lunedì 13 maggio 2013

Chiapas: un viaggio semiserio/4. Un visitatore inatteso

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Il visitatore inatteso si presentò un mattino sotto forma di una estrema spossatezza. Avevo le membra pesanti, la testa imbottita di ovatta, pallini fluttuanti dinanzi agli occhi. I miei già quasi inesistenti muscoli mi avevano abbandonata durante la notte, sostituiti da una colata di piombo. Poi arrivarono i crampi addominali, e a quel punto mi venne in mente che chissà, magari potevo avere la febbre. D’un tratto la spaventosa verità mi apparve chiara al di là dei pallini: avevo incontrato il temibile Montezuma, il terrore del turista. Da quando ero arrivata in Chiapas, le voci sull’inesorabile vendetta del grande re atzeco trucidato dai conquistadores spagnoli mi avevano seguita dappertutto. Le sue vittime erano facilmente riconoscibili, smunte e affaticate, con quello sguardo rassegnato che ti diceva, ebbene sì, ha colpito anche me, e tu non credere mica di sfuggire. Non c’è nulla che tu possa fare, nessuna precauzione che tu possa prendere, Montezuma è nell’aria che respiri, nella mano che stringi, nelle lenzuola in cui dormi. Puoi bere solo acqua in bottiglia, mangiare solo pietanze cotte e disinfettare tutto, puoi nasconderti nel posto più remoto, nell’albergo più asettico, ma Montezuma ti troverà. E Montezuma quel giorno aveva trovato me. Ormai era tardi per chiedersi, nel delirio della febbre, se fosse stata quella bella bambina indigena a tradirmi, a consegnarmi al crudele torturatore che si stava accanendo sul mio intestino. Il giorno prima, in banca, avevo incontrato lei e i suoi fratellini mentre facevo la coda, erano timidi, la madre era diffidente, ma io li avevo conquistati tutti con la smorfia dello zombie. Quella dove si mettono in bocca le dita, magari sporche, e mentre si distendono le labbra si caccia fuori la lingua e si rovesciano gli occhi, e i bambini all’inizio si sconcertano, ma poi cominciano a ridere e sono tanto simpatici e tu ti diverti tanto e il giorno dopo ti sei beccata la diarrea del viaggiatore. 


Sarà stata lei? Montezuma si nasconde nei luoghi più impensati
  
Giacqui nel letto stremata per un tempo incalcolabile, fra brevi momenti di veglia e lunghi precipizi di sonno febbricitante. Poi qualcuno bussò alla porta. “Señorita, telefono.” Scesi le scale, sempre accompagnata da un’allegra sarabanda di pallini. Al telefono era Sergio. Un tempismo perfetto. “Volevo invitarti a cena stasera. Così possiamo bere il vino che mi hai portato.” Stringendo la cornetta nella mano sudata, mi costrinsi a biascicare qualche scusa patetica, ma alla fine decisi che tutto sommato avrei fatto più bella figura se lo avessi ragguagliato sulla mia situazione intestinale. Chissà, magari avrebbe trovato un po’ di tempo per venire a trovarmi, fra una missione rivoluzionaria e l’altra.

Poi trascinai le gambe piombate su per le scale e mi infilai a letto, sprofondando nel crudele abbraccio di Montezuma. Venni svegliata, non so quante ore o giorni dopo, da un paio di discreti colpetti alla porta. “Avanti”, gracidai, e poi credetti che la furiosa vendetta azteca mi avesse compromesso anche il cervello. Davanti a me c’era un bel ragazzotto, un tipo biondiccio con la faccia giovane e pulita, o almeno credo, perché in quel momento l’unica cosa che riuscivo a mettere a fuoco tra un pallino e l’altro era un enorme bicchiere di succo d’arancia. 

O forse avrei dovuto fare più attenzione a quello che mangiavo?

