venerdì 15 novembre 2013

Il Maestro e Margherita videro l'alba promessa



Zinaida E. Serebrjakova, Autoritratto.
Il Maestro e Margherita videro l’alba promessa. Essa cominciò subito, immediatamente dopo la luna di mezzanotte. Il Maestro camminava con la sua compagna nello splendore dei primi raggi mattutini attraverso un muschioso ponticello di pietra. Lo attraversarono. Il ruscello restò alle spalle dei fedeli amanti, ed essi andarono lungo una strada sabbiosa.
— Ascolta la quiete, — diceva Margherita al Maestro, e la sabbia frusciava sotto i suoi piedi nudi, — ascolta e godi ciò che non ti hanno mai concesso in vita: il silenzio. Guarda, ecco là davanti la tua casa eterna, che ti è stata data per ricompensa. Già vedo la trifora e la vite che s’attorce e s’alza fino al tetto. Ecco la tua casa, la tua casa eterna. So che alla sera ti verranno a trovare coloro che tu ami, che ti interessano e che non ti inquieteranno. Suoneranno per te, canteranno per te, vedrai che luce ci sarà nella camera quando saranno accese le candele. Ti addormenterai, col tuo berretto consunto ed eterno, ti addormenterai col sorriso sulle labbra. Il sonno ti rinvigorirà e saggi saranno i tuoi pensieri. E mandarmi via ormai non potrai. Il tuo sonno lo proteggerò io.
Cosí parlava Margherita, seguendo il Maestro verso la loro casa eterna, e al Maestro parve che le parole di Margherita fluissero come fluiva e bisbigliava il ruscello lasciato alle spalle, e la memoria del Maestro, l’inquieta e martoriata memoria del Maestro cominciò a spegnersi. Qualcuno lo lasciava libero, come poco prima egli aveva lasciato libero l’eroe da lui creato. Questo eroe era scomparso, era scomparso irrevocabilmente, perdonato nella notte tra il sabato e la domenica, il figlio del re astrologo, il crudele quinto procuratore della Giudea, il cavaliere Ponzio Pilato.

Da Il Maestro e Margherita, di Michail Bulgakov, traduzione di Vera Dridso

20 commenti:

  1. Letto mille anni fa, mi sento quasi vecchia! Il mio pezzo preferito però è quando il gatto sale sul tram :-)

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    1. Anch'io l'ho letto molto tempo fa, poi riletto e ancora riletto. Forse è arrivato il momento di leggerlo per la quarta volta. Comunque ogni volta che vedo un tram ho paura di finire come Berlioz.

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    2. Ecco, la fine di Berlioz mi stupì così tanto che ne rilessi più volte. Pensavo di aver capito male.

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    3. Tutta colpa di quella sbadata di Annuska.

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  2. sarà bene che colmi questa voragine una volta per tutte

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    1. Ah, che fortuna, te lo gusti per la prima volta!

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  3. Ho cambiato preferenze più volte, in questa fase della mia vita sono molto legata al filone di Ponzio Pilato.

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    1. Le parti su Ponzio Pilato sono quelle che ho sempre amato di più, mi commuovono ogni volta che le rileggo.

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  4. Silvia ecco perché mi piaci così tanto. Oggi hai aperto la finestra su uno dei miei libri preferiti. Da ragazzina amavo la letteratura russa , ma in generale la letteratura impegnata . Qs libro l'ho amato molto e insieme al l'insostenibile leggerezza dell'essere e cent'anni di solitudine . Sono i miei pilastri. Hai ragione tu è ora di rileggerlo.

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    1. Che bella sensazione quando si scopre di condividere un libro preferito, no? Ci si sente subito più vicine. E Cent'anni di solitudine è senz'altro fra i miei preferiti. Anzi, ecco qui, un mio vecchio post sui miei dieci libri preferiti.

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  5. Oh, che bello! E che bei ricordi: quando avevo dieci o undici anni, un amico di mio padre, saputo che già allora ero una lettrice appassionata, mi aveva fatto recapitare a casa dei libri. Alcuni erano adatti per la mia età (ricordo su tutti "Il mago di Oz"), altri decisamente fuori dalla mia portata. Tra questi ultimi c'era anche questo romanzo. Ho iniziato a leggerlo, ma dopo poche pagine l'ho abbandonato: percepivo una cupezza di fondo che mi angosciava.
    Poi, con gli anni, ha fatto proprio come i buoni vini: è rimasto ad invecchiare sullo scaffale e, quando l'ho ripreso in mano, mi ha regalato una delle più coinvolgenti esperienze di lettura che ricordi.

    Ora che mi ci fai pensare, però, devo riprenderlo in mano perché non me lo ricordo più troppo bene... unico problema: dove sarà finito? A casa dai miei? A casa mia? A casa dei nonni? prestato a qualcuno e mai restituito? Mmmhh...dubbio amletico.

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    1. Ma tu avevi la mia stessa edizione, quella con quel quadro in copertina e la traduzione di Vera Dridso? Perché ci sono diverse traduzioni e sarei curiosa di dare un'occhiata alle altre.

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  6. Anch'io lo avevo iniziato alle medie ma non ero riuscita ad andare avanti, mi sembrava troppo difficile...poi l'ho ripreso in mano 3-4 anni fa e l'ho divorato, bellissimo libro davvero! La mia edizione era diversa e mi pare fosse tradotto da Margherita Crepax.

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    1. Infatti, la sua è una delle tante traduzioni. E sì, forse alle medie era un po' presto!

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  7. Bello bello bello come pochi Il maestro e margherita, e anche il passo che hai scelto:)

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  8. Quanto adoro questo libro! Mi biasimerò tutta la vita per aver aspettato di avere 26 anni per leggerlo.

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    1. Be' però hai ancora tanti anni davanti per rileggerlo :-)

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  9. è strano il mio rapporto con questo romanzo: certe volte lo adoro, altre volte invece mi addormento sopra la pagina...boh...

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  10. La Tv russa ha fatto di quest'opera una meravigliosa trasposizione ( come per Cuore di cane,Le anime morte,L'idiota e tanti capolavori della letteratura ) che la ns. Rai si è ben guardata dall'acquistare.... che peccato ! La ringrazio per l'attenzione che dona a questi capolavori,di non facile traduzione e di grande impatto emotivo. I più fervidi auguri affinchè le Sue traduzioni sappiano sempre suscitare le stesse emozioni di quelle provate leggendo l'opera in lingua originale. Cordialmente, Ambrogio

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    1. Che augurio bellissimo, grazie infinite!

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