dell'anziano sordo che tiene la Tv a tutto volume è che almeno va a letto presto. O no?

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  14. Cosa indossano ai piedi? Tacchi a spillo, zoccoli, sandali, cosa?

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    1. Credo quelle grosse scarpe da ginnastica che rendono la gamba aggraziata come un tronco di baobab.

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  15. Credo che anche sopra di me abiti una cheerleader.. l'ho capito quando hai scritto quella cosa dello spostare mobili!! La mia, dopo, rincorre un ragno per tutta la casa..

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    1. Ma allora è una balla che i tedeschi sono silenziosi! Anche sopra l'appartamento dove eravamo l'ultima volta c'era uno che faceva casino, un musicista. Però almeno ascoltava buona musica!

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    2. Sì, sono silenziosi: durante il giorno (quando sono al lavoro).
      Dovresti sentire come galoppano sulle scale la mattina, io al pianterreno me li "godo" tutti. Poi silenzio. Poi dopo mezzanotte quella/quelli sopra di me hanno di nuovo qualcosa da fare: spostare mobili al galoppo.

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  16. volta demmo una festa sul nostro terrazzo e il vicino di casa ci annaffio' col tubo di gomma. ti potrebbe servire come suggerimento?

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    1. il commento era molto più lungo..grrr maledetto blogger.
      nel frattempo ho letto che traslocano...evviva!

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  17. Ci sono tanti motivi per odiarle queste cheerleader.
    Già provavo un po' d'antipatia (chissà perchè) ma ora... pure fastidiose, rumorose e isteriche.
    Bel quadretto!
    Ciao Silvia.

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  18. Pensa, un mio amico aveva le pallavoliste, peraltro ammerigane, che al piano di sotto avevano scambiato il giorno per la notte, musica a palla, centrifughe ed elettrodomestici vari alle due del mattino, urla e party a gogo. Le belle volte che si alzava nel cuore della notte e in pigiama scendeva giù ad inveire e a ripassare i santi del rosario. Alla fine ha risolto traslocando, con dispiacere di noi amici che ci divertivamo troppo ad ascoltare i suoi coloritissimi aneddoti

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  19. Ah, ma allora non sono io quella strana, è normale che qui si urli come si fosse al mercato?!
    Comunque anche a Berlino avevo vicini molto rumorosi, una volta mi capitò una giornata bestiale in cui: quella di sopra camminava con i tacchi, quelli accanto trapanavano il muro e il musicista di sotto suonava il piano.

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    1. A parte che così mi crolla il mito del tedesco silenzioso, guarda che ho scoperto dal tuo blog che probabilmente siamo vicine di casa!

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  20. Io un rompi così ce l'ho sotto. Insopportabile.

    Buon venerdì cara.

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  21. Beh, potresti lasciare la casa per qualche tempo a qualche coppia di amanti focosi per i quali già i preliminari si devono effettuare intorno ai 250 decibel (una cosa alla Meg Ryan da Kat's, ma con il subwoofer).
    Il tutto deve avvenire, ovviamente, quando le signorine del piano di sopra dormono (perché se sono magre e toniche e tutto il resto per preservare la loro giovinezza dovranno pur dormire, il correttore aiuta ma non fa miracoli, no?).
    Chissà una settimana così e magari traslocano per davvero....

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    1. Hanno traslocato. Adesso sono qui che ascolto il trasloco in entrata di quello nuovo... che Iddio me la mandi buona!

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  22. Silvia se ti può consolare la scorsa domenica nonostante io ora abiti in questo paesino sperduto della Grecia sono stata svegliata alle 7 di mattina dalla... messa...
    Si perché la messa la domenica qui è una cosa seria e dura 3 ore e mezza e per essere sicuri che tutti ascoltino viene trasmessa in tutto il paese amplificata con dei megafoni...
    Così anche chi non va (e visto che dura tre ore e mezza non è difficile capire perché molti non ci vadano) può ascoltarla direttamente da casa
    Inoltre questo prete pensa di essere un cantante, ma davvero... quindi tutte le tre ore e mezza sono di messa... cantata!
    Pregusto già il risveglio domani mattina...

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    1. No, la messa cantata col megafono noooo!

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  23. Secondo me hanno letto il post...

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  24. Ah, ah, ah, ma da quando sono tue vicine di casa? Da poco, credo... e spero per poco ancora ;)

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    1. Sono partite (stavano traslocando)! E oggi c'è già il nuovo vicino che pesta i piedi per portare la sua roba. Speriamo che faccia in fretta, e che sia muto e leggero.

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  25. io ho sempre avuto la sfiga di incontrare sempre e solo americano che parlano a volume altissimo finora nella mia vita, indipendentemente dal fisico da cheerleader o quello di trichechi spiaggiati. da cui elaborai la teoria che forse e' perche vivendo nella vasta prateria dove trauna casa e l altra c era tantadistanza, in assenza di tecnologia per farsi due parole dovevano urlare dalla finestra cosi forte che arrivasse alla casa del vicino a10 miglia di distanza, dopodiche sono arrivati i telefoni ma gli e' rimasta l abitudine.
    in ogni caso deduco che i pavimenti delel case sanfrancistiche sono isolati come quelli delle case belghe, che se il tipo del terzo piano chiude la porta del frigo sbattendola, si sente fino al portone :-D

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    1. E le finestre sono isolate uguale, per cui se starnutisce un tizio tre giardini più in là mi tremano i vetri.

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  26. Hai tutta la mia solidarietà. Sulla mia testa vive una famiglia di rumeni. Non ci sono biondone toniche ma il casino infernale è più o meno quello che hai descritto tu.

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