 (4/Continua)

30 commenti:

  1. No, secondo me è stato il cane della bambina... Quel pelosissimo e tenerissimo cane. =_=

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  2. penso che sia stato il cibo...e che tu sia terribile a lasciarci sempre in sospeso sul più bello,una curiosona come me non può resistere fino alla prossima puntata :)

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    1. ... che dovrebbe finalmente riguardare il ritorno di Sergio.

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  3. Clyo ha ragione. E'dietro quello sguardo cucciolo che si nascondono le peggiori insidie!

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    1. Insomma, vedo che ce l'avete tutte col cagnetto. Perfide!

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  4. Pooveraaa!

    Ma davvero eri stata così scrupolosa? Mmmm...chissà che stavi sbafando nella foto.
    Oh, ma ora ti tocca resuscita' sul blog, sennò noi Sergio quando lo conosciamo!?

    Ps è quello il mullet che ti fecero a tradimento? :D

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    1. Haha, no, però hai ragione, sembra! Il mullet era di molti anni prima, quella è semplicemente una coda per evitare di intingere i capelli in... cosa? Mah, confesso che non ricordo di preciso, un qualche frutto esotico tipo mango, però se non sbaglio era incrociato con qualcos'altro, comunque era buonissimo.

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    2. E io che pensavo fosse qualcosa di pasta croccante e salato. La tua espressione è bellissima :D

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  5. Sono sicura anch'io che il cane c'entra e probabilmente pure la bambina. Ma ora mi si pone con urgenza la domanda: chi è il giovane biondo dalla faccia pulita. Forse Mr. Keats venuto a salvare la protagonista dal perfido Montezuma e dalle trame dell'agronomo Sergio?
    Comunque non ci lasciamo prendere dal panico: la storia continua....

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  6. Io in Chiapas non ci sono mai stata ma Montezuma l'ho incontrato lo stesso, e spesso!

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    1. Ma come, è venuto a trovarti a casa? :-(

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  7. Montezuma è Montezuma... mica cotiche!

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  8. Non so se sia più crudiele Montezuma...oppure chi ci lascia in continua balìa di queste storie incomplete! ;-)

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  9. Uffaaaaaaaaaaa!!!!

    Comunque a me il cugino di Montezuma m'ha acchiappata in Portogallo.

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  10. Nonostante le precauzioni, anch'io ebbi il "piacere" (@&%#?!*!) di conoscere Montezuma nel dicembre 2010 a Citta' del Messico. Ero' li' per una conferenza e fortunatamente alla fine riuscii a fare comunque il mio intervento. Ricordo ancora le notti insonni ed i dolori di stomaco. :( Per la cronaca: non fui il solo, l'intera delegazione italiana fu costretta a letto per due giorni. Una collega non fece in tempo a finire la propria presentazione, correndo fuori dall'aula bianca cadaverica. Si sospetta furono i cubetti di ghiaccio nel succo d'arancia a colazione.

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  11. Io ho incontrato il cugino coreano di Montezuma due giorni prima del mio rientro in Italia. Ho fatto il volo Seoul Zurigo litigando per il bagno con un anziano con problemi di prostata. Sono arrivata nella mia citta' (tre scali) che sembravo uno zombie portasfiga, ero vestita di nero, avevo le occhiaie e il volto pallido, ho fatto pena persino al tizio del customs!
    Ma poi l'agronomo Sergio e' venuto a salvarti?
    Quest'uomo mi piace sempre meno.

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  12. che bello! ( il tuo racconte e non il tuo problemino intestinale a pois, naturalmente ).:)

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  13. Storia deliziosa. Aspetto il seguito.

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  14. Mi mandi il tomo via mail?questa attesa mi strugge!finalmente ho capito cos'è questo fantomatico montezuma...

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    1. Il tomo non esiste... solo una bozza che parlava esclusivamente di Sergio (lo so che tanto a te interessa solo quello, hehehe!) e che sto rimpolpando settimana per settimana. E' ancora tutto nella mia testa.

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  15. Ahaha no io amo anche le descrizioni che circondano sergione.poi Vabbe, la tensione del romance mi tiene incollata al blog.

